LO ZOOSADISMO Stampa
Scritto da Giovanna Rezzoagli Ganci   
LO ZOOSADISMO: DISTURBO ANTISOCIALE DI PERSONALITA’.
INVITO AL SINDACO DEL COMUNE DI BORZONASCA
A VIGILARE PER QUANTO DI PROPRIA COMPETENZA

Il termine sadismo fu introdotto in letteratura da R. von Krafft-Ebing che lo derivò dal nome del marchese de Sade. In ambito psicopatologico il sadismo appartiene alle parafilie, ovvero l’insieme delle perversioni del comportamento sessuale. In ambito psicodinamico il sadismo viene comunemente inteso come tratto del carattere proprio di chi si compiace della crudeltà.

Lo zoosadismo è la forma di sadismo che ha come oggetto gli animali. La pulsione aggressiva del soggetto sadico spesso si manifesta già nella prima infanzia, la sua eziogenesi è sovente riconducibile alla sfera sessuale. Questa pulsione trova il soddisfacimento in azioni lesive o nell’uccisione di animali, nonché nell’assistere a scene cruente di tal fatta. Nel soggetto affetto dal disturbo antisociale di personalità si osserva una indifferenza patologica per i diritti degli altri e una coartazione a ripetere sistematiche violazioni degli stessi. Lo zoosadismo può essere un sintomo riconoscibile precocemente, la cui individuazione può favorire un tempestivo intervento terapeutico. Per porre una diagnosi di disturbo antisociale di personalità è necessario che il soggetto abbia compiuto i diciotto anni. Ma nella quasi totalità dei casi i sintomi e le manifestazioni tipiche di questo disturbo si evidenziano molto prima. Ecco perché appare fondamentale non sottovalutare comportamenti aggressivi così specifici quali lo zoosadismo: prima lo specialista Psichiatra potrà valutare, migliori saranno le probabilità di controllare gli impulsi nel giovane adulto. Purtroppo la cronaca riporta sempre più frequentemente episodi di violenza commessi da minorenni e giovanissimi, e, se è pur vero che in molti di essi è probabilmente presente una componente emulativa molto forte di indifferenza al dolore, appare anche necessario uno sviluppo dell’informazione sulle problematiche comportamentali sempre più diffuse.
La scuola ha iniziato a farsi carico della condotta dei suoi studenti dopo anni di atteggiamento permissivista, la società italiana ancora non si adegua, sotto i quattordici anni non si è punibili. L’atteggiamento aggressivo in età adolescenziale o preadolescenziale tende ad essere erroneamente confuso con una delle molte tappe della crescita.
 Ma occorre non confondere la ribellione ed il conflitto che l’adolescente sperimenta per autodeterminarsi con l’aggressività. Una volta adulti questi soggetti non sono in grado di assumersi responsabilità e di mantenere relazioni affettive stabili. Sono anche soggetti a rischio di sviluppare dipendenze da alcol e da droghe. Lo zoosadismo è praticato anche da soggetti adulti che sublimano con questa modalità comportamentale l’aggressività repressa. La crudeltà contro gli animali è oggi punita penalmente in Italia, la giurisprudenza più recente tende a risarcire anche i danni di tipo esistenziale e biologico ai proprietari di animali da affezione, laddove ovviamente sia possibile individuare un colpevole e perseguirlo. Esiste poi la morale di ciascuno di noi; siamo tanti e tutti con idee diverse. C’è chi ritiene che gli animali siano semplici accessori creati per uso e consumo dell’uomo, di cui liberarsi senza problemi prima delle vacanze, chi li ritiene utilissimi per scaricare le tensioni in tempo di caccia, chi li cura e li ama come membri di famiglia. Come sempre la via di mezzo è forse la più equa. La sottoscritta è felicemente consapevole di essere affetta da zoofilia, probabilmente conseguente ad un difettoso adattamento sociale. Ma, chiedo venia al Lettore, il calzolaio gira spesso con le scarpe rotte. A leggere la cronaca recente in quel di Borzonasca, Comune insignito di certificazione U NI EN ISO 14001:2004 in contesto di gestione ambientale, non sono l’unica a vivere come il celebre calzolaio… a buon intenditor poche parole.

Giovanna  Rezzoagli Ganci

http://www.foglidicounseling.ssep.it

 

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