I PENSIERI DI LAURA CANDELO Stampa
Scritto da Laura Candelo   

 

I PENSIERI DI LAURA CANDELO
Io così, tra di voi...
 

 

Fuori un sole splendente, un'aria primaverile e profumata di fiori, un cielo azzurro, senza nuvole, un treno che passa fischiando per annunciare la sua presenza, quasi volesse salutare le case che con le loro finestre ed i loro balconi fioriti si affacciano sulla ferrovia...

Il bucato che profuma di pulito steso al sole, un gabbiano che vola libero sui tetti delle case assolate, una rondine che volteggia e ritorna dai piccoli nel nido, un albero che dopo una fioritura, incomincia a far germogliare i suoi frutti...

Tutto questo panorama si vede dal mio balcone, perché io sto scrivendo questo mio nuovo pezzo, proprio affacciata alla ringhiera del mio poggiolo, sulla mia poltrona ormai consumata, ma sempre comoda e rilassante, ascoltando canzoni di Norah Jones, che racconta le sue emozioni sempre con voce suadente e delicata... 

Oggi sarebbe proprio una giornata da trascorrere all'aria aperta, magari seduta in un parco, tra le ombre di un albero o in riva al mare, sul bagnasciuga, circondata da un mare calmo e sul quale il sole si riflette con mille riflessi, con mille scintillii luccicanti...

Io sono così purtroppo o per fortuna: io amo stare in casa, in pace, in tranquillità, all'ombra delle mie pareti, per me pochi luoghi sono

migliori, sinceramente non credo ci sia nulla di male a stare in casa, anche se mi accorgo che sto diventando un'eremita...

Sto semplicemente bene, mi godo i miei pensieri, il silenzio, in attesa del ritorno dei miei amati bimbi, che riempiranno il pomeriggio con le loro grida e le loro scaramucce di fratelli, un giorno legati l'uno all'altra ed un altro dispettosi ed attaccabrighe...

Non mi piace uscire, esco di rado, perchè mi sento a disagio, perché gli sguardi e le parole degli altri mi fanno male, perché soffro per il mio aspetto fisico e perché ho un'autostima pari a zero...

Non mi piace stare in mezzo alla gente, anche se spesso i miei figli mi fanno dimenticare tutto ed hanno il potere di farmi star bene con la natura e con tutto ciò che mi circonda, hanno la forza di farmene fregare delle malelingue che sparlano, come tutti i piccoli paesi, e che possono ferirti anche solo con uno sguardo o con una parola sussurrata ad un altro loro “compare”...

Credo veramente che a volte la gente dovrebbe prima guardare le proprie spalle, prima di potersi anche solo permettere di pensare ed a loro volta di giudicare le scelte di vita altrui, perché penso che ognuno abbia i suoi problemi, le sue preoccupazioni, che nessuno sia un santo, ma che siamo tutti peccatori e che ognuno ha i proprio scheletri nell'armadio, le proprie convinzioni, le proprie paure e le proprie incertezze e che nessuno debba essere giudicato, perché, nella vita, non bisogna mai dire mai e nemmeno mai dire per sempre...

Credo, infatti, che ogni cosa abbia una fine e che spesso pensare che noi non faremmo mai una cosa a priori, sia sbagliato, perché la vita ci mette quotidianamente alla prova ed a volte sia veramente difficile essere coerenti con se stessi, dopotutto cambiare idea o ricredersi non penso sia un male...

Se qualcuno ci delude, se le cose non vanno come ci si aspetta, se un amico tradisce la tua fiducia, se le aspettative cambiano credo sia giusto cambiare anche il nostro modo di pensare, per evitare ulteriori delusioni ed illusioni...

La vita è una corsa ad ostacoli, ogni giorno se sei fortunato c'è sempre un problema o qualcosa che non va o che “gira” storto e quando ti va male i problemi aumentano, i dispiaceri ti lasciano senza speranze e senza parole, senza più voglia di credere che qualcosa possa cambiare, che il domani possa essere migliore...

 Ecco, questa sono io:

io che sono un'eremita solitaria in casa, che ho paura delle cattiverie degli altri, dei loro sguardi o delle loro parole sussurrate e non dette frontalmente per codardia, io che però quasi per paradosso ho paura dell'abbandono e di soffrire di nuovo, io che mi emoziono guardando un film per bambini che vuole insegnare alla loro innocenza ed ingenuità qualcosa, io che mi stupisco per un tramonto o per un'alba, io che sto cercando di risorgere come un'araba fenice dalle mie ceneri, sto cercando di essere più forte in questo mondo che non è fatto per le anime fragili, io che amo quando i miei bimbi ridono senza un motivo, solo perché per loro sono come un pagliaccio, con le mie battute e le mie facce buffe, io che mi affeziono sempre troppo presto anche alle persone conosciute solo virtualmente e che poi, la maggior parte delle volte, resto delusa e ci resto male, per un saluto mancato o per un giudizio affrettato...

Mi accorgo di essere una persona semplice, una persona che si ritiene umile, una persona che non ha maschere, ma che se ne portasse una sarebbe più a disagio di un'attrice che interpreta una parte a teatro, sono una persona che ama stare in disparte, magari a guardare fuori da dietro un vetro, una finestra o una tapparella abbassata, per paura di essere vista...

Sono una persona che si commuove per un complimento, che arrossisce per una parola gentile, un'anima fragile ed instabile che sta cercando di diventare più forte e di ricominciare a vivere, perché sopravvivere non basta, ma che è decisa a non cambiare per nulla e per nessuno,nonostante i suoi molteplici difetti e le sue caratteristiche che la rendono strana agli occhi di persone che, invece, appaiono tutte uguali.

 Laura Candelo

 

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