Sedotti e abbandonati Stampa
Scritto da MARCO GIACINTO PELLIFRONI   
SEDOTTI E ABBANDONATI

 La lettura del quotidiano... La Stampa... - non un foglio populista o sovversivo, ma il giornale della ex-borghesia del nostro Nord Ovest- è riuscita, se possibile, a darmi un quadro ancora più desolante della situazione migranti che già avevo davanti agli occhi nei frequenti viaggi nella mia Milano. Dove trionfa, sì, la versione sul campo dell’United Colors of Benetton, ma l’impressione è, tutto sommato, di stranieri che lavorano e sono inseriti almeno nel tessuto produttivo, se non (ancora) in quello sociale; e ciò poiché la maggioranza tende ad auto-ghettizzarsi e a restare estranea alla nostra cultura, ai nostri “usi e costumi”, insomma ad italianizzarsi (specie nel caso dei cinesi).


La società multietnica, idealizzata a fini commerciali

  Mi ha scioccato invece la visione di una Roma come non ho più avuto modo di vedere, mancandovi da parecchi anni. Come me, ritengo abbia scioccato anche tutta la classe politica che a Roma vive e –si fa per dire- lavora. Lì toccano con mano le conseguenze della politica sciagurata voluta dagli ultimi, illegittimi governi, che hanno accelerato a dismisura, in combutta con le ONG e i centri di “accoglienza”, l’arrivo indiscriminato di gente di cui non si sa nulla, se non che sono senza arte né parte, in maggioranza senza istruzione, ma con alte aspettative da parte di noi italiani, dipinti nei loro paesi come ricchi possidenti cui non manca nulla e quindi propensi ad omaggiarli di tutto il necessario per vivere bene a spese nostre.


Crollo del sogno multietnico nello squallore monoetnico

Lo choc, anche per loro, deve essere stato enorme, quando hanno scoperto che per la più parte non esiste un progetto, né tanto meno le risorse per integrarli, tanto per usare un verbo caro a un governo che neppure riesce a strappare uno sguardo compassionevole dagli Stati limitrofi, ma soltanto porte chiuse e magari qualche misera mancia, pur di non far entrare africani in casa loro (la Merkel fece la furbesca selezione di siriani e afghani).

Questo governo non ha la forza di chiudere i porti alle navi cariche di neri clandestini, le lascia approdare e finge di occuparsi di loro, ma poi li lascia girovagare per la penisola, alla ricerca di che sfamarsi e dove passare le notti. Gente che non ha nulla da perdere, quindi se ne infischia delle nostre leggi e pretende senza nulla dare.

Insomma, la politica di una nazione senza confini, aperta a tutti, ci ha riempito di pezzenti di cui non avevamo il minimo bisogno. Altro che le “risorse” tanto care alla Boldrini, che sembra affetta da una vera sindrome del rifugiato, obnubilata da una sua personale ideologia, che cozza contro la realtà che lei stessa, girando per Roma, non può non vedere. Eppure, incita ad una maggiore invasione, minacciando le violenze che dovremo subire se non concederemo lo ius soli! In Germania ne abbiamo avuto un assaggio.

 
Quanti migranti ci vogliono per pagare l'immeritata pensione di costui e tanti altri come lui?

Tutto ciò non è che un’ulteriore conferma del trionfo delle ideologie rispetto ad un sano realismo: ideologie catto-comuniste, come si diceva un tempo. E che infatti godono dell’appoggio ossessivo, oltre che del PD (comunista invero solo nelle sue origini), anche dell’attuale pontefice, in nome della cristiana misericordia; dimentico però che il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci è riuscito (forse) una sola volta nella storia, pur bi- millenaria, del cristianesimo.

In tutto questo cozzo di idee demenziali si erge a un tratto la voce del presidente dell’INPS, Tito Boeri, che echeggia il mantra della Boldrini: i migranti sono risorse, perché rimpiazzano le mancate nascite di italiani; e pagano i contributi che i giovani italiani, in rarefazione, disoccupati o in fuga dall’Italia, non versano più.

Mentre ascolto le parole di Boeri l’occhio mi cade su un articolo de
 ...Il Tempo ...  che riporta il viaggio dorato del presidente “emerito” Napolitano verso le sue vacanze estive di 3 settimane sulle Dolomiti. Viaggio a bordo di un aereo dell’Aeronautica Militare, scorta rafforzata durante il viaggio e all’arrivo in hotel extra lusso da € 500 a notte. A spese nostre? No, smentisce il suo portavoce, pagate di tasca sua. Anche l’aereo militare, anche la scorta, anche l’auto da centomila euro messa a disposizione dalla Questura di Bolzano?

Ventimiglia: per la Francia sono clandestini, per noi sono risorse

E allora non posso fare a meno di affiancare le due notizie e riflettere sui migranti che aiutano a pagare le pensioni a individui come Napolitano ed altri come lui: quanti migranti devono versare contributi per permetter loro di pagarsi questi privilegi da emiri arabi? E penso anche che, se gli italiani non figliano più, non è perché sono diventati tutti gay o impotenti; più semplicemente perché non trovano un lavoro che gli permetta di metter su famiglia. Populismo?

E per non farci mancare niente, si agita pure lo spettro di un ritorno del fascismo. Non volete che la storia si ripeta? E allora, cari politici tremebondi, rimuovetene le cause, invece di criminalizzare chi denuncia il degrado, e non aspettate che ci pensi un nuovo Mussolini a ripulire Roma e a bloccare i flussi migratori incontrollati, fateli voi i respingimenti in grande stile. Come fa la Francia al nostro confine di Ventimiglia. Arrivano dalla Libia? Rimandateli là. Solo così smetteranno di arrivare e di ingrassare una rete di moderni negrieri che li spingono in mare dopo essersi riempiti le tasche. A proposito: se i migranti vengono da aree poverissime, sarebbe utile capire dove trovano le migliaia di euro necessari a pagare gli scafisti. E ancora, chi finanzia le costose ed efficienti navi e gli equipaggi delle ONG? Tutti volontari senza fini di lucro? Incredibile, in un mondo dove si adora solo il dio denaro

P. S. Ultim’ora: il Primo Ministro Ungherese Viktor Orban accusa il finanziere Soros e l’UE di voler islamizzare l’Europa; ed esorta l’Italia a chiudere i suoi porti, così come fanno Spagna e Francia. Gentiloni ha mostrato i muscoli, ribattendo che “l’Italia non accetta lezioni”. Sarebbe interessante sapere quanti italiani approvano Orban e quanti Gentiloni.

   Marco Giacinto Pellifroni      23 luglio 2017 

 

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