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Scritto da GUIDO LUCCINI   

Condoni, ristrutturazioni, terremoti

 Stiamo ascoltando da molti mesi: politici, giornalisti, tecnici, filosofi, urbanisti, sindacalisti, su questi problemi, ma nessuno di loro ha mai dichiarato di ritenere che i colpevoli degli ABUSI EDILIZI sono: chi li commette, e chi glieli lascia commettere! In misura ormai ritenuta da molti uguale per entrambi.  

Inoltre nessuno di questi commentatori si è mai addentrato nel problema degli ABUSI EDILIZI perpetrati nelle nostre case centenarie! Infatti nel resto del mondo non si può dotare di caldaie, termosifoni, luce, gas e Tv un alloggio non Collaudato Strutturalmente mentre … in Italia SI PUO’! E questo si deve considerare un ABUSO.


 

Quindi, l’alloggio abusivo condonato o meno, DEVE essere considerato alla stregua di un alloggio esistente ristrutturato ma, mai collaudato.

Nel resto del mondo il valore di un immobile non collaudabile, varia a seconda della sua posizione geografica; Canicattì e Agrigento che si ritrovano situate come Pontinvrea e Savona, sicuramente le prime Canicattì e Pontinvrea hanno un valore massimo pari al 40% del loro volume ristrutturato antisismicamente, mentre per le seconde il valore può raggiungere anche l’80% del loro volume.

La pericolosa vetustà del nostro patrimonio edilizio centenario, si riscontra anche senza terremoti, sia nei reiterati crolli cittadini, che nell’abbandono dei paesini dei nostri entroterra montani. Le cause di questi crolli o delle angosce che li precedono, sono sempre imputate al traffico stradale, a cedimenti del sottosuolo, a slittamenti franosi, mai al fatto che l’oggetto del crollo non era stato COLLAUDATO! E che NESSUNO ne aveva MAI richiesto il COLLAUDO, in quanto era da tutti i tecnici preposti, risaputo che NON sarebbe stato possibile eseguirlo considerato l’evidente pericolo, di CROLLO determinato dal questo tipo di intervento.

A tale proposito rendo noto ai miei lettori che risiedono in edifici in pietra e mattoni, di aver assistito nella mia qualità professionale, al crollo di molti soffitti in intonaco cannicciato che, specie nelle cucine e a causa dei logici vapori acquei, marcisce nei suoi sostegni e precipita di colpo!

Non occorre essere uno studioso per rendersi conto che tale crollo sarebbe stato contestuale al probabile cedimento dell’intero solaio, se sottoposto al carico previsto per qualsiasi abitazione residenziale, di 250 Kg./ogni metro quadrato di solaio. 

 

Queste sono le realtà che denunciano assolutamente l’aspetto quale “investimento improduttivo” di queste “ristrutturazioni” e se il potere politico e la connivenza bancaria hanno consentito al cittadino di costruire un abuso edilizio o di ristrutturare un immobile a cui mancavano i requisiti di stabilità strutturale, si ritrovano indissolubilmente soci di fatto con il cittadino che ha investito i suoi quattrini in entrambi, di questi “abusi edilizi”.

Abbiamo tutti preso atto che nei gravi movimenti sismici alcune strutture hanno resistito, altre no, ma nessuno si domanda quante di quelle crollate erano state “ristrutturate” e dichiarate “agibili”? Forse TUTTE? O NO?

Ad Amatrice quante delle “273 seconde case” erano state “ristrutturate”? Quale era il loro ”valore di perizia bancaria”? Quale, il loro vero valore di mercato? E le altre 327 abitate, in che condizioni si trovavano al momento del crollo? E le case che vengono offerte a un euro in altri Paesini montani, valgono veramente un euro o sono ormai un costante debito sociale per il nostro PAESE?

Il 28/02/85 venne partorita la Legge n°47 che pomposamente recitava: ”Norme in materia di controllo dell’attività urbanistico – edilizia, sanzioni, recupero e SANATORIA delle opere edilizie”; sembra chiaro ?... una SANATORIA, un condono che non mirava a mettere in sicurezza il patrimonio edilizio esistente, ma a legalizzare il precario, l’ABUSIVO.


 

E si è continuato a condonare …. Ma è proprio l’antefatto dei condoni che ha reso tutti corresponsabili della corruzione dilagante, a rendere l’illegalità fisiologica, a farla diventare “qualcosa con cui bisogna convivere” mortificandoci così senza spiegarci mai in che cosa consisteva la messa in sicurezza delle nostre città.  

La natura non è matrigna. I terremoti non uccidono, se le case non son fatte di calcinacci e travi di legno. Sono gli uomini che uccidono, uomini che avrebbero dovuto, e dovrebbero tutt’ora, decidere di mettere in sicurezza le nostre città, invece di dichiararle TUTTE ABITABILI!!

Come dicevo nel mio “programma elettorale per il lavoro” che su Google continua a svettare primo su tutti quelli dei nostri politici …. quanto sopra è una delle principali cause della nostra situazione economica e l’aver finto di mantenere, a costi spaventosi, l’efficienza di intere parti delle nostre città, e di interi paesini montani si conclude con l’assurdo, odierno e costante silenzio dei politici dinanzi all’ imperante decadimento vivibile dei nostri agglomerati urbani.

Non scordiamoci mai, le deficienze progettuali che nell’ampliamento cittadino situano i box auto, in una piastra aerata superiormente da orrende griglie, che non ammettendo MAI più alberature, condanna gli interventi alla stessa, incompresa vivibilità delle altre, nostre, tristi periferie.

I box auto nel resto del mondo, vengono ricavati esattamente in silos al di sotto dell’intervento abitativo in modo da ricavare al suo piano di spiccato, porticati agibili circondati da ampi percorsi stradali alberati; e ove l’esondabilità costituisce un problema, i box auto si attuano in altrettanto capaci, silos fuori terra.

Per quanto riguarda Amatrice e le altre, si fa notare che non si dovrebbe continuare a costruire casette in orizzontale, poiché emerge ormai che i loro costi esorbitanti, dovuti a fondazione e tetto ogni casetta, diventeranno assurdamente improponibili quando le manutenzioni anche dei percorsi, diverranno necessarie e improrogabili.

Occorre allora decidere di progettare attraverso Bando di Concorso, una tipologia di edificio antisismico, che preveda nella prefabbricazione di bagni, cucine, serramenti interni ed esterni, scale ed ascensori, gli essenziali risparmi che richiedono questi interventi, che solo sovrapposti in edifici multipiano possono garantire minori costi, sicurezza, vivibilità ed il ritorno ai vecchi centri cittadini!           

    Guido Luccini       Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
 
 SAVONA 10/12/2017
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