Bitcoin & criptomonete Stampa
Scritto da MARCO GIACINTO PELLIFRONI   

BITCOIN & CRIPTOMONETE

 Ancora non avete comprato Bitcoin, Ethereum e cripto valute simili? Eppure, ce n’è un vasto assortimento, e la loro pubblicità, diretta o inframmezzata ad altre notizie, dilaga dappertutto. Difficile resistere.


Immagine stilizzata di Bitcoin: con l'oro ha in comune solo il colore

 Situazione analoga ad altre già viste, con masse che si buttano sul guadagno facile: tanti, benedetti e subito. Ricordate la bolla di Internet nei primi anni del Millennio? O quella immobiliare, collassata dal 2007 in poi, innescando la seconda Grande Recessione, dopo quella del 1929?

A questa nuova febbre collettiva risponde Warren Buffett, grande investitore e tra in primi 5 uomini più ricchi del mondo: Bitcoin & C sono una bolla, che può scoppiare da un momento all’altro, perché alla sua creazione non corrisponde un’equivalente produzione di ricchezza. Buffett ha centrato il punto.

Confesso di non aver capito (e sfido quanti maneggiano queste valute a conoscerne gli intimi meccanismi: mi traducano per favore questo articolo: LEGGI), né mi interessa, il complesso meccanismo su cui si basa la nascita delle cripto valute: mi basta sapere che sono create dal nulla e sul nulla sono radicate.


Il vecchio saggio degrada tutte le criptovalute a mere "bolle"

Si dice che, a differenza del denaro parimenti creato dal nulla dalle banche centrali e commerciali, le cripto valute non sono centralizzate, “non hanno un padrone”.

Si diceva lo stesso di Internet, per poi constatare che i padroni Internet se li è creati cammin facendo. Non diversamente si possono chiamare i colossi che oggi governano la rete, con tanto di schede dei nostri profili e l’autorità di censurarci, al pari di uno Stato tradizionale: anzi, sono Stati sopra gli Stati; e si chiamano Google, Youtube, Facebook, Twitter et sim.; mentre il commercio è ormai centralizzato nelle mani di pochi altri colossi, da Amazon a e-Bay a Walmart, che falciano tutte le piccole entità, disgregando il tessuto commerciale di intere collettività. Mentre Apple tocca in Borsa i $ 900 miliardi: superiore al bilancio di molti Stati.

Quindi non credo, per analogia, a tutta la vantata assenza di “cervelli centrali” nel caso delle cripto valute. O forse potranno essere “acefale” allo stato nascente, per subire in seguito un analogo processo di accorpamento e monopolizzazione ad opera di pochi “buchi neri”.


L' Ethereum ha sedotto persino Putin, nonostante l'economia russa si basi su concrete materie prime

È molto istruttivo capire in base a quali esigenze nasce il denaro.

All’origine vigeva il baratto. Che però aveva il grave difetto della differenza temporale di utilizzo delle merci, scambiate in contemporanea sulla carta, ma disponibili in tempi spaiati. Se io ho bisogno di acqua oggi per innaffiare il mio campo, darò al fornitore di acqua la promessa di pagarlo quando il grano sarà maturo e glielo potrò cedere, fissando un valore sia dell’acqua che del grano, in pratica il loro rapporto: ad es. 1 tonnellata di grano per 40 metri cubi di acqua. La mia promessa di pagamento sarà espressa, anziché in ton di grano per metro cubo d’acqua, in una valuta convenzionale che sia applicabile all’una e all’altra merce. Questa valuta è, appunto, il denaro. Col tempo, la sua creazione è stata avocata dal “signore”, basandola su un bene raro e riconosciuto, come l’oro o l’argento, con l’aggiunta di una “cresta”, detta aggio, a suo favore: l’aggio del signore, o signoraggio.

Era dato per scontato che il denaro fosse legato a un bene solido, fosse esso un metallo raro o, in seguito, la ricchezza scambiabile dell’intera nazione. Un po’ come il prezzo delle azioni di una società, nel loro insieme, rispecchia il valore di mercato della società stessa.

Col passare degli anni, invece, è invalsa la pratica di creare denaro senza alcun rapporto con un bene fisico; e quindi non c’è limite intrinseco al suo moltiplicarsi, verso la formazione di una “bolla”.

 L'infinito, Fata Morgana dei creatori di bolle... finché non scoppiano

Ciò è tanto più vero nel caso i beni scambiati siano immateriali, come accade per i Bitcoin et sim., perché non ci sono limiti ai numeri cardinali. Nonostante il loro suffisso “coin” (moneta), essi non sono moneta, perché si raffrontano solo con se stessi; non nascono per dare un prezzo alle merci. Sono solo una misura dell’avidità umana.

Il castello si regge sullo stesso principio dello “schema Ponzi”, dove chi decide di uscire viene pagato coi soldi dei nuovi venuti. Finché la schiera dei compratori è in crescita, coi loro soldi si pagano gli uscenti; ma quando il prezzo diviene troppo alto e gli acquirenti scemano, i soldi per pagare chi va all’incasso scarseggiano di colpo, scatenando la corsa scomposta per non restare col cerino in mano.

Quindi, attenti alle sirene, ormai copiose su Internet, che invitano a partecipare al bengodi. Potrebbe essere il gorgo che si divora i nostri sudati risparmi, sopravvissuti a mille minacce; stavolta senza neppure lo zampino delle banche.

  Marco Giacinto Pellifroni      5 novembre 2017

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