Obesità e povertà: un tandem in crescita Stampa
Scritto da ALDO PASTORE   
Aldo Pastore
IL VOLTO DELLA MEMORIA
(Cento-ottava parte)
Obesità, 4 savonesi su dieci hanno problemi con la bilancia
Il 30 per cento degli abitanti della provincia considerato sovrappeso

È questo il titolo (con relativo sottotitolo) di un pregevole articolo, a firma di MARIO DE FAZIO pubblicato pagina 50 del quotidiano LA STAMPA, in data 19 maggio 2017.

Nel contesto dell’articolo è possibile leggere quanto segue:

“Le statistiche illustrate durante l’incontro, estrapolate da dati dell’Istituto superiore di sanità e aggiornati al febbraio scorso.
I Dati evidenziano chiaramente come l’obesità sia un problema in costante aumento nel Savonese. Soltanto il 60 per cento della popolazione in provincia ha un peso nella norma, che non oltrepassa i confini dati dall’indice di massa corporea e dai parametri indicati sulla circonferenza vita”

 Ma noi, in questo momento, ci troviamo di fronte ad un altro drammatico problema.

Leggiamo, a pagina 12 del quotidiano LA STAMPA, quanto segue:

"Le povertà hanno continuato a crescere: affliggono il 9 per cento di chi ha tra 18 e 34 anni (nel 2005 era il 3,1%) ed il 7,8 per cento di chi ha tra 33 e 64 anni (nel 2005 era il 2,7%).
 In generale, la quota di popolazione considerata «assolutamente povera» è quasi triplicata, (dal 2,9 al 7,6%) in questi ultimi dodici anni."

 Di fronte a questa duplice serie di dati, (riguardanti, appunto, l’obesità e la povertà molti nostri amici lettori si sono posti questo quesito:

Quale rapporto può coesistere tra questi due fenomeni, apparentemente contraddittori fra loro; a nostro modo di vedere la povertà si associa alla magrezza e non già all’obesità!!

Abbiamo, a questo punto, rivolto il quesito ad ALDO PASTORE, il quale ci ha inviato, con il volto della memoria, il seguente articolo (datato 21 ottobre 2010) e così intitolato:

OBESITÀ E POVERTÀ: UN TANDEM IN CRESCITA

In data 11 Ottobre 2010, si è svolto, in tutta l’Italia, l’OBESITY DAY, vale a dire la Decima Giornata Nazionale, rivolta a sensibilizzare tutti i Cittadini sul tema dell’Obesità e sui rapporti Intercorrenti tra il Sovrappeso Corporeo e la Salute.

Dagli accertamenti svolti, nell’ambito del Progetto di Sorveglianza Nutrizionale “OKKIO ALLA SALUTE”, realizzato dall’ASL2 in Savona nel trimestre Aprile – Giugno 2008, sono emersi i seguenti dati:

“Su 170 alunni savonesi che frequentano la terza elementare, il 6,6 per cento è risultato obeso; il 22,2 per cento in sovrappeso ed il 71,2 per cento sotto – e normopeso.”

I dati, riferiti alla nostra Regione riportano la seguente situazione:

- NELLA FASCIA DEGLI ADULTI: TRE LIGURI SU DIECI RISULTANO IN SOVRAPPESO E SETTE SU CENTO SONO PALESEMENTE OBESI

- NELLA FASCIA INFANTILE: VENTINOVE BAMBINI SU CENTO SONO ESPOSTI AD UN ECCESSO PONDERALE: TRA QUESTI, VENTIDUE SONO IN SOVRAPPESO E SETTE SONO OBESI.

Traducendo le percentuali su scala numerica, possiamo constatare, dunque, che sono 20.400 i bambini che, da Ventimiglia a Sarzana, sono in persistente lotta con la bilancia.

Possiamo malinconicamente prendere atto che la Situazione Ligure, per quanto riguarda soprattutto l’Obesità degli adulti è migliore rispetto a quella NAZIONALE perché quest’ultima giunge alla Percentuale del 31,6 per cento (relativamente al Sovrappeso) ed al 10,1 per cento (per l’autentica Obesità).

Ma, oggi, noi tutti dobbiamo, molto realisticamente, riflettere sul grave problema dell’OBESITA’ INFANTILE, perché questa, a livello nazionale, ha raggiunto la cifra di 1.115.000 bimbi in sovrappeso su di un totale di soggetti obesi, pari a 4.898.496 unità. Vediamo, in proposito, i due seguenti grafici, pubblicati dal Quotidiano “La Stampa” in data 10 Febbraio 2010 :

   

Ed allora, vediamo di iniziare il nostro ragionamento con questa PRIMA DOMANDA:

IL FENOMENO DELL’OBESITA’ (SOPRATTUTTO, INFANTILE) E’ SOLTANTO ITALIANO O INTERESSA, INVECE, PIU’ NAZIONI E PIU’ CONTINENTI?

La risposta è estremamente chiara: IL FENOMENO NON E’ SOLTANTO NAZIONALE, MA STA ASSUMENDO ( O HA GIA’ ASSUNTO) DIMENSIONI PLANETARIE.

Faccio un solo esempio:

negli ultimi venti anni, gli abitanti obesi del MESSICO hanno raggiunto il 70 per cento dell’intera popolazione; ed ancora: un sesto degli adulti è risultato affetto da Diabete Mellito di Tipo 2 (malattia, sino a vent’anni fa, praticamente sconosciuta).

L’esempio del Messico si può estendere ad altre Nazioni: l’Egitto, il Sud – Africa, ed, addirittura, la Nigeria: tutte queste Nazioni hanno visto aumentare, in pochi anni, la loro percentuale di soggetti obesi.

Qualche nostro amico ed affezionato lettore potrà obiettare, a questo punto, che nel mio ragionamento v’è un’evidente contraddizione, nel senso che gli esempi, poc’anzi citati, riguardano Nazioni a media o, addirittura, alta povertà economica.

Molti potranno, dunque, sostenere che “da che mondo è mondo” la Povertà si associa alla Magrezza e non già all’Obesità degli individui; ne sono testimonianza, al riguardo, i dipinti storici del passato ed i reperti fotografici del secolo scorso!

Quindi, nelle popolazioni di queste Nazioni, dovrebbe emergere una crescente Magrezza e non già l’Obesità.

Ma, la novità sta proprio in questo inedito abbinamento, carissimi amici!

Negli ultimi vent’anni è nato questo incredibile Tandem, mai visto in passato: OBESITA’ e POVERTA’; per di più, questo abbinamento viene ad interessare non solo la popolazioni citate, ma anche gli abitanti dei Continenti delle Nazioni ad alto sviluppo economico.

Un esempio, che tocchiamo con mano, ci viene proprio dalla Liguria; abbiamo evidenziato, attraverso i dati relativi alla nostra Regione, una CRESCENTE TENDENZA ALL’OBESITA’; ebbene: in Liguria, le Ricerche ISTAT hanno dimostrato che, fra il 2006 ed il 2007 l’incidenza delle FAMIGLIE POVERE è passata dal 6,1 per cento al 9,5 per cento (valore assai prossimo a quello rilevato a livello nazionale, che sconta, come è noto, la situazione di maggior disagio del Sud).


Nasce, quindi, spontanea una SECONDA DOMANDA:

QUALI SONO LE CAUSE DI QUESTO INEDITO ABBINAMENTO?

- LA CAUSA FONDAMENTALE è rappresentata dalla ERRATA ALIMENTAZIONE.

Sta sorgendo ed avanzando, in molte zone del Mondo (in ispecie nelle zone sottosviluppate, dove Indigenza Economica e Miseria sono quasi endemiche) un inedito dramma, collegato al Fenomeno Povertà, vale a dire quello della TRANSIZIONE ALIMENTARE.

In termini più espliciti, si è passati, per necessità economiche, da una dieta, fondata sui vegetali (in particolare: cereali e tuberi) ad una dieta basata non tanto sulle proteine di origine animale (carne e derivati) e sui prodotti caseari, ma soprattutto su bevande e cibi ricchi di zuccheri, dolcificanti e grassi, preparati industrialmente, ed il cui vantaggio è rappresentato unicamente dai prezzi bassi ed alla portata di tutti, anche dei più poveri.

L’esempio più tipico di questa deprimente anomalia è, appunto, rappresentato dal Messico, Nazione, oggi nutrizionalmente corrotta dalla vicinanza Nord-Americana; in questo Paese, la diffusione della COMIDA CHATARRA (il cibo standardizzato, prodotto dalla grandi Multinazionali Statunitensi) sta soppiantando la tipica e tradizionale cucina locale; i risultati sono, già oggi, palesemente visibili: un cittadino messicano assume 350 Kcal (Kilocalorie) supplementari, attraverso il grande consumo di bevande e cibi dolcificanti; le conseguenze di questo sovvertimento dietetico sono alla luce del sole e sono quelle precedentemente citate.

L’esempio del Messico si può estendere ad altre Nazioni; in altri termini, i Paesi del Terzo Mondo vedono aumentare le loro percentuali di obesi, perché il Cibo Spazzatura è a buon mercato; i fast-food e le merendine delle Nazioni ricche sono molto appetibili ed, in contrapposizione a tutto questo, il fabbisogno dei vegetali locali non riesce a compensare le richieste (anche se di modestissima entità) da parte della popolazione residente, perché la produzione è in costante calo ed i prezzi sono in eccedenza.

Ma, i danni dell’ ERRATA ALIMENTAZIONE non si limitano soltanto a questo; recenti ricerche scientifiche hanno evidenziato che, ne Patrimonio Genetico dei cittadini latino – americani, africani ed asiatici sono diffusamente presenti i cosiddetti “GENI RISPARMIATORI”, i quali consentono di immagazzinare, in maniera più efficiente, nell’organismo umano, i grassi alimentari.

Questa attitudine rappresenta un indubbio vantaggio in situazioni di carestia, ma diventa un handicap genetico se vi è abbondanza di cibo perché porta, fatalmente all’immagazzinamento dei grassi alimentari e, quindi, all’OBESITA’.


 

 

Tuttavia, le alterazioni del patrimonio genetico, indotte dall’Errata Alimentazione, vanno oltre il singolo individuo (costretto alla Transizione Alimentare da particolari condizioni esistenziali), ma si ripercuoteranno verosimilmente anche sulle future generazioni; esiste, in proposito, un’interessante ricerca di due Scienziati Italiani (Valentina Sabino e Pietro Cottone della Boston University), la quale ha evidenziato che la Transizione Alimentare può indurre alla creazione di una nuova personalità genetica con conseguente nascita futura di individui, che cadranno più facilmente in preda al “BINGE EATING”, vale a dire a forme estreme di dipendenza da cibo e da periodiche abbuffate;

arriveremo, in buona sostanza, in un prossimo avvenire, ai DROGATI DELLA GOLA; in altri termini, a una PREDISPOSIZIONE GIA’ DALLA NASCITA, non già alla tossicodipendenza ad all’abuso di alcol, bensì al settore dei generi alimentari ed, in particolare, a quelli ricchi di dolcificanti e grassi.

Va doverosamente aggiunto, a quanto sino ad ora esposto, che una CAUSA PARTICOLARE DELL’OBESITA’( specie nel nostro Mondo Occidentale) è rappresentata dalla SEDENTARIETA’ e, quindi, dalla SCARSA ATTENZIONE AL MOVIMENTO CORPOREO ed all’ ATTIVITA’ SPORTIVA.

Anche su questa Causa è necessario procedere ad una breve riflessione, che, tuttavia, ci porta assai lontano e cioè al modo odierno di concepire lo Sport e l’attività fisica in genere.

Carissimi Amici, guardate i servizi sportivi sui vostri teleschermi, oppure mettetevi a leggere i maggiori quotidiani sportivi del nostro Paese!

 

Vi accorgerete che la quasi totalità di quanto viene trasmesso o stampato è dedicata a quelle attività dove il danaro e l’affare commerciale (più o meno lecito) la fanno da padroni, rispetto all’evento puramente sportivo; non a caso, sappiamo tutto (o quasi tutto) sui malanni fisici, sui capricci e sugli ingaggi dei nostri calciatori, sui ripetuti stop agonistici della Ferrari, sulle disavventure esistenziali di Valentino Rossi; ben poco sappiamo dello sport, inteso nel suo vero e più profondo significato.

Eppure lo Sport, correttamente inteso, può contribuire all’aggregazione ed alla socializzazione nei nostri Quartieri e nelle nostre Periferie (sempre più a rischio), ma, soprattutto, ritornando all’argomento di oggi, può contribuire al benessere del Corpo e dello Spirito e, quindi alla prevenzione di manifestazioni patologiche (ivi comprese il Sovrappeso e l’Obesità).

Queste considerazioni valgono, in particolare, per i nostri giovani, che hanno sempre più bisogno di attività fisica e non già di sedentarie sedute in locali chiusi e riservati.

Emerge, in conclusione di questo mio ragionamento, ancora una volta, l’esigenza di una sostanziale modifica del nostro modo di produrre e di consumare ed, addirittura, di concepire l’esistenza umana; tutto questo in armonia con il pensiero di Paul Ariès, che mi permetto di sottoporre alla cortese attenzione dei nostri amici lettori:

“LA NOSTRA BATTAGLIA E’, ANZITUTTO, UNA BATTAGLIA DI VALORI.

RIFIUTIAMO QUESTA SOCIETA’ DI LAVORO E DI CONSUMO, NELLA MOSTRUOSITA’ DELLA SUA ORDINARIETA’ E NON SOLO NEI SUOI ECCESSI.”

21 Ottobre 2010                Aldo pastore

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