Raccolta differenziata... se non c’è “cultura”... Stampa
Scritto da Salvatore Ganci   

Raccolta differenziata... se non c’è “cultura”...

         Provate a fare un piccolo calcolo: cinque bottiglie PET di tè da un litro e mezzo, quattro bottiglie da mezzo litro di acqua tonica,  una bottiglia di succo di frutta da un litro, sette bottiglie d’ acqua da un litro  e mezzo. Il volume “totale” espresso in litri è 20 litri. Se supponete di compattare le bottiglie mettendole affiancate il volume effettivo occupato dalla sole 6 bottiglie d’acqua è di circa 0.02 m3. Ora stimate la capacità di un bidone di raccolta, supponendo, contrariamente all’uso, di affiancare bene le bottiglie in modo da ridurre al minimo lo spazio occupato... Vi renderete conto che un cassonetto “standard” che misuro avere un volume poco inferiore al metro cubo (approssimiamolo pure a un metro cubo) con bottiglie di plastica gettate dentro in modo da occupare il minimo volume ne contiene circa 300 da un litro e mezzo. Gettandole dentro alla rinfusa  (lascio a voi fare la stima) il cassonetto sarà riempito con un numero di bottiglie che va da  un centinaio a duecento se siamo ottimisti. Se poi considerate anche il polistirolo espanso e le irrazionali bottiglie di detergenti per la casa (di plastica spessa) non ci meravigliamo molto se, tra uno svuotamento del cassonetto e il successivo passaggio del camion la situazione può essere quella in figura 1


... Ma l’aspetto più divertente è vedere dei cassonetti (Rapallo ad esempio) dove l’apertura per infilare la plastica è circolare. Un invito implicito a inserire intere le bottiglie una per una. Ora provate a riprendere l’elenco iniziale, ma questa volta schiacciate bene ciascuna bottiglia. Quelle d’acqua (PET sottile) si schiacciano senza fatica e rimettendo il tappo vengono mantenute al volume minimo dalla pressione atmosferica, mentre quelle di tè (PET più spesso) richiedono un minimo di coordinazione tra schiacciamento laterale e schiacciamento dall’alto in basso. Il panorama delle sopracitate bottiglie è visibile in figura 2,


 

sparse, in modo che possiate controllare. Ora, potete sistemare l’insieme delle bottiglie in un sacchetto più piccolo di quelli da supermercato (chi scrive ne ha usato uno fornito dalla farmacia). Il volume massimo  “lordo” occupato (il cilindro in  grado di ospitare il sacchetto) è circa 0.02 m3 (stimando per eccesso – vedi fig. 3)


cioè il volume occupato da sole 6 bottiglie d’acqua... Ora potete passare a un problema successivo. La riduzione di volume di 6 bottiglie di acqua è di circa 1/6 se le schiacciate bene passa da 0,02 m3  a un volume “lordo” massimo di 0.003 m3... il che fa una riduzione di circa 15 volte il volume iniziale. Ora, se il costo (da parte dell’amministrazione comunale) per svuotare il cassonetto è X con frequenza f  in un anno, la riduzione media del volume di 15 volte tra bottiglie schiacciate a bottiglie non schiacciate, la frequenza f dei passaggi del camion che svuota il cassonetto si ridurrebbero anch’essi di 15 volte ... il che farebbe davvero un bel risparmio (X/15). Ovviamente la stima non ha tenuto conto degli “interessi” della ditta appaltatrice, del personale che vi lavora, della enorme riduzione di guadagno... Purtroppo sono i soliti motivi per cui, accostando piccole cose alle grandi, si preferisce morire di tumore ma non fermare Tirreno Power (e il progresso, in genere).

SALVATORE GANCI

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