ICI PALAIS BERLAYMONT BRUXELLES Stampa
Scritto da F. I.   
ICI PALAIS BERLAYMONT
BRUXELLES
 
Ultime notizie dal "De Bello Gallico"
 
A parte le nebulosità della politica interna italiana, i meandri kafkiani e labirintici dei presunti "tradimenti" alfaniani, le scomposizioni strategiche del centro destra e del centro sinistra, insomma a parte i pasticci interni ed i micro-personalismi con annesse lotte di potere, in politica estera la "linea nazionale" - dopo la "resurrezione" di "Forza Italia" - appare chiara  e trasparente come il cristallo.
Se con nemici ed avversari interni, il Cavalier Berlusconi, ex presidente del Consiglio, ha sempre un moto di comprensione e di indulgenza, con "gli stranieri" se la lega al dito.
E' stato così con Nicolas Sarkozy e con Angela Merkel, per quella loro risatina alle sue spalle al termine di un "vertice" europeo. Il primo è stato castigato dagli elettori francesi e buttato fuori dall'Eliseo. La seconda, invece, è solidamente alla testa della fortissima Germania, pilastro assolutamente indispensabile e volta portante di tutta l'Unione Europea.
Ma egemonia tedesca o no, euro o no, direttive europee o no, il presidente Berlusconi sogna di fargli pagare in qualche modo quello sberleffo. E questo non solo a titolo personale, ma anche perché ha compreso che a questo punto all'Unione Europea occorre non pigolare ma fare un pochino la voce grossa.
Altrimenti, a Bruxelles, a Strasburgo ed a Lussemburgo andiamo sotto sul serio e quel che viene cancellato dalla cancelliera tedesca, Angela Merkel, non è soltanto l'immagine ma anche l'economia di Roma.
Da qui, una strategia che , sul piano nazionale, si suddivide in diverse "legioni" per affrontare il De Bello Gallico, per dirla con un certo cesarismo. Nel 2014, le elezioni europee decreteranno, in fondo, la linea italiana.
Secondo Berlusconi, dovrà essere una linea dura verso l'euro, verso la Bce e , soprattutto, "resistente" nei confronti di Berlino.
Per questo i suoi più stretti consiglieri, Gianni Letta, Paolo Bonaiuti, Fabio Vazio ed il vice presidente della Commissione Europea, Antonio Tajani, hanno definito con lui la "linea Maginot" per contenere le offensive deflazioniste della cancelliera di ferro.
La politica nazionale (Enrico Letta, Matteo Renzi, Emma Bonino e gli altri) sanno benissimo che la vera partita per l'Italia si gioca a Bruxelles. I partiti fanno i loro congressi, si scontrano, si accordano, determinano le loro strategie.
Ma poi i conti veri si fanno con Bruxelles, con Berlino e con Washington (Casa Bianca e Fondo Monetario di Christine Lagarde). Si fanno con Wall Street. Ed anche da un pò di tempo a questa parte con Vladimir Putin e con la Cina. Anzi, proprio da Pechino e da una sorta di ritrovata via della Seta (che Marco Polo conosceva benissimo) rischia di dipendere l'economia occidentale , passando beninteso per i paesi del Golfo Persico e per gli Emirati arabi ricchi di oro nero.
f.i.   

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