‘ISA’ DI ‘RAFFELIN’ ARECCO E…

Non potrà più volercene, la Isa, perché lo chiamavamo ‘Raffelìn’(così, già da piccolo ma pure da grande, la mamma): meglio ‘Raffa’, come lei. Ma tant’è!
Isabella Carabelli, moglie discreta di Raffaele Arecco, ‘pittore solitario’ sarvaegu (lett. Selvatico, scontroso, scostante, scorbutico), non con gli amici, deceduto nel 1998, è mancata a Milano il 17 giugno, dopo esservisi trasferita presso la nipote, forse neppure un anno fa, sperando di poter ritornare presto a Celle, paese natio del marito dove aveva vissuto per molti decenni.

“Raffa e Isa” davanti alla tela dei pescatori che prediligevano

Lo diceva, forse senza troppa convinzione, e così è stato. Non potrà tornarci più a guardare la luna dal terrazzino in Via San Antonio, come dal cannocchiale a vederla al suo lento girare. Vi è ritornata per sempre, in un’urna, fatto suo il “Memento, qui pulveris eris…” per rimanere ab aeterno nella terra che l’aveva pienamente adottata, a fianco del suo Raffa.
Torniamo però noi a lei, tristemente, chi scrive, per le tante frequentazioni in giornate e serate, in parte richiamate nell’articolo del capitolo dedicato al ‘personaggio’, vero e autentico, come uomo e come artista, dedicatogli dal Prof. Gian Luigi Bruzzone nel suo libro de ‘I personaggi di Celle’ Vol. III/2013. E pure torniamo a lei per il vuoto che lascia alla costruzione del percorso artistico del Maestro, sperando abbia lasciato note alla nipote, su temi e titoli dei tanti dipinti, e annotazioni riguardo la loro destinazione, specie alcuni pezzi straordinari. Questo ove si volesse costruirne la figura che merita, dedicandogli un volume monografico completo di vita personale ed evoluzione artistica, articolando i vari periodi del suo percorso (figurativo, ritrattistico, scogli umanizzati, uomo nello spazio [d’assoluto anticipo dei vari voli sino alla discesa sulla luna, ndr], gli stellari…), magari per la vicina ricorrenza (2023) dei 25 anni dal decesso. Non certo bastevoli le undici tele donate al Comune di Celle, da esporsi in sala dedicata in via permanente, e quante appese alle pareti di case di affezionati cellesi-çellaschi. Dunque, nell’intento di valorizzare il nostro concittadino pittore Raffaele ‘Raffelìn’ Arecco, come merita, quale patrimonio culturale d’eccellenza della nostra località, proponiamo ufficialmente la costituzione di un gruppo autonomo di ‘Amici di Raffelìn’ sotto l’egida del Comune, tramite lo specifico Assessorato, ponendo sin d’ora l’apporto organizzativo del nostro ‘Centro Culturale 3C’ per tentare l’impresa. Cercansi volontari.

 Pierino Ratto da A Civetta

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