Ma che strano ... Stampa
Scritto da SALVATORE GANCI   

Ma che strano ...

Premetto, a scanso di strumentalizzazioni e/o di fraintendimenti che le mie considerazioni qui sotto sono solo “tecniche” e viste “con gli occhi della ragione”. Perché? ... ma semplice: perché i miei malinconici pensieri andavano alla mia amica/nemica pubblicità televisiva. Quella che più di ogni analisi a posteriori sa cogliere l’anima vera della società. Un Antòn Cechov che sa scavare fino negli angoli più bui e nascosti della personalità del singolo... Così, mentre mi sorbisco le futilità del profumo del bellone trasteverino o dell’acqua di *** (siamo vicini a Natale e poi, a ruota, c’è San Valentino) mi capita di ripensare a quella pubblicità che fa appello alla “ragione” in senso “illuministico”. Lo sai a quanto volume di plastica risparmiata, a quanti TIR in meno corrisponde l’uso di questo minuscolo sacchetto di bassi polimeri, contenente un circa 70 cc di porcata variopinta da sciogliersi in acqua per farne un ottimo detersivo, sgrassatore, bla, bla, bla...?


Eccola la pubblicità intelligente: ottieni gli stessi risultati (se non meglio) evitando di inquinare l’ambiente, di creare problemi suppletivi alla raccolta differenziata, di risparmiarci diossina e altre porcate laddove la “terra dei fuochi” produce già pomodori con anomalie genetiche che sono davvero uno spasso...

Eppure questo prodotto l’ho cercato quasi disperatamente nei quattro supermercati della mia zona: niente.  Prima di sciogliere ogni riserva lo cercherò anche nell’Ipermercato di zona. Al momento posso concludere: “mai visto negli scaffali”. Mai visto in nessun supermercato. La pubblicità televisiva è cessata (l’utile non compensa la spesa). Ma come mai succede questa strana fenomenologia? Già quei due chili in meno in borsa da portare in luogo del paio di flaconi di plastica spessa e bella variopinta, con pubblicità televisiva abbagliante, coinvolgente e stupida dovrebbero convincere... E invece no. Il prodotto o non si trova o è così piccolo che non lo vedo, neppure nei “futilia” vicini alle casse...

Qualcuno mi sa spiegare il fenomeno? Perché si vuole produrre un prodotto in un contenitore grosso, pesante e inquinante quando lo stesso può essere ridotto ai minimi termini? Perché la pubblicità è troppo intelligente e quindi non coinvolge? Perché mancherebbe ai Comuni il “supporto razionale” per un tema portante della politica quale la “spazzatura”? Perché ripristinando le bibite e l’acqua solo in vetro e con cauzione e i detersivi al solo componente attivo avremmo risolto sic et simpliciter parte del problema della raccolta differenziata? O perché si mette in crisi parte dell’Economia? O perché si scontenta qualche “lobby”? ...La mia semplice “ragione” non arriva a vedere i veri termini del problema.

 

SALVATORE GANCI

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