Fake News Stampa
Scritto da MARCO GIACINTO PELLIFRONI   
FAKE NEWS

 Assegnerei il Guinness dei primati alla bufala, fatta circolare ad arte dai governi succedutisi dal 2010, sull’attribuzione delle responsabilità della crisi economica, tuttora in pieno corso.

Ricapitolando per sommi capi:

- l’agosto 2007 vede innescarsi una reciproca sfiducia tra le banche, che ben sapevano, per esperienza propria, in quali guai si fossero cacciate con la finanza “creativa” e tutti i suoi corollari di derivati, in ispecie CDO e CDS;

- nel triennio successivo i governi europei si svenano per soccorrere le banche in crescente affanno, nonostante il colossale reddito da signoraggio (che però è occulto, onde giustificare l’imposizione di interessi sui mutui e non pagare le tasse sul capitale creato dal nulla, quando rientra “inverato” dal lavoro del mutuatario);

- dal 2010, visto il perdurare della supposta sofferenza bancaria, e con le casse  erariali al lumicino, le relative colpe vengono malignamente trasferite dalle banche ai governi stessi, accusati di aver fatto vivere i loro connazionali al di sopra dei propri mezzi, per cui era giunto il momento di fargli stringere la cinghia e rinunciare ai troppi vantaggi del welfare, conquistati in 30 anni di lotte dalla fine della Seconda Guerra Mondiale;

 
Le 2 cannoniere contro l'Italia negli anni dello spread

- banche d’affari e agenzie di rating dipingono a tinte fosche lo stato patrimoniale dell’Italia, facendo lievitare gli interessi sul suo debito pubblico, quindi lo spread tra tassi italiani e tedeschi, dando per “virtuosi” questi ultimi, nonostante le loro banche, nazionali e regionali (landesbanken), versassero in condizioni semmai peggiori delle nostre;

- l’attacco all’Italia si trascina fino a far cadere il governo Berlusconi nel novembre 2011, al fine di sostituirlo con quello di gradimento della Troika. Sale così a Palazzo Chigi l’autore della macelleria sociale, Mario Monti;

- nonostante la micidiale austerity, applicata sadicamente da Monti & C (con onore al merito alla ministra Fornero), sempre “per salvare il Paese”, i risultati sono esattamente contrari alle dichiarazioni d’intenti, con crescita di debito pubblico, disoccupazione, fallimenti e povertà;

- il tutto giustificato dalla meritata punizione degli italiani per le crapule della generazione precedente, gravata di ogni senso di colpa; tanto da esser grata al “salvatore” Monti, al prezzo di vivere in uno stato di polizia tributaria;


A loro il compito di punire le vittime invece dei carnefici

- ad onta della sua falsità, e vedremo tra breve perché, questa giustificazione impera ancor oggi, indicando nella spesa sociale le cause della crescita del debito pubblico, anziché additare nelle banche e nelle loro spericolate scorrerie la causa prima del tracollo economico della nazione, sull’altare di una finanza irresponsabile e truffaldina.

A livello aggregato europeo, si rileva infatti che la spesa per lo stato sociale (welfare) è variata ben poco  da fine anni ’90 al 2010, rimanendo pressoché stabile intorno al 25% del Pil, mentre il debito pubblico medio fa un balzo di ben 20 punti, al 60% all’80%, a causa proprio dei salassi che i governi si sono accollati per puntellare i dissesti bancari (in Italia per l’esplosione pilotata degli interessi sul debito). Ma questo non si doveva e non si deve dire, per far passare l’austerity come il dovuto castigo ai cittadini “spreconi” -anziché alle banche casinò- e tagliar loro stipendi, pensioni, sanità, istruzione, servizi pubblici.

Purtroppo viviamo tuttora in questa leggenda metropolitana e il governo, ad opera del suo ministro Padoan, servitore delle banche anziché dello Stato italiano, ha l’ardire di varare manovre e manovrine per mettere ancora e sempre le mani nelle nostre tasche –vuote- per aumentare l’Iva (mentre parla di crescita!) e per estrarre, nello spazio di una notte, ben € 20 miliardi per l’ennesimo salvataggio bancario, pur nel contesto di un deserto economico indotto da queste ultime. I danni, insomma, non si fanno pagare agli autori, bensì alle loro vittime!

Italiani, quando aprirete gli occhi per capire che tutto il denaro in circolo è a debito verso i parassiti banchieri, mentre gli organi di vigilanza vigilano con sommo zelo, sì, ma su di noi, mentre non osano indagare nei santuari della finanza, lasciati liberi di rubarci tutto esentasse?

 
Istituto di Alti Studi Sovranità Economica e Monetaria

Comunque, questa ignobile pacchia dei banchieri, lasciati liberi di creare denaro fiat da una ininterrotta classe politica imbelle e connivente, non potrà durare a lungo; e già si costituiscono gruppi di lavoro, (VEDI...QUI... e ...QUI ) per opporsi con la forza delle leggi (nei tribunali, non nelle piazze) ai soprusi delle banche, che, contrariamente a una definizione corrente, non sono “truffatori legalizzati”, bensì profittatori della buona fede della gente al di fuori del perimetro normativo. Agiscono indisturbati, perché lo Stato è diventato loro lacchè e si scaglia su di noi per proteggere lorsignori, toglie il pane agli italiani per dare i panfili ai finanzieri. E, beffa delle beffe, fa entrare in Italia sciami di africani islamici concedendo loro i privilegi che nega agli italiani, al fine di rubarci, oltre ai soldi, anche l’identità etnica e culturale. E se un magistrato, come il procuratore di Catania Zuccaro, denuncia che l'invasione si regge su un "gravissimo fenomeno, criminale" quale il legame tra alcune ONG e gli scafisti, il governo lo isola, come già fatto col magistrato di Trani, Ruggiero, secondo la collaudata prassi di emarginare o peggio colpire chi denuncia un reato anzichè i suoi autori.


Cui prodest?

 Questo Stato, così comportandosi coi suoi cittadini che dovrebbe invece tutelare, non è legittimato a governarci, perché privilegia immigrati clandestini a scapito degli italiani; e perché ha ceduto la sovranità economica, legislativa, fiscale e monetaria a organismi stranieri privati, opachi e autoreferenziali. Cos’altro di peggio deve ancor fare, dopo simili atti proditorii, per essere buttato in mare a calci?

Fuori onda: che effetto vedere ai cancelli di una fabbrica francese (Whirlpool) una “populista” di destra (Marine Le Pen) arringare gli operai, mentre il suo rivale ex banchiere (Macron) brinda in brasserie coi Vip! Il mio pensiero è subito andato ad anni lontani, quando ai cancelli andavano quelli di sinistra: oggi a difendere gli operai c’è la destra; la sinistra preferisce i salotti e le Borse. E in Italia contro le banche sparano Meloni e Salvini, mentre Renzi coccola i caimani di Wall Street. Come cambia in fretta il mondo…

 

    Marco Giacinto Pellifroni      30 Aprile 2017 


Share/Save/Bookmark
 
Prego registrarsi o autenticarsi per aggiungere un commento a questo articolo.

Per rendere il nostro sito più facile ed intuitivo impieghiamo i cookie. Chiudendo questa notifica o navigando sul sito acconsenti al nostro utilizzo dei cookie
We use cookies to improve your experience on this website. By continuing to browse our site you agree to our use of cookies. privacy policy.

EU Cookie Directive Module Information