Il dramma della crescente urbanizzazione Stampa
Scritto da ALDO PASTORE   
Aldo Pastore
IL VOLTO DELLA MEMORIA
Sessantunesima parte

I Quotidiani Nazionali, in data 20 FEBBRAIO 2016, hanno riportato, sulle loro Pagine, i dati Istat 2015, riferiti al BILANCIO DEMOGRAFICO ITALIANO.


 Riassumiamo, in rigoroso sintesi, i dati pubblicati:

POPOLAZIONE RESIDENTE IN ITALIA:

60MILIONI E 656 MILA

(139 MILA IN MENO, RISPETTO ALL’ANNO 2014)

 STRANIERI RESIDENTI IN ITALIA:

5 MILIONI E 54 MILA 

(39 MILA IN PIÙ, RISPETTO ALL’ANNO 2014)

 NASCITE

488 MILA

 (15.000 IN MENO RISPETTO ALL’ANNO 2014)

 MORTI:

653 MILA

 (54.000 IN PIÙ RISPETTO ALL’ANNO 2014)

 In parole molto semplici:

L’ITALIA INVECCHIA: CHI HA SUPERATO 65º ANNO DI ETÀ RAPPRESENTA CIRCA UN QUARTO DELL’INTERA POPOLAZIONE

 

LE NASCITE DIMINUISCONO: SIAMO AL LIVELLO PIÙ BASSO PARTIRE DALL’ANNO 1861

 

Alcuni nostri Amici Lettori ci hanno fatto notare che il CALO DEMOGRAFICO Nazionale è parzialmente compensato DALL’AUMENTO, SUL NOSTRO TERRITORIO DI IMMIGRATI; ma altri, molto opportunamente, ha osservato che, nell’anno 2015, IL NUMERO DI IMMIGRATI ARRIVATI IN ITALIA SI È FERMATO A 245.000 SOGGETTI, MENTRE NELL’ANNO 2007 FURONO ESATTAMENTE IL DOPPIO; non a caso, tutti i quotidiani hanno pubblicato la seguente frase:

“IN CALO ANCHE GLI IMMIGRATI”

Ma, il dato certamente più preoccupate rappresentato dalla seguente notizia: IN ITALIA, CENTOMILA GIOVANI IN FUGA ALL’ESTERO, L’ANNO 2015, IN CERCA DI LAVORO

 Giunti a questo punto ci siamo rivolti al VOLTO DALLA MEMORIA di ALDO PASTORE, il quale ci ha così risposto:

 NON HO NULLA DA OBIETTARE RISPETTO AI DATI ISTAT 2015, PERCHÉ CORRISPONDONO A VERITÀ.

Ho soltanto DUE RILIEVI DA METTERE IN EVIDENZA:

 IL CALO DEMOGRAFICO ITALIANO E’ IN PROFONDO CONTRASTO CON QUANTO AVVIENE IN ALTRE NAZIONI E CONTINENTI, IN ISPECIE NEI PAESI AFRO-ASIATICI (DOVE SI ASSISTE AD UN DECISO AUMENTO DELLE NASCITE)

 NELLA RICERCA ISTAT NON SI FA, PURTROPPO, ALCUN CENNO A:

 

IL DRAMMA DELLA CRESCENTE URBANIZZAZIONE

ll mondo politico, a livello internazionale, continua a sottovalutare, in modo irresponsabile, il tema della CRESCENTE URBANIZZAZIONE DELLE POPOLAZIONI, che sta verificandosi ed accentuandosi in ogni angolo del nostro Pianeta

Eppure, molti studiosi ed esperti in Demografia hanno segnalato, da molti anni, la gravità di questo fenomeno; ricordo, a titolo di esempio, la magistrale esposizione di Antonio Golini, comparsa, all' inizio di questo Secolo, sul piccolo volume "La popolazione del Pianeta" (Società Editrice: Il Mulino):

"Dopo i 6 Miliardi di persone sulla Terra, raggiunti nel 1999, siamo in prossimità di un'altra straordinaria pietra miliare nello sviluppo della popolazione: intorno al 2006, la popolazione che vive nelle Aree Urbane del Mondo dovrebbe, prima, eguagliare e, poi, superare il numero di quella che vive nelle zone rurali."

 Le quasi profetiche affermazioni di questo nostro Docente hanno trovato conferma nei Dati riportati in un ampio ed articolato Saggio, curato da Deyan Sudjic e Richard Burdett, avente per Titolo: "The Endless City"; in estrema sintesi, riporto alcuni Dati, presenti in questa pubblicazione:

- NEL 1910: la popolazione mondiale residente nelle CITTA' era pari al 10 PER CENTO DEL TOTALE;

- ATTUALMENTE (APRILE 2008): LA POPOLAZIONE MONDIALE URBANIZZATA HA RAGGIUNTO IL 50 PER CENTO;

- NEL 2050: le stime indicano che il 75 PER CENTO degli abitanti del Pianeta vivrà in grandi AGGLOMERATI URBANI; LE CAMPAGNE diventeranno SEMIDESERTE

- Il progressivo accentuarsi del FENOMENO URBANIZZAZIONE sarà destinato, a mio modo di vedere, ad avere importanti e profonde ripercussioni negative su almeno TRE SETTORI DECISIVI per l'avvenire della vita Collettiva Planetaria:

- SETTORE ECONOMICO: caduta verticale della Produzione Agricola Tradizionale;

- SETTORE SOCIALE: accentuazione della Povertà o, meglio, accentuazione del dislivello finanziario tra Ricchi e Poveri;

- SETTORE AMBIENTALE: incuria delle Foreste, dei Boschi, dei Campi con conseguente crollo della Biodiversità Animale e Vegetale.

  
Deyan Sudjic, Richard Burdett e il loro saggio

Qualche attento lettore di questi miei scritti potrà accusarmi di avere una visione riduttiva, se non addirittura pessimistica sull' avvenire del Mondo; potrà sostenere che le future innovazioni tecnico-scientifiche saranno destinate ad attenuare queste ipotetiche diseguaglianze ed, addirittura, a creare situazioni o oasi di benessere in molte parti del Mondo.

Altri lettori potranno obiettare che l'eventuale futuro squilibrio, da me ipotizzato, potrà interessare determinate aree del nostro Pianeta e non certo l' Italia, la quale sarà in condizioni di superare, con la sua innata duttilità, eventuali squilibri nei settori sopra citati.

Ma, io vorrei far riflettere ulteriormente questi amici, incominciando ad osservare attentamente, con loro, anche la SITUAZIONE ITALIANA.

Ed, allora, andiamo a leggere quanto riportato da un recente Rapporto (Agosto 2008), elaborato, congiuntamente, da Conf - Commercio  e Lega Ambiente:

- In Italia, si trovano in una situazione di grave crisi molti PICCOLI COMUNI, ubicati nelle nostre zone montane e collinari ed, addirittura, nelle nostre pianure.

Infatti:

- Questi Paesi si stanno svuotando, perché abbandonati da Giovani ed ignorati dagli Immigrati; entrambi tendono ad ammassarsi nelle Metropoli (per ragioni di studio e per la ricerca di un potenziale lavoro);

- La popolazione, ivi residente, è costituita, in buona parte, da Anziani sopra i 65 anni, lasciati, dunque a presidiare paesini semivuoti;

- Per quanto riguarda il Settore Economico, parlano eloquentemente i seguenti Dati:

 - gli addetti al lavoro di questi piccoli Paesi nel SETTORE INDUSTRIALE ED ARTIGIANALE rappresentano soltanto il 2,1 PER CENTO del totale nazionale;

-  nelle ATTIVITA' COMMERCIALI è attivo solo l'1,5  PER CENTO degli occupati nel settore in sede nazionale;

 - l'ATTIVITA' AGRICOLA, fatti salvi alcuni settori di nicchia, tende ad essere abbandonata dagli abitanti di questi Paesini, perchè, tradizionalmente, poco remunerativa.


Va doverosamente osservato, in proposito, che se è pur vero che i generi alimentari tendono, quasi quotidianamente, a salire di prezzo, è altrettanto vero che l'entità di quest'ultimo viene ad essere determinata e decisa dalla lunga ed articolata filiera commerciale che sovraintende al settore; dal dettagliato esame di questa filiera emerge che gli autentici beneficiari dell'alto prezzo al dettaglio sono i grossisti dei mercati ed i commercianti e non già i contadini produttori;

-  il TURISMO porta poche risorse, perché la promozione dei luoghi e delle bellezze locali è carente; inoltre, le strutture turistiche sono insufficienti per quantità e qualità;

- IL SETTORE SANITARIO è estremamente carente, perché, da tempo, sono spariti i Medici e le Ostetriche Condotte ed, attualmente, stanno dissolvendosi anche i Medici di Base.

Nella Scuola, da almeno un decennio, è scomparso il Medico Scolastico (abolito con provvedimenti legislativi ad hoc); i Consultori Familiari si sono rarefatti.

Di fatto, oggi, la Sanità Italiana Ospedalo-Centrica non entra più nella Società, nelle Famiglie, nella Scuola.

- A sua volta, il SETTORE SCOLASTICO si avvia verso l'estinzione; parliamo delle Primarie (Asili Nido e Scuole Materne), delle Elementari, quelle più vicine alle Famiglie, quelle radicate e diffuse nel territorio.

Le norme legislative previste nella Finanziaria 2008 ed il recente Decreto - Gelmini comporteranno la scomparsa del Tempo Pieno, il ritorno del Maestro Unico (con la cancellazione degli Insegnanti di Sostegno), e, con essi, l'eliminazione di 104.000 Classi funzionanti a Modulo e di 33.000 Classi a Tempo Pieno; in buona (o cattiva) sostanza, ci troviamo di fronte ad un attacco spietato al diritto dei bambini ad avere una scuola più umana e più efficiente.

Il conclusione: allorquando un Paese di modeste dimensioni perde progressivamente gli abitanti, si infoltisce soltanto di persone anziane, perde la possibilità di avere una scuola degna di questo nome, non concede ai giovani possibilità concrete di lavoro, non è più dotato di Servizi Sanitari di Base, è DESTINATO ALL' ESTINZIONE ed, ancora, una volta, le cifre parlano chiaro nella nostra Italia:

- NEL 1996: i Comuni disagiati erano 2.830 (vale a dire: il 35 PER CENTO DEL TOTALE);

- NEL 2006: sono diventati 3.556 (il 43,9 PER CENTO DEL TOTALE);

- NEL 2016: saranno 4.395 (il 54,3 PER CENTO DEL TOTALE)

Tra otto anni, quindi, il DISAGIO ABITATIVO ED IL CONSEGUENTE RICORSO ALL' URBANIZZAZIONE (che, oggi, interessa: 8,7 Milioni di Italiani) potrebbe essere una realtà per 14,1 Milioni di Cittadini, vale a dire il 24,1 della Popolazione.

- Ma, il fenomeno diventa notevolmente più grave, se noi facciamo riferimento alla nostra piccola ed amata LIGURIA, la quale presenta, in negativo, il più alto numero di Paesi a rischio estinzione; infatti, su 133 Paesi collinari e montani della nostra Regione, la Densità Demografica è molto inferiore a quella Nazionale (- 8 PER CENTO), l'incidenza degli Under 14 sulla popolazione totale è del 10 PER CENTO (la media nazionale è del 15 PER CENTO), mentre la media di Anziani è del 29 PER CENTO (quella nazionale è del 18 PER CENTO); questi piccoli Paesi, inoltre, sono minacciati dalla Crisi Economica (vivendo, unicamente, su di una produzione agricola puramente settoriale: vedi olivicoltura, floricoltura, viticoltura, etc.) sono totalmente sprovvisti di Assistenza Sanitaria di Base e, per di più, corrono il rischio di perdere un consistente numero di Scuole Elementari (una ventina circa per la sola Provincia di Savona: da Urbe a Stellanello).

- Ecco: carissimi amici; vi invito a riflettere su tutto questo e, soprattutto, a pensare alle conseguenze future: verso quale società ci stiamo incamminando?

Possiamo abbandonare le campagne e concentrare l’attività umana soltanto sulle città?

Personalmente ritengo che questo non sia possibile e, quindi, la mia risposta a quest'ultimo quesito è negativa e al ragione di questo mio dissenso risiede nel fatto che la nostra Italia (e, soprattutto, nella nostra Liguria) l'ambiente che ci circonda non è soltanto un dono spontaneo della Natura, ma è anche frutto della cura e del lavoro dell' uomo, protrattisi per secoli e secoli; quindi, l' abbandono delle campagne e la crescente urbanizzazione non  sono soltanto fattori negativi per il nostro ecosistema, per la nostra economia e per la nostra convivenza civile, ma sono, soprattutto, un'offesa etica alla nostra storia ed alla nostra tradizione, perché sono destinati ad incidere sulla nostra identità civile e culturale.

9 Settembre 2008       Aldo Pastore

IL libro di ALDO PASTORE "TRUCIOLI SAVONESI" è in vendita presso la libreria UBIK in Corso Italia. 

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