Insegnanti Stampa
Scritto da Salvatore Ganci   
Professoressa di Lettere
condannata in Appello
 
“Obbligò” alunno a scrivere cento volte “Sono deficiente”dopo che questo ragazzetto aveva impedito l’accesso ai bagni ad un compagno considerato “gay”. La morale? La prof condannata. E’ accaduto in una scuola media di Palermo, nel 2006.

Una insegnante di Lettere è stata condannata in appello ad un anno di carcere, con pena sospesa e condono, per aver cercato di supplire alla completa assenza dell’educazione primaria di un ragazzetto. Non ho trovato le motivazioni originali della sentenza, per cui domando: il “reato” è l’avere applicato male “un mezzo correttivo”? Se è così, quale termine avrebbe dovuto impiegare il docente? Il Tribunale lo indica o resta nell’astratto? Deficiente non deriva forse da “deficere” ovvero “mancare di” o “essere privo di”? Mettiamo in dubbio l’assenza di una educazione primaria di cui l’allievo ha dato prova di essere privo? Mettiamo in dubbio la sussistenza del fatto o i giudici hanno attribuito una valenza diversa da quella etimologica al termine? Mi chiedo: quali strumenti la scuola può usare senza tema di incorrere in querele? Esistono direttive ministeriali “concrete” e univoche?

Abbiamo vissuto i tre anni di scuola media con il terrore che nostro figlio fosse malmenato da un bulletto che aveva preferito però rivolgere le sue attenzioni su un altro compagno. Un bulletto che scagliò un banco contro una maestra alle scuole elementari. Il nostro terrore aveva un supporto razionale: la scuola (media) è una accozzaglia di umanità del tutto priva di una educazione primaria con docenti privi di ogni strumento e a continuo rischio. La scuola non ha nessuno strumento per difendere se stessa e la comunità. Anche fare scrivere cento volte una frase diventa pericoloso se un qualunque psicologo di turno segnala un “disagio” del bulletto. Il mio compianto Professore di Latino spesso conclamava: “la scuola o è tempio o è tana”. Spontaneo estendere questa “tragica alternativa” ai nostri Tribunali.

17 febbraio 2011                                                   Salvatore Ganci

 

http://www.salvatoreganci.it

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