Notizie di reato Stampa
Scritto da MARCO GIACINTO PELLIFRONI   
NOTIZIE DI REATO

  Talvolta si legge che, partendo da articoli di stampa che riferiscono di reati perpetrati e continuati, qualche Procura decida di investigare per capire se la notizia corrisponde al vero.

Ho detto “talvolta”, ma forse avrei dovuto dire “molto raramente”.

Infatti, sono anni, anzi almeno un paio di decenni, che articoli e denunce, sia in rete che indirizzate alle Procure stesse, vengono fatti a proposito delle c. d. scie chimiche. Il più delle volte tali notizie vengono archiviate o bollate come “bufale”: un termine che oggi va di moda per fare di ogni erba un fascio e sminuire tutto ciò che i cittadini mettono in rete, se osta la tranquilla esistenza delle “istituzioni”. Per zittirli, c’è un D. L. in Senato per comminare multe di € 5.000 (!) ai singoli che scrivano presunte bufale su Internet. Sono invece esentati i giornalisti, supponendo siano tutti proni al politically correct.


Questo video di mezz’ora rende bene l’idea di cosa le istituzioni siano lì a fare: opera sedativa delle giuste apprensioni dei cittadini quando notano dei reati e non vien fornita loro alcuna spiegazione in merito: VEDI 

Le “istituzioni”, di qualunque ambito e livello, sminuiscono il fenomeno asserendo che trattasi di “scie di condensa”. Che stranamente appaiono solo in determinati giorni e non in altri, e mescolate a vere scie di condensa di aerei di linea. Ai video in rete non si dà peso, e alle lettere allarmate dei cittadini non si risponde, o li si dileggia, quasi fossero idioti ipocondriaci: Renzi ha detto che chi parla di scie chimiche merita un TSO.


Questo comportamento da superuomini non si limita ovviamente alle scie chimiche. Da almeno 2 anni a questa parte si sono moltiplicati a dismisura gli sbarchi di clandestini sulle nostre coste. A chi denunciava l’assenza di contrasto al fenomeno, anzi il suo incoraggiamento, andando a “salvare” i barconi fin quasi alla costa libica... VEDI, si opponevano atteggiamenti “umanitari”, facendo leva sul senso di colpa di chi gira la testa dall’altra parte e non aiuta il povero bisognoso di assistenza. Non importa se c’era qualcuno che su queste traversate ingrassa(va), sia in Libia che in Italia. E a fare da grancassa al buonismo salvatore si erge(va) su tutte la voce del papa, di concerto a quella delle nostre “istituzioni”: un papa contraddittorio, che predica per l’ambiente, ma esautora i dirigenti dell’Ordine dei Cavalieri di Malta se propongono contraccettivi in Africa; come se il moltiplicarsi degli umani non sia tra i principali fattori del depauperamento delle risorse, anche alimentari, a giudicare ad es. dalla pesca sconsiderata da parte di cinesi e norvegesi, l’attività di trivellazione indiscriminata, i disboscamenti selvaggi ecc..


Arrivano le "risorse" 

Con tutto l’odore di criminalità che aleggia(va) sul fenomeno migranti, non una Procura s’è mossa per verificare; preferendo magari spendere tempo e soldi a indagare per anni sulle escort di Berlusconi. Finché, proprio in questi giorni, c’è voluto il solito motu proprio di un giudice di Catania per confermare che le ONG, associazioni “umanitarie” che si professano senza scopi di lucro, dispongono di una flotta di costosissime navi, usate per “salvare” i clandestini non appena i barconi entrano in mare. Invito alla lettura del recente articolo di Lisorini su Trucioli. ..VEDI

  
               bighelloni...                                                                    ....o vu cumprà

Un terzo esempio lo sto vivendo io in prima persona. Scrivo sul sistema bancario e monetario da oltre 10 anni, senza che qualche organo preposto alla vigilanza si sia mai peritato di controllare la fondatezza di ciò che (non solo io) vado scrivendo in proposito. Alla fine, per esser ben certo che le mie parole giungessero alle orecchie degli organi competenti, ho pubblicato una lettera aperta alla Procura di Savona e all’Agenzia delle Entrate....VEDI; e, temendo che ciò non bastasse, ho inviato loro un’email con l’articolo allegato, esteso poi anche alla Guardia di Finanza.

Mi aspettavo che, di fronte ad una notizia di reato, venissi convocato, come avevo chiesto espressamente, quale persona informata dei fatti. Invece, nulla è successo, a conferma di una sordità molto diffusa negli organi preposti alla vigilanza. Che quando si muovono, lo fanno per l’intraprendenza di un pubblico ufficiale –penso al PM della Procura di Trani, Michele Ruggiero- che si rifiuta di chiudere gli occhi e decide di indagare (purtroppo invano, vista l’assoluzione di Fitch e S&P da parte dei suoi colleghi giudici).


 Dopo essersi scontrato con questi muri di gomma, che sono la regola, il cittadino è portato a chiedersi “Ma in che mani siamo?”. Sarebbe questa la tanto strombazzata democrazia, quando al potere è lecito fare ciò che al popolo è vietato, sotto la cappa del segreto militare o di Stato, che suona piuttosto come omertà o obbedienza a trattati segreti? Coma altro chiamare il silenzio che di fatto autorizza l’avvelenamento massivo della popolazione con la dispersione nei cieli di sostanze chimiche nocive; l’invasione agevolata di stranieri fancazzisti sul nostro suolo; l’emissione del denaro, linfa vitale di ogni consorzio sociale, lasciata ad un clan di banchieri privati transnazionali?

Che senso ha allora votare, se poi, a prescindere da chi va al governo, permane dietro di esso un inamovibile sottobosco cui tutto è permesso?

Lascio a chi mi legge formulare una risposta, che potrebbe anche essere quella di affibbiarmi il titolo di complottista o populista, che oggi vanno per la maggiore, allo scopo di irridere chi tiene gli occhi bene aperti e guarda con sgomento il cielo, il mare, i boschi e… i bilanci bancari.           

 

  Marco Giacinto Pellifroni      26 marzo 2017 

 

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