Valuta di guerra 2 Stampa
Scritto da MARCO GIACINTO PELLIFRONI   
VALUTA DI GUERRA 2

Quando, il 15 marzo, intitolai così il mio articolo [VEDI] ebbi successivamente qualche remora ad aver usato termini forse troppo drastici. Nelle due settimane successive, al contrario, mi sono reso conto che altri hanno finito per seguire la stessa strada: in Italia per invocare misure atte a destinare soldi di sostentamento direttamente sui conti correnti di famiglie e imprese, all’estero per farlo dall’oggi del decreto al domani del bonifico.

 

L’avv. Marco Mori, di Vox Italia, pretende misure immediate e generose PER TUTTI, senza burocratiche domande ed elargizioni a chi si e a chi no [VEDI] 

 

La rete è alluvionata di video e articoli che portano in superficie il profondo disagio che attanaglia tutti, tranne coloro che dovrebbero attivarsi per placare, in soldoni, lo smarrimento sociale: parlamentari, governo, presidenza delle Repubblica.

Ho volutamente usato il carattere minuscolo per una presidenza, quindi per un presidente, che sembra diventato un mero spettatore degli eventi, come chi dalla costa assiste ad una nave in balia di una tempesta, ma non ha i mezzi per soccorrerla.

Mai come in questo frangente, invece, un Presidente con la P maiuscola è chiamato non solo a far sentire la propria voce, ma a imporre, in virtù della sua autorevolezza, azioni a difesa dell’economia del suo popolo, che non può diventare la vittima sacrificale in una sorta di accanimento terapeutico collettivo. Mattarella dimostrò di esistere quando pose il suo veto a Savona come ministro dell’Economia. E oggi?


Certi divieti, come quello della semina e lavori agricoli, persino nell’orto dietro casa, pur non incorrendo in alcun rischio di contagio, sono criminali e porteranno alla carestia. Perché non basta pompare soldi in tasca, bisogna anche che si possano spendere nei beni essenziali, come il cibo. I cicli naturali non si adeguano alle grida governative. [VEDI

 

Dopo la lunghissima fase di tranquillizzazione e parallela inazione seguite alla dichiarazione del 31 gennaio dello stato di emergenza semestrale, e mentre le altre nazioni, pur raggiunte dal virus molto più tardi, hanno varato immediati accrediti a tutti i cittadini sui loro conti correnti, gli italiani devono fare domanda all’Inps ed avere precisi requisiti per accedere all’obolo, ma con l’Inps non riescono a parlare: i centralini sono intasati e il sito dettaglia una assurda divisione di categorie di aventi diritto alla miseria di € 600 una tantum: l’elemosina ai nuovi poveri. Non c’è un’iniezione di liquidità automatica, ci mancherebbe. C’è invece una classificazione degli aventi diritto, col limite invalicabile di € 10.000 di reddito nel 2019: € 833 al mese!

Nel limbo di questa attesa, voglio altresì sottolineare come questo procedere a colpi di provvedimenti da parte di un governo orfano del Parlamento costituisca un grave vulnus dello Stato democratico e di diritto, e assomigli invece ad uno Stato autoritario, se non totalitario. E a maggior ragione, il silenzio di Mattarella mi ricorda l’analoga debolezza del suo collega tedesco nei primi anni ‘30, che non si rese conto di affiancare le mire del partito nazista. Le condizioni economiche erano disastrose, come stanno per esserlo le nostre, se non si seguirà proprio il cammino di Hitler, che mandò al diavolo il corrente sistema di moneta a debito e decise di fare, con largo anticipo, ciò che la Germania di oggi ha deciso di replicare, pompando dal nulla centinaia di miliardi di euro nel suo circuito finanziario, senza rispettare i parametri di Maastricht e senza attendere la luce verde di UE e BCE.

  


1933: l’ultimo, debole presidente della Repubblica di Weimar, von Hindenburg, concede a Hitler il cancellierato, installando di fatto la dittatura nazista. La timidezza di Mattarella nei confronti di un governo che ha assunto pieni poteri e cancella d’imperio diritti acquisiti, segregando in casa l’intera popolazione, con sanzioni crescenti, fino al carcere, evoca percorsi simili. Allora si salvò l’economia, ma non la libertà, oggi si distruggono entrambe

 

Memore dell’esperienza degli anni ’30, la Germania non ha aspettato di arrivare alla fame per varare misure eccezionali. Se lo avesse fatto, avrebbe preso il potere l’estrema destra; di qui la decisione di giocare d’anticipo. 

In Italia siamo ben lontani da simili decisioni. L’attuale sistema per cui tutto il denaro emesso deve essere a debito verso l’emittente privato è un tabù che i governi di sinistra (si fa per dire) hanno sin qui rispettato con entusiasmo; e quelli di centrodestra pure, intimoriti dalle bombarde dello spread. Non c’è da sperare che un governo giallo-rosso come l’attuale infranga questo tabù suicida, neppure nella peggior crisi economica dalla fine della guerra. Sento in giro battimani da ogni parte per Mario Draghi che dà per inevitabile, anzi consigliabile, aumentare il debito pubblico. Tutti sordi alla lezione tedesca, vecchia e nuova.

La Grande Distribuzione Organizzata (GDO)   sta lanciando l’allarme:

La GDO sta iniziando a ricevere e-mail dai fornitori il cui tenore è il seguente: non ti posso promettere le forniture per le promozioni e probabilmente non le posso garantire nemmeno per le vendite senza sconti promozionali. Tradotto:  gli scaffali iniziano a svuotarsi.

Quindi il governo neo-primitivo, capace di punire il coltivatore per  hobby ma non di disciplinare gli accaparratori nei supermercati, sta preparandoci : 1) sparizione di alimenti; 2) rincari degli alimentari, ossia della spesa dei più poveri; 3) la carestia quando l’effetto del divieto di dissodare, seminare, sarchiare avrà avuto il suo effetto: i mancati raccolti.

Vediamo qui un anticipo di quanto succederà sempre più spesso, se continueranno a non darci, e alla svelta, neanche quei miseri € 600: [VEDI]

Mentre noto che l’economia di tutti vale meno della vita di pochi, e cioé che la fame generale spaventa meno del coronavirus frazionale, ciò che mi lascia più perplesso è, a dar credito ai sondaggi, la costante ripresa di fiducia della gente sia nel PD che nel M5S, quasi che il loro governo, invece di portarci alla fame, stesse operando per la salvezza dei nostri portafogli, o più modestamente per riempire la nostra borsa della spesa, mentre vacillano sia l’una che l’altra speranza. Il metro di giudizio politico degli italiani ha sempre destato in me stupore e sconcerto. Ma siamo in democrazia, e ciascuno conta per uno.

Vorrei ora soffermarmi sulle impressionanti altalene cui le Borse mondiali, compresa la nostra, andarono incontro a causa del coronavirus. Sempre per rispettare le regole finanziarie in vigore, immutate nonostante la lezione del 2008 e successivi anni, sempre per “non creare panico”, non furono vietate le vendite allo scoperto (short selling), ossia il dumping massiccio di titoli di varia natura. Fortunatamente ciò non si verificò, ma fu un’imprudenza imperdonabile. Non dimentichiamo che i prezzi delle derrate alimentari seguono nelle Borse la legge della domanda e dell’offerta. E la speculazione, come abbiamo visto nella crisi del 2008, non si perita di giocare al rialzo su materie vitali come il grano, i cereali in genere e i loro derivati, portando alla fame milioni di persone.

 


La massiccia urbanizzazione, con i beni essenziali non più a km 0, ma regolati dalle quotazioni di Borsa, ci hanno fatto dimenticare la protezione alimentare che le agricolture locali offrono rispetto a quelle di import/export, calcate a forza sui contadini tradizionali dalle deleterie politiche dell’FMI . Oggi il coronavirus sta di colpo ostacolando la libera circolazione transfrontaliera, e i beni essenziali cominciano a diventare introvabili –ergo più cari- nella grande distribuzione, mentre quella locale è stata ridotta al lumicino. E si comincia ad invocare l’autarchia alimentare 

 

Tanto per capirci, facciamo un passo indietro, al cruciale 1992, anno di inizio delle maggiori disgrazie italiane. Fu allora che George Soros, l’europeista “umanitario” che finanzia le ONG che solcano il Mediterraneo per imbarcare, d’accordo con gli scafisti, finti naufraghi da scaricare in Italia, pensò che fosse il momento giusto di replicare da noi quanto fatto contro la Banca d’Inghilterra, vendendo allo scoperto lire per un controvalore di $ 48 miliardi (dell’epoca!), deprimendone immediatamente il valore, nonostante gli sforzi della nostra Banca Centrale nel tentativo di difendere la lira. Sforzi equivalenti, appunto, alla massa di valuta pregiata che essa dovette impegnare per tamponare la falla. Un buco così enorme che lo Stato cominciò a varare l’Ici, per non toglierla più, pur sotto vari nomi. Per la cronaca, dopo un simile danno all’Italia, Soros è da noi ricevuto con tutti gli onori e Prodi gli ha conferito la laurea ad honorem in Economia all’Università di Bologna. Prodi, l’uomo dell’euro, è se non altro coerente nel comportarsi come un nemico dei nostri interessi; altrimenti non avrebbe mai ottenuta la nomina a presidente della Commissione europea. E viene ancora consultato con rispetto. Ogni tanto se ne parla come papabile per la Presidenza della Repubblica. In tal caso, riuscirebbe persino a farci rimpiangere il suo attuale occupante. E giudizio analogo riservo all’altro uomo dell’euro e del 1992, Mario Draghi, anch’egli in odore di futura nomina alla massima carica dello Stato

 


Paolo Maddalena è vice Presidente Emerito della Corte Costituzionale, da anni si batte contro la folle politica dei governi a trazione PD e ha promosso in questi giorni una petizione contro il ricorso al MES  [VEDI], che possiamo firmare qui [VEDI]

 

È grazie alla feroce politica neoliberista promossa o implementata da questi due signori e da tanti altri pari loro (Ciampi, Monti e il PD in blocco) che l’Italia si è privatizzata, trasferendo alla gestione aziendale attività a vocazione squisitamente pubblica, violando gli artt. 1, 2, 3, 41, 42, 43 della Costituzione. La sanità offre l’esempio più demenziale di questa politica, con 8.000 medici e 40.000 posti letto tagliati negli ospedali nell’ultimo decennio. Il dramma creato da questo scempio appare ora chiaramente, con la drammatica carenza di medici, tecnici, infermieri per fronteggiare il Covid-19. Come ultimo atto, vogliono siglare il nostro de profundis: il MES. 

Come anticipo di cosa potrebbe accadere in Italia, circolano in rete video dalla Cina che mostrano scontri con la polizia di gente esasperata dalla lunga quarantena e impossibilitata a tornare alla normalità [VEDI]. Persino Renzi l'ha capito [VEDI]

 Insomma l’Italia, patria di tanti grandi uomini in ogni campo nei secoli passati, è in drammatica carenza di governanti onesti e capaci, che siano all’altezza del difficilissimo compito di governare un Paese di 60 milioni di abitanti; specie in momenti come questo, dove balza evidente quanto sia più difficile che fare un bel quadro o comporre una memorabile opera lirica.

 


Concludo l’articolo in maniera insolita, invitandovi, in queste giornate in casa, alla visione, istruttiva, e anche divertente, degli episodi 14 e 15 relativi al viaggio in solitaria di questo ragazzo in Nord Corea: una nazione fuori dal mondo  [VEDI].  Un viaggio forse non casuale.

 

Marco Giacinto Pellifroni  29 marzo 2020 

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