Ylli Plaka tra finito e infinito Stampa
Scritto da FULVIO SGUERSO   
YLLI PLAKA TRA FINITO E INFINITO

 La recente mostra negli spazi restaurati dell’antica “Fornace Alba Docilia” di Albissola Marina del ceramista e scultore d’origine albanese (ma a tutti gli effetti divenuto da tempo “uno di noi”) Ylli Plaka, ha offerto un’altra preziosa occasione per entrare in punta di piedi nel mondo poetico di questo artista autentico le cui radici sembrano affondare nella civiltà micenea o in quella precolombiana pur avendo attraversato e acquisito la libertà stilistica delle avanguardie novecentesche. Il suo è un mondo abitato da figure sognanti, misteriose e simboliche, come la civetta (tema ricorrente con mille variazioni) sacra alla dea della saggezza Pallade Atena ma anche notturna messaggera di morte, la cui effigie forma la facciata di una casa alla sommità di una specie di piramide azteca nella terracotta smaltata Civetta azzurra.


Civetta azzurra  Terracotta smaltata  3° fuoco oro 

Queste ceramiche-sculture di Ylli Plaka non rimangono chiuse in se stesse come pregevoli suppellettili decorative da salotto borghese ma alludono a significati che vanno oltre la loro pura visibilità e alla loro raffinatezza artigianale, non sono meri oggetti inerti ma soggetti che ci pongono domande e ci fanno riflettere; sono opere d’arte metaforiche che, nella loro finitezza e lucentezza formale, guardano da un finito al di qua terrestre verso un infinito al di là celeste.

La grande figura femminile acefala in terracotta ingobbiata dall’enorme ventre gravido che ha al posto dell’ombelico il foro di una serratura, intitolata Vita da scrivere, ad esempio, allude a tutte quelle vite  future che ancora devono venire alla luce e quindi sono ancora da scrivere (e da leggere); le splendide terrecotte smaltate Viaggio nell’infinito, Eclisse bianco e nero e Piove sono  figure finite  e non finite a un tempo che appaiono  assorte in una loro vita  interiore, segreta e inesprimibile come quella dei corpi celesti su cui favoleggiano i poeti. Molto espressivi sono invece gli animali che popolano il mondo fiabesco di YlliPlaka, in particolare gli uccelli notturni con i loro grandi occhi sgranati: si veda lo sguardo della civetta Stupita o lo Sguardo tenero della civetta appena uscita dall’uovo, o quelli delle due civette strette una all’altra (In coppia).


Vita da scrivere

 Nel visitare le mostre di questo sensibilissimo e profondo artista  si ha l’impressione che mentre guardiamo le sue opere anch’esse ci guardino, e non solo perché  siamo obbligati a passare davanti agli sguardi scrutatori di gufi, civette e barbagianni: dai piatti affissi alle pareti ci guardano anche altri occhi, occhi umani; dalle pareti della Fornace Alba Docilia si potevano ammirare due piatti in terracotta smaltata che ritraevano due volti femminili vagamente botticelliani, uno dall’espressione serena con un accenno di sorriso, l’altro invece melanconico e meditabondo: inevitabilmente anche i loro Sguardi si intrecciavano con quelli dei visitatori in una sorta di dialogo muto tra l’opera e chi la guardava.

Questa è l’arte di Ylli  Plaka, il suo “tocco d’artista” dà un’anima alla materia inerte, vita alle opere da lui plasmate e occasione, a chi lo sappia ascoltare, di viaggiare nell’infinito.

Ottobre del 2017

    FULVIO SGUERSO 


Angolo panoramico della mostra di Albissola
 
 
Altro angolo panoramico della  mostra di Albissola

 

Antica fornace dell'Alba Docilia

 


Fulvio Sguerso e Coppia - Terracotta ingobbiata

 

Donna Uomo - Terracotta ingobbiata

 

Eclisse bianco nero - Terracotta smaltata 3° fuoco oro

 

Fuoco gelido - Terracotta smaltata

 

Piove - Terracotta smaltata

 

Sguardi

 

Sguardo tenero - Terracotta smaltata fuoco oro

Foto di Biagio Giordano

 

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