Ritratto di Simonetta Vespucci come Cleopatra Stampa
Scritto da FULVIO SGUERSO   
LETTURA DI UN’IMMAGINE 20
Ritratto di Simonetta Vespucci come Cleopatra
Tempera su tavola di Piero di Cosimo (1480 circa)
Museo Condé di Chantilly

 

 Simonetta Cattaneo, la giovanissima sposa del ricco mercante fiorentino  Marco Vespucci, parente del più famoso Amerigo, era nata a Genova nel 1453 e morì a Firenze nel 1476 a ventitré anni, non si sa se di tisi o di peste.. Di lei si innamorarono un po’ tutti gli artisti e i poeti operanti a Firenze in quegli anni così ricchi di capolavori (ma anche di congiure e di guerre intestine).

Lorenzo de’ Medici le dedicò il sonetto: “O chiara stella che coi raggi tuoi”, Sandro Botticelli le fece tre ritratti e pensò a lei nel dipingere la Nascita di Veneree ela Primavera. Nel ritratto dipinto da Piero di Cosimo (Firenze, 1461 circa – Firenze, 12 aprile 1522) e che è stato  interpretato anche come ritratto ideale di Cleopatra a causa del serpentello nero che le si attorciglia intorno al bel collo, il volto è visto di profilo, il busto quasi del tutto scoperto emerge di tre quarti in piena luce  da una specie di stola color terra.

L’alta attaccatura dei capelli mette in risalto la bella fronte; notevole è inoltre l’elaboratissima pettinatura ornata di perle. Il serpentello nero che le si attorciglia intorno al collo come una collana vivente, mette indubbiamente una nota assurda e misteriosa in questo ritratto; come la stranezza dello sfondo secco e arido a sinistra (ovviamente di chi guarda il quadro) e verdeggiante a destra, qualcosa vorrà pur significare, Che cosa? Quell’alberello così spoglio e stecchito e quella nube nera contro la quale si staglia il profilo chiaro di Simonetta-Cleopatra (o Simonetta- Proserpina come recentemente è stato ipotizzato) paiono alludere a una imminente sventura: la morte precoce della bellissima giovane donna, ispiratrice di artisti e poeti quale mai altra fu sotto la volta del cielo.

      FULVIO SGUERSO 

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