Diabete. Addio insulina Stampa
Scritto da ALDO PASTORE   
Aldo Pastore
RIFLESSIONI SUL PRESENTE E SUL FUTURO
 (Seconda parte)
 
 In questo ultimo scorcio d’estate, è giunta, a tutti noi, da fonte certa e sicuramente attendibile, la seguente notizia:

ADDIO INSULINA, A MILANO IL PRIMO TRAPIANTO EUROPEO DI CELLULE DEL PANCREAS.

E più avanti:

“A MILANO È STATO EFFETTUATO IL PRIMO TRAPIANTO EUROPEO DI CELLULE PANCREATICHE, CHE HA PERMESSO AD UN PAZIENTE DI GUARIRE DAL DIABETE DI TIPO 1 E DI SMETTERE DI ASSUMERE INSULINA.”

 Abbiamo appreso dall’ospedale Niguarda di Milano (ove l’intervento è stato effettuato) che si tratta di:

 UN PAZIENTE DI 41 ANNI; ATTUALMENTE STA BENE, NON È A RISCHIO DI RIGETTO E NON HA PIÙ BISOGNO DI SOMMINISTRARSI INSULINA PER MANTENERE SOTTO CONTROLLO I VALORI DI GLICEMIA.


 Questa è la strada dell’avvenire, carissimi amici, perché viene ad interessare circa 400 milioni di individui al mondo e circa 4 milioni di cittadini italiani; nella nostra Nazione circa il 10% della popolazione diabetica è stimato di essere affetto da diabete tipo 1, quindi, quello che necessita di costante terapia insulinica, per via iniettiva.

Vengono così a diventare concreta realtà i sogni e le aspirazioni di molti scienziati di ogni parte del mondo!

Sento il dovere civico di citare tra gli altri:

 Il professor Camillo Ricordi (ex direttore dei trapianti cellulari al "Trans Plantation Institute di Pittsburgh)

Ecco le sue parole:

"LA SPERANZA PER VINCERE IL DIABETE TIPO1 RISIEDE NELLA RICERCA SCIENTIFICA SULLE CELLULE STAMINALI; DA QUESTE SI PUO' PARTIRE PER RIGENERARE LE CELLULE BETA  CHE PRODUCONO INSULINA."
(Quotidiano “LA STAMPA”: 9 Settembre 2008)

Il prof. Douglas Melton (direttore dell’Harvad Stem Cell Institute (Massachusetts USA)


Ecco la sua testimonianza:

“MIO FIGLIO SAMUEL AVEVA SEI MESI QUANDO SCOPRIMMO CHE SOFFRIVA DI DIABETE DI TIPO 1. E LA STESSA DIAGNOSI VENNE FATTA A MIA FIGLIA EMMA, QUANDO AVEVA 14 ANNI.

 MI CHIESI COSA FARE.

 LA RISPOSTA PIÙ CHE LE MIE RICERCHE DOVEVANO PUNTARE A PRODURRE, IN FRETTA, DEI RISULTATI CONCRETI PER AIUTARLI”.

Cito il seguito


(Articolo di Gianna Milano 29 ottobre 2014):

“ È L’IMPAZIENZA PER TROVARE UNA CURA PER I FIGLI, CHE OGGI HANNO 23 E  27 ANNI,  È STATA PREMIATA. DOPO ANNI DI STUDI, MELTON HA PUBBLICATO, IN QUESTI GIORNI, SULLA RIVISTA “CELL” UN ARTICOLO, IN CUI SPIEGA COME SIA RIUSCITO AD INDURRE, IN ALCUNE CELLULE STAMINALI UMANE LA CAPACITÀ DI DIVENTARE CELLULE BETA- PANCREATICHE, VALE A DIRE LE CELLULE CHE IL SISTEMA IMMUNITARIO, DI CHI SOFFRE DI DIABETE DI TIPO 1 ATTACCA E DISTRUGGE, RIDUCENDO E, A VOLTE, AZZERANDO LA PRODUZIONE DI INSULINA.”

Ma, di fronte a queste idee e progetti positivi, noi continuiamo, tuttavia, a verificare una scarsa (o addirittura nulla) collaborazione delle multinazionali dei farmaci ed, addirittura, riscontriamo ripetuti ostacoli, contrapposti alla ricerca scientifica.


Sulla prima di queste barriere, cediamo, ancora una volta, la parola a Camillo Ricordi:

“ALLE MULTINAZIONALI CONVIENE CONTINUARE AD AVERE PERSONE MALATE ED INVESTIRE IN RICERCA DI NUOVI FARMACI PER AUTOALIMENTARSI; IN ALTRI TERMINI, A LORO NON INTERESSA LA RICERCA PER RISOLVERE DEFINITIVAMENTE IL PROBLEMA.”

IN TERMINI ANCORA PIÙ ESPLICITI, MI PERMETTO DI AGGIUNGERE CHE

 “I BIG DEI FARMACI SONO ALLEATI DEL DIABETE.

PER QUESTA RAGIONE, BLOCCANO LA RICERCA: GUADAGNANO DI PIÙ CON LE ATTUALI CURE”

Per quanto concerne l’ulteriore sviluppo scientifico e tecnologico, occorre ribadire che esso va doverosamente potenziato, anche sotto l’aspetto puramente economico


Occorre ricordare, in proposito, che, anche a livello planetario, soltanto il 10% della spesa è dedicato ad affrontare il 90% dei problemi più urgenti del mondo. L’Italia non sfugge certamente a questo deleterio comportamento e ritornando, in modo più diretto al tema del diabete mellito, desidero ricordare che esiste tuttora una legge dello Stato (n° 115, datata 16 marzo1987), avente per titolo:

DISPOSIZIONI PER LA PREVENZIONE LA CURA DEL DIABETE

Al comma 3 dell’articolo 2 di questa legge, viene chiaramente disposto quanto segue:

“Il Ministro della Sanità, sentito l’Istituto superiore di sanità, presenta annualmente al Parlamento una relazione di aggiornamento sullo stato delle conoscenze e delle nuove acquisizioni scientifiche in tema di diabete mellito e di diabete insipido, con particolare riferimento ai problemi concernenti la prevenzione”

Ora, poiché, nei trent’anni trascorsi, nessun Ministro della Sanità si è fatto sentire su questo specifico argomento, è giunta l’ora di suonare il campanello anche per lui, e di rivolgergli l'invito a porgere, a nome dell’intero popolo italiano, il più sentito ringraziamento all’intera equipe dell’ospedale Niguarda di Milano per l’eccezionale lavoro effettuato, lavoro che è diventato vanto nazionale.

ALDO PASTORE          17 Settembre 2017 

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