Mancato rinnovo della tessera SOCREM Stampa
Scritto da Una savonese   

Mancato rinnovo della tessera SOCREM

Spett. le Società SOCREM e gentile Presidente,

in questi giorni io e mio marito abbiamo ricevuto la lettera concernente il mancato rinnovo dell’iscrizione per gli anni 2014 e 2015.

Siccome questo mancato rinnovo non è frutto di negligenza o dimenticanza ma ha motivazioni ben precise, ci teniamo comunque ad esprimerle.

Come molti, abbiamo creduto nell’ente morale Socrem perché rappresentava un riferimento importante: un tempo era una forma di dignitosa ribellione a chi esecrava e osteggiava, in nome di malintesi principi religiosi, questa pratica civile e antica di onoranza funebre.

Essere iscritti era l’unico modo per veder riconosciuti i propri diritti, per sostenere le proprie idee e per sostenersi nella forza del gruppo, e riconoscersi. I parenti dei soci godevano di aiuto e di agevolazioni, burocratiche ed economiche nel rispettare la volontà dei loro cari.

La scrivente in particolare riconosce tutto questo nei propri personali ricordi familiari, che la spinsero a iscriversi ormai più di dieci anni fa.

Poi qualcosa è successo, qualcosa nel frattempo è cambiato. Non sappiamo individuare colpe, decisioni e responsabilità, dividere l’ambito politico (purtroppo, sempre la politica) da quello societario: dall’affidamento ai privati della gestione del forno nel 1998, al ritorno al Comune; dal funzionamento sempre peggiore del servizio, al degrado e al mancato investimento per i nuovi forni, fino all’odierno affidamento alla partecipata Ata.

Non sappiamo distinguere e individuare, ripeto. Sappiamo solo che nel frattempo anche Socrem è profondamente cambiata, e si è attuata una sorta di divisione fra la parte strettamente non a scopo di lucro, la parte originaria, ente morale, considerata quasi una sorta di “bad company”, rispetto al settore delle onoranze funebri propriamente intese, ben più remunerativo.

Anche il riconoscimento delle agevolazioni verso i soci si è fatto ben più sfumato, meno significativo.

Non è un caso, ripeto, che l’ultima quota versata risalga al 2013: in quell’anno purtroppo siamo stati oggetti di due lutti familiari, uno di una persona iscritta da molti anni, l’altro di una persona non iscritta, ma comunque entrambi con volontà espressa di cremazione. Per entrambi ci siamo rivolti alla Socrem onoranze funebri per le esequie, con una spesa tutt’altro che modesta pur senza eccedere nelle richieste, e soprattutto, con un vantaggio economico non così eclatante per la persona iscritta rispetto all’altra.

A questo punto, visto che finalmente non esistono più nella società gli ostacoli di legge e pregiudizio che rendevano difficile la pratica della cremazione, non riconoscendo più, purtroppo, nell’ente lo spirito originario, né per i vantaggi offerti ai soci né per le motivazioni ideali, non riteniamo al momento di voler proseguire nel tesseramento.

 

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