Coprifuoco 2.0. Prove generali di guerra... Stampa
Scritto da MARCO GIACINTO PELLIFRONI   
COPRIFUOCO 2.0
PROVE GENERALI DI GUERRA BATTERIOLOGICA E SEQUESTRI DI PERSONE

La congerie di PD & soci è scavalcata dalla stessa UE. Sono più realisti del re. Quando decideranno di chiudere, oltre a scuole, università, musei, stadi, luoghi pubblici, tribunali, le Camere, ecc. anche i porti alle ONG?

 Due Procure si sono mosse contro Matteo Salvini indagandolo per sequestro di persone in altrettanti casi di navi cariche di profughi cui era stato negato l’ingresso in porto. Persone senza permesso alcuno di entrare in Italia e frutto dell’ormai acclarato trucco di entrare in mare come già votati al naufragio, per le precarie condizioni dei natanti, per il numero di imbarcati e, spesso, per le cattive condizioni del mare. Naufragio dal quale vengono “salvati”, per accordi tra scafisti e ONG, trasbordati sui vascelli di queste ultime e condotti invariabilmente verso l’Italia, patria designata di tutti i disperati del mondo (mai verso la Francia, che pure è la più grande sfruttatrice coloniale dell’Africa e quindi causa prima delle migrazioni). Nulla si sa delle condizioni igienico-sanitarie, né della fedina penale di questi richiedenti asilo; ma è perentorio, secondo una ormai scalcinata sinistra, il nostro dovere di ospitarli e poi mantenerli. Inciso: mentre il governo fa chiudere scuole, università, luoghi d’incontro, e mentre bar e ristoranti chiudono “per ferie”, i porti restano aperti a chicchessia giunga dal mare grazie a un “salvataggio umanitario”. E chi aveva osato chiuderli finisce in tribunale “per sequestro di persone”.

 


Immagine spettrale di Wuhan: la città “sotto chiave”. Un test non simulato di amputazione di una città dal resto del Paese, con milioni di persone sotto sequestro

 

Da un paio di settimane intere zone d’Italia vengono isolate e ghettizzate d’imperio, senza che la magistratura trovi nulla da ridire. Le motivazioni dell’isolamento delle navi ONG e delle zone rosse d’Italia sono simili: tutela dei confini nazionali, tutela della salute pubblica, rispettivamente. Con una non secondaria differenza: che le navi ONG dovevano attraccare in origine in porti diversi dall’Italia, ma hanno preferito noi per la nostra fama di accettare tutti e poi lasciarli girovagare a piede libero sul nostro territorio; per giunta, non c’era alcun sequestro di persona, in quanto le navi erano libere di prendere il largo, in assenza di costrizione fisica a rimanere per giorni a ridosso di un porto italiano; mentre i sequestrati del Covid-19 sono fisicamente impediti dall’uscire dal recinto che li isola dal mondo. 

Non sto sostenendo che la quarantena sia, in sé, una pena arbitraria, visto che è in gioco la salute di tutti noi; dico invece che, in base alle stesse motivazioni, è assolutamente arbitrario imputare a Salvini un sequestro che tale non è; e quand’anche lo fosse, fu voluto per una doppia tutela: dei nostri confini e della nostra salute. Era, a tutti gli effetti, una quarantena.

Covid-19: evento naturale o artificiale?

Dietro i fatti riportati dai media mainstream si profilano disegni maturati all’interno di organizzazioni (think tanks) le quali, se non proprio segrete, nel senso che è di dominio pubblico la loro esistenza, operano in maniera totalmente opaca, a porte chiuse e con comunicati, quando ci sono, riservati agli addetti, e solo fortuitamente (leaks) finiscono in mani aliene. I loro nomi sono noti a chi si occupa, anche superficialmente, di “complottismo” (termine denigratorio con cui si bolla chi osa discostarsi dal pensiero dominante): Trilateral Commission, Club Bilderberg, Rockefeller Foundation, Aspen Institute, Council of Foreign Relations et al. Il tema che impegna maggiormente questi “pensatoi”, di grande impatto sulle decisioni politiche di primo rango, è quello, ossessivo, della sicurezza e del mantenimento dello stile di vita americani: l’American way of life non è negoziabile, affermò George W. Bush nel 1992, come benservito al Forum Mondiale sulla Terra di Rio de Janeiro. [VEDI] E Donald Trump è il suo degno successore.

 


Coprifuoco a Milano durante la RSI (1943.45). Per la salvezza nazionale: allora dalle bombe, oggi da una moderna selezione naturale, che uccide i più fragili

 

Nel mio ultimo articolo ho ventilato l’ipotesi che il crescente disagio sociale ed ambientale su scala globale possa far balenare, nelle teste di questi “pensatori” che il metodo più rapido per arginarlo sia una drastica riduzione della popolazione mondiale. È molto probabile che questo metodo “spiccio” sia tra le opzioni più accreditate, qualora se ne presentasse l’occasione “da non perdere”.

Prima di arrivare alla soluzione finale, per usare un termine nazi, sarebbe logico procedere per gradi. Gli esperimenti possono spaziare in campi diversi. 

Uno di recente memoria fu quello finanziario, atrocemente usato in Grecia, per saggiare fino a che stadio ci si può spingere nel fiaccare la resistenza di una nazione alla totale sottomissione, facendole mancare la linfa monetaria, procurando una povertà di massa e salvando al contempo gli “investimenti” in moneta volatile –quali ormai sono tutte le principali divise- da parte di grandi banche franco-tedesche.

L’esperimento fu possibile con un piccolo Stato di circa 4 milioni di abitanti; ma non è certamente estendibile a Stati delle dimensioni di Russia o Cina. Il trattamento loro riservato è stato sinora quello delle sanzioni economiche, contro la Russia, e delle barriere daziali, contro la Cina. 

Teniamo presente che il 23 settembre scorso, ossia a ridosso della diffusione del Coronavirus, la Cina è stata definita [VEDI] da fonti istituzionali “la più grande minaccia alla sicurezza USA e al suo stile di vita”. 

Inoltre:

 


A meno di un anno dalla sua elezione Donald Trump espone le linee guida della nuova Strategia per la Sicurezza nazionale: [VEDI]

I. Protect the homeland, the American people, and American way of life;

Proteggere il patrio suolo, il popolo americano, lo stile di vita americano;

II. Promote American prosperity; 

Promuovere la prosperità americana;
III. Preserve peace through strength;

Preservare la pace mediante la forza;
IV. Advance American influence.

    Far crescere l’influenza americana. 

Obiettivi comuni alla Cina, ma che Trump vorrebbe esclusivi degli USA

 

Questi lapidari obiettivi ci conducono a considerare la corrente emergenza del Covid-19 come possibilmente correlata alla patologica paura americana di perdere il proprio status di primi nel mondo, del quale si sentono investiti, per grazia di Dio. 

A tale riguardo, invito alla visione di una intervista su Byoblu [VEDI] a Gabriele Vietti, portavoce del Gruppo “Studio”, attivo nella Facoltà di Filosofia dell’Università di Torino. Visto anche l’impegno politico del filosofo Diego Fusaro, che ne fa l’introduzione, possiamo affermare che la filosofia non è materia per “teste nelle nuvole” come vien fatto credere dalla classe politica, alla quale sta inopinatamente schiacciando i piedi.

Il Gruppo ha utilizzato metodi di indagine usati dalla comunità scientifica e dalla stessa NATO, per assegnare gradi di plausibilità alla genesi americana del Coronavirus. A tale scopo, ha utilizzato il metodo Grunow-Finke, considerato il più conservativo. In sintesi:

Primo criterio, non conclusivo: 

Il rischio biologico sorge se dei soggetti politici (1) hanno accesso ad armi biologiche, (2) hanno la capacità di diffonderle nel centro di una nazione, e (3) sono disposti a ricorrervi.

(1) Gli USA hanno accesso ad armi biologiche: nel 2007 era nota l’esistenza di 15 Laboratori di massima sicurezza (BSL-4) dedicati allo studio di armi biologiche. Si noti che il confine tra ricerca scientifica e a fini militari è molto labile;

(2) il Covid-19 si trasmette per goccioline (droplets) dopo uno starnuto o un colpo di tosse; ed è molto facile diffonderlo, senza destare sospetti, mediante un semplice nebulizzatore nei tempi e luoghi più adatti: nel nostro caso, alla vigilia del Capodanno cinese, nei pressi dell’unico Laboratorio analogo di cui la Cina s’è dotata, nel centro del Paese, a Wuhan;

(3)  non esistono ragioni sostanziali per cui gli Stati Uniti non dovrebbero farvi ricorso, facendo appello alla ragion di Stato, ossia per evitare la “trappola di Tucidide”, lo storico greco che teorizzò la necessità di Sparta di fare guerra alla nascente e troppo crescente potenza di Atene. Un paragone calzante se sostituiamo USA e Cina a Sparta e Atene.

 


Libro del 2018, oggi stimolo a riflettere sulle strategie USA per contenere l’avanzata cinese, senza escludere a priori nessuna opzione ostile (dazi) o aggressiva (armi non convenzionali) 

 

Secondo criterio, non conclusivo: l’esistenza di una minaccia biologica.

In un contesto di rischio biologico internazionale, gli Stati Uniti, per il conseguimento della sicurezza domestica, possono essere molto propensi all’utilizzo di armi biologiche contro la Cina, percepita dagli strateghi americani come la più grande minaccia sia alla propria sicurezza che alla “sacra” American way of life [lo stile di vita che tutti si sono messi ad imitare, portando il mondo sull’orlo del collasso ecologico]. Gli autori assegnano così un grado di plausibilità alla combinazione dei due criteri di circa il 28%. 

Dunque, stando al metodo Grunow-Finke, il più diffuso nella comunità scientifica (e in linea con gli stessi protocolli NATO) [VEDI], è ingiustificato ritenere inverosimile l'eventualità dell'attacco biologico statunitense, senza lasciar spazio all’alea del dubbio.

 


L’odierna, persistente atmosfera di guerra al nemico silenzioso ha fatto riaffiorare in me ricordi infantili, come quando, nel maggio del 1944, disegnavo questa scenetta, meritandomi un bel 10 dalla maestra! Tempi tragici, ma proprio per questo ben vivi nella memoria di chi li ha vissuti. Oggi come allora, vige il coprifuoco, ma 2.0

 

Concludo con una considerazione complessiva su questa emergenza: ha fornito l’occasione per un test sulla resilienza della popolazione a misure restrittive estreme, che tanto piacciono ai regimi totalitari. In Cina non c’era affatto bisogno di un test del genere, vista la proverbiale obbedienza dei suoi abitanti a qualsiasi ordine provenga dall’alto. In altre nazioni, Italia in primis, popolata da individualisti insofferenti ad ogni costrizione, è invece in corso un esperimento non simulato sul grado di tolleranza alla privazione della nostra libertà. Proteste e mugugni non mancano, ma soprattutto per le pesanti ripercussioni economiche: altra prova di resilienza di chi manda avanti un’azienda a subire, in aggiunta ai salassi fiscali, l’improvviso venir meno del reddito. Si tratta di un’ulteriore selezione in stile neoliberista: sopravvivranno i più forti, che hanno accesso illimitato al credito. Saranno, al solito, le banche a decretare chi sopravvivrà. Già, ma per quanto? È un po’ come i € 3,6 miliardi che l’UE gentilmente ci permette di sforare, così aumentando il debito pubblico.

 

La sfarzosa sede della BCE, costruita coi soldi che crea dal nulla; mentre a noi è vietato fare altrettanto, come Stato sovrano, anche in emergenza, per salvare l'economia in caduta libera. Il coronavirus ha almeno il merito di farci porre, ben chiara, la domanda cardinale: A COSA SERVE LA BCE?

 

 Nella situazione in cui siamo, con le città disseminate di esercizi commerciali –non solo cinesi- [VEDIchiusi “per ferie” o “per lavori” abbiamo bisogno di iniezioni di denaro fresco, a fondo perdutonon di ulteriori prestiti.  Altrimenti la catena perversa del “non posso pagarti perché a mia volta non vengo pagato” sarà devastante, e il coronavirus ci sembrerà il minore dei mali. 

 Marco Giacinto Pellifroni  8 marzo 2020

 

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