Chi sono i seminatori d'odio? Stampa
Scritto da FULVIO SGUERSO   

CHI SONO I SEMINATORI DI ODIO?

 Nell’Inferno dantesco i seminatori di discordie sono condannati ad essere fatti letteralmente a pezzi da un diavolo armato di spada: così come queste anime dannate, che Dante incontra nella nona Bolgia dell’ottavo Cerchio, hanno provocato divisioni, discordie, odio, scandali, lacerazioni e scismi nel corpo sociale, politico o religioso di una comunità, per la legge del contrappasso vengono a loro volta dilaniate in eterno.

 

Motivo di scandalo per i musulmani fondamentalisti è ancora oggi la rappresentazione di Maometto “rotto dal mento infin dove si trulla”, altro che le vignette satiriche di Charlie Hebdo! Ora vorrei proporre ai lettori di “Trucioli savonesi” un esperimento mentale: proviamo a immaginare un Dante redivivo tornato tra noi e messo di fronte alla situazione attuale di quello che una volta, ha chiamato “’l giardin de lo imperio” (Purgatorio, Canto VI), quali personalità politiche di questo “giardino” (ovviamente all’italiana) insieme a quali opinion maker, direttori di giornali, conduttori televisivi, attori comici, scrittori, vignettisti manderebbe oggi a farsi squartare nella nona bolgia dell’ottavo cerchio del suo Inferno? Io qualche idea l’avrei, ma, per non essere accusato dai lettori sovranisti e  populisti - oltre che di presunzione - di foggiarmi un Dante di comodo per fargli dire quello che piace a me, provo a immaginare  - anche se con qualche forzatura considerate la sue simpatie imperiali - un Dante sovranista e populista e vedere chi condannerebbe all’Inferno: senza dubbio prima di ogni altro i compagni, cioè i finti moderati del Piddì eredi del defunto Pci ma sempre compagni nel cuore con lo scialbo e subdolo vetero comunista Zingaretti in testa e, subito dopo, il nuovo azzimato  compagno di strada Giuseppe Conte insieme al vecchio criptocompagno Sergio Mattarella e a tutti quei pochi ridicoli parlamentari di Leu, che, pur perdenti, fanno parte per grazia ricevuta della maggioranza di governo.   


A seguire spedirebbe all’inferno l’insopportabile deputata ex presidente della Camera Laura Boldrini a meditare sulle sue posizioni pro immigrati che tanto hanno fatto soffrire i patrioti e i cittadini italiani più poveri e derelitti. Dopo di che condannerebbe un’altra volta all’inferno la mite, nobile, imperterrita testimone della Shoah ma divisiva e onnipresente senatrice a vita Liliana Segre, prodotto di un’operazione studiata a tavolino da Mattarella in combutta con i compagni  onde sfruttare cinicamente la sua esperienza di sopravvissuta all’inferno di Auschwitz, come icona propagandistica contro la vecchia e la nuova destra sovranista e populista. Poi manderebbe all’inferno tutti quegli insulsi “gretini” con il loro adolescente e viziato idolo svedese in testa, a imparare cos’è il vero cambiamento climatico. Subito dopo farebbe una bella retata di tutti quegli illusi pesciolini rossi che si sono chiamati “sardine” per confondere le idee alla gente, sottovalutando il fatto che ormai la gente è scafata e non abbocca più ai proclami dei demagoghi di turno, figurarsi se abbocca ai nuovi  pesciolini antifascisti, antisovranisti  e anti populisti!


E a Di Maio quale destinazione assegnerebbe? Non c’è dubbio, il Limbo, insieme agli altri bambini non battezzati! Quanto ai giornalisti, ai televisivi, agli scrittori, ai comico-satirici, anche qui alcuni sarebbero  in testa alla lista, per esempio: Roberto Saviano e, a seguire, Michele Serra, Gianrico Carofiglio, Sandro Veronesi e Michela Murgia, per nominare i primi che mi vengono in mente, tutti schierati dalla parte sbagliata, cioè quella dei compagni odiatori di chi difende i sacri confini e l’onore della Patria in Europa e nel Mondo. Tra i televisivi, il primo sarebbe, manco a dirlo, Fabio Fazio seguito a ruota da Lilli Gruber, da Giovanni Floris e da Riccardo Formigli, conduttori palesemente sbilanciati a sinistra, ma l’elenco sarebbe troppo lungo perciò è meglio fermarsi qui. Ah, dimenticavo:  tra i comici e i vignettisti sarebbero senz’altro mandati all’inferno dal Dante sovranista e populista Crozza e Vauro.


Salvo errori ed omissioni, così agirebbe il Dante salviniano e sovranista. Ma se invece rivivesse un Dante ghibellino per niente incline a particolarismi e provincialismi che spesso forniscono occasioni e pretesti per conflitti permanenti tra concittadini che, invece di collaborare concordemente per il bene comune, si guardano in cagnesco l’un l’altro, cosa potrebbe pensare di questi italiani perennemente divisi tra bianchi e neri, guelfi e ghibellini, rappresentativisti e populisti,  europeisti e sovranisti (o nazionalisti), Palazzo e piazze, élite e popolo, nuovi antifascisti e fascisti del terzo millennio? Possibile che non sia cambiato nulla da quando Dante invocava invano  l’imperatore Alberto d’Asburgo  perché riportasse la pace tra gli italiani che non riuscivano  a vivere senza guerra neppure in “quel  ch’un muro e una fossa serra”? A quanto pare è possibile se gli italiani non riescono nemmeno a essere d’accordo sui principi fondamentali della loro (?) Costituzione. Questo significa che siamo un popolo diviso e che qualcuno, invece di operare per la pace,  ha operato per un’altra guerra  civile dopo quella cruenta e spietata combattuta tra l’ 8 settembre del 1943 e il 25 aprile del 1945.  Tra questi seminatori di odio tra italiani il primo posto spetta indubbiamente ai neofascisti di Ordine Nuovo, autori della strage di Piazza Fontana dei 12 dicembre del 1969, che inaugurò il periodo della cosiddetta strategia della tensione, giusto cinquant’anni fa. Seminatori di odio sono stati anche i responsabili, rimasti ignoti e impuniti, della morte dell’anarchico Giuseppe (Pino) Pinelli, ingiustamente sospettato di essere tra gli autori della strage. Seminatori di odio sono stati però anche gli assassini del commissario Luigi Calabresi, ritenuto responsabile della morte dell’innocente anarchico Pinelli.

Seminatori di odio sono stati anche i Servizi segreti deviati che hanno depistato le indagini della magistratura e coperto le responsabilità dei terroristi neri, tanto che si è parlato di stragi di Stato. Alle successive stragi di matrice neofascista hanno corrisposto le azioni terroristiche delle “Brigate rosse” che in un crescendo  culminò con il rapimento e l’assassinio di Aldo Moro, cioè del politico democristiano che aveva accettato il “compromesso storico” con il Partito comunista di Enrico Berlinguer, e con l’assassinio dell’operaio sindacalista comunista Guido Rossa a Genova. Non dubitiamo in quale Bolgia infernale  Dante manderebbe i terroristi neri e i terroristi rossi, ma anche quei servitori infedeli dello Stato (ogni riferimento all’agente segreto Guido Giannettini è puramente casuale) che hanno offerto protezione e copertura a neofascisti stragisti come Stefano Delle Chiaie e a neonazisti come Franco Freda. Forse queste coperture spiegano perché le Brigate Rosse sono state sconfitte e costrette ad abbandonare la lotta armata contro lo Stato mentre i gruppi eversivi neofascisti e neonazisti sono tuttora presenti sul territorio nazionale, come riferiscono le cronache. Abbiamo anche potuto constatare, in occasione degli insulti antisemiti rivolti via social alla senatrice a vita Liliana Segre, con qualche sorpresa,  l’esistenza di non pochi nostri connazionali antisemiti e razzisti che , coperti dall’anonimato, insultano e minacciano una persona che dovrebbe essere invece circondata dall’affetto e dalla stima di tutti gli italiani per il dono che essa ci fa con la sua sola presenza di persona viva tra tanti zombi senz’anima.


Bene, gli antisemiti italiani da tastiera si sono rifatti sentire in occasione della morte di Piero Terracina; trascrivo dal sito dell’ “Osservatorio antisemitismo”: “Il decesso di Piero Terracina, una degli ultimi sopravvissuti al campo di sterminio di Auschwitz è stato accolto dai professionisti dell’antisemitismo telematico con numerosi commenti giudeofobici dove negazione della Shoah e volgare irrisione degli ebrei sono strettamente legati”. A commento della frase: “Presenta la sua immaginetta ad Auschwitz e avrai diritto  ad un giro di giostra gratis”. Dunque c’è qualcuno che si diverte a irridere e a banalizzare la tragedia della Shoah, ma la cosa che più stupisce è che non si tratta evidentemente di casi di sottosviluppo isolati, secondo l’”Osservatorio antisemitismo”  i commenti insultanti sono numerosi, e questo è preoccupante perché significa che esiste anche in Italia un antisemitismo diffuso che tocca anche persone insospettabili come il senatore Elio Lannutti del M5S a proposito dei Protocolli dei Savi di Sion e del potere ebraico sulle banche. Ha fatto anche scandalo una oscena vignetta di Davide Marioni in cui vediamo un Boris Johnson esultante ancora con la divisa a strisce di Haftling che scappa esultante dall’ Ue rappresentata come Auschwitz! Chissà se questi banalizzatori di tragedie si rendono conto di offendere non solo i sopravvissuti allo sterminio ma l’intera  umanità; in ogni caso il soggiorno di almeno un anno nell’ottava Bolgia del nono Cerchio infernale non potrebbe far loro altro che bene.


Idem per tutti i predicatori  di odio che tramite i loro giornalacci, la  loro tivù spazzatura e, naturalmente, per mezzo dei social, spargono veleno a piene mani e gettano fango su chiunque non si adegua al loro pensiero unico semplificato. Matteo Salvini, Giorgia Meloni e il povero Silvio Berlusconi, considerata la loro passione per i mass media, li condannerebbe a stare in silenzio per tutto il resto della loro vita. Solo in un caso il nostro Dante redivivo rimane perplesso: quale luogo dell’inferno spetterebbe a Matteo Renzi? I suoi peccati sono così tanti e così gravi e ha fatto così tanti danni al suo partito e al Paese che bisognerebbe inventare un nuovo Cerchio solo per lui.

  FULVIO SGUERSO 

 

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