Vaccini obbligatori o facoltativi? Stampa
Scritto da GIORGIO MENARDO da Il Letimbro   
 
PILLOLE DI SALUTE di Giorgio Menardo
Vaccini obbligatori o facoltativi?  
 

   

Lo scorso 10 agosto il presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte ha affermato che non ritiene che il vaccino contro il Covid-19 dovrà̀ essere obbligatorio, ma che dovrà̀ essere messo a disposizione. Il professor Alberto Mantovani, lo scienziato italiano più̀ citato nel mondo, quindi un’autorità̀ indiscussa, in una bella intervista del 15 agosto ha ricordato a tutti che “la salute, piaccia o meno, è globale. Il virus non sarà̀ sconfitto finché non sparirà ovunque”. Una settimana dopo il Primo ministro australiano ha detto che, una volta disponibile, vorrebbe il vaccino obbligatorio per tutti i suoi concittadini. Le parole semplici e chiare del prof Mantovani derivano dall’esperienza.

 I virus responsabili delle peggiori epidemie, primo fra tutti quello del vaiolo che per secoli, a ondate ricorrenti, ha ucciso milioni di persone nel mondo, è sparito dalla faccia della Terra solo quando tutti i governi, sotto la regia dell’Organizzazione mondiale della sanità, per anni, hanno reso obbligatoria la vaccinazione.

Lo stesso obbiettivo stava per essere raggiunto con il virus della poliomielite se le guerre prima in Afganistan e poi in Siria non avessero interrotto i programmi di vaccinazione di massa, già̀ ostacolati da fanatici locali che in alcuni stati africani uccisero gli operatori sanitari che stavano immunizzando i bambini.

Questo per dire che decisioni isolate dei singoli governi rischiano di essere inutili e dannose. Il Presidente del Consiglio Conte, ricordando molto bene le fasi più drammatiche della pandemia in Italia, quando il virus sembrava inarrestabile e dovette prendere decisioni che non hanno precedenti nella storia repubblicana fermando il Paese per oltre due mesi, pensa che, appena il vaccino sarà̀ messo a disposizione, tutti correranno spontaneamente a farsi immunizzare.

Questo sarebbe il comportamento logico di chi ha corso un pericolo mortale e ha finalmente a disposizione un mezzo efficace per mettersi al sicuro. Purtroppo non è cosi: negli Stati Uniti, dove il Coronavirus ha colpito ancora più duramente che in Italia, solo il 49% de- gli americani ha detto che si farà̀ vaccinare, se e quando il prodotto sarà̀ disponibile. Il premier Conte sarebbe probabilmente meno fiducioso nella saggezza dei suoi concittadini se solo ricordasse che appena quattro milioni di Italiani hanno scaricato l’app Immuni e che degli oltre 160mila chiamati per i test sierologici appena un terzo hanno risposto all’appello.

Credo che il capo del governo dovrebbe piuttosto chiedere al Comitato tecnico scientifico di studiare come invogliare gli Italiani a vaccinarsi se, come pare, non c’è la volontà̀ politica di rendere il vaccino obbligatorio. Se ricevesse questo incarico, il Cts non avrebbe difficoltà a trovare nella letteratura medica degli ultimi 200 anni suggerimenti efficaci, perché puntualmente il problema si è riproposto. Quando per ragioni diverse non si è voluto o potuto obbligare i cittadini a vaccinarsi e le adesioni spontanee erano troppo scarse, i tutori della salute pubblica hanno proposto misure alternative: in primo luogo il divieto di accedere a scuole, anche private, senza il certificato di avvenuta vaccinazione. Da noi, se fra pochi mesi ci sarà̀ il vaccino pronto, si potrebbero proporre altre misure tipo l’obbligo di continuare a indossare la mascherina per i non vaccinati, vietare loro l’accesso a cinema, teatri, discoteche, treni e ogni altro luogo o mezzo pubblico. Non sarebbe una discriminazione, ma un atto di legittima difesa soprattutto per coloro che pur volendosi vaccinare non possono farlo per ragioni di salute. Intanto che i politici discutono sul vaccino, che purtroppo non c’è ancora, tutti dovrebbero approfittare di quello antinfluenzale che esiste, è efficace e che mai come quest’anno tutti dovrebbero fare. 

   Dott. Giorgio Menardo da IL Letimbro

E' in edicola il numero di Ottobre 

 

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