Lettura di un'mmagine: San Michele... Stampa
Scritto da FULVIO SGUERSO   
LETTURA DI UN’ IMMAGINE 59 

San Michele scaccia gli angeli ribelli

Olio su tavola (1526-1535 circa) di Domenico Beccafumi
Chiesa di San Niccolò al Carmine – Siena

 Quest’opera è la seconda versione dipinta da Domenico Beccafumi (Montaperti, 1486? – Siena, 1551) sulla cacciata dal paradiso degli angeli ribelli. Rispetto alla prima versione, quella conservata presso la Pinacoteca nazionale di Siena, nelle quale è evidente il riferimento agli affreschi di Michelangelo nella Cappella Sistina, in questa seconda versione, conservata nella Chiesa di San Niccolò al Carmine a Siena, prevalgono i richiami al Raffaello delle Stanze Vaticane. Non per niente il Beccafumi è uno degli artisti più rappresentativi del Manierismo. La tavola è articolata su tre zone: in quella in alto vediamo, o meglio, contempliamo Dio Padre, in controluce, incoronato dal riverbero abbagliante dell’empireo, tra due schiere di angeli fedeli, che tiene nella mano sinistra il globo terrestre a significare che è l’unico imperatore del cielo e della terra mentre alza il braccio destro in segno di comando. Nella zona centrale campeggia San Michele: lo vediamo colto in volo ad ali spiegate e con la spada impugnata nella mano destra, attorniato da angeli ribelli che stanno precipitando all’inferno. Nella zona inferiore scorgiamo l’entrata della città infernale accessibile solo tramite un ponte che passa sopra un fiume infuocato; della città sotterranea intravediamo un camminamento sotto massicce arcate, illuminato dalle fiamme davanti al quale stanno alcuni angeli ribelli nudi e disperati. Al centro della zona più bassa ecco Lucifero, l’angelo della luce, dalla bella persona che era è diventato un mostro inguardabile con testa di cane e corpo di drago. Notevole in quest’opera anche il gioco delle luci e delle ombre, preludio all’arte barocca e ai suoi virtuosismi luministici. Il pittore ha desunto questa orrida scena da un brano dell’Apocalisse: “Scoppiò allora una guerra nel cielo: Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago. Il drago combatteva insieme ai suoi angeli, ma non prevalse e non vi fu più posto per loro in cielo.
E il grande drago, il serpente antico, colui che è chiamato diavolo, il Satana che seduce tutta la terra abitata, fu precipitato sulla terra con i suoi angeli”(Ap 12,79). Questa è la fine di tutte quelle creature che hanno preteso (e pretenderanno, dal momento che la superbia umana, a quanto pare, non ha limiti di tempo) di sostituirsi al Creatore del cielo e della terra.

 FULVIO SGUERSO

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