Consiglio Comunale - Commissioni Stampa
Scritto da Milena Debenedetti   
COMUNE DI SAVONA
Resoconto delle commissioni
Audizione dell’ingegner Forzano - Presentazione campo da hockey
 

Commissione Seconda del 22 novembre:  del Forzano-slide, del campo da hockey e degli eterni rimandi
Ricapitolando: la Commissione Seconda del 22 novembre era stata in pratica convocata per far presentare, da parte dell’assessore Costantino, la documentazione relativa alla messa in sicurezza dei fiumi, con dibattito conseguente.
Questo in seguito a una richiesta urgente presentata dalla Pongiglione, noi per Savona-Verdi, allo scorso Consiglio Comunale, che era stata accantonata dicendo: è troppo importante per sbrigarla in 5 minuti.

Così importante, che anche oggi verrà ripetuto lo stesso concetto, con ulteriore rinvio. Ma andiamo con ordine.

Su richiesta del vicepresidente di Commissione Arecco, Lega Nord, che evidentemente ha subito, come tanti prima di lui, la fase di innamoramento sul progetto casello Albamare, si parte con un’audizione dell’ingegner Forzano su questo tema.
Nonostante sia stato invitato dal vicesindaco Gaggero a parlare solo del casello e non del piano traffico (PUMT), per correttezza, essendo assente l’assessore Apicella, in pratica Forzano espone tutta la sua presentazione, a partire dalle premesse relative agli studi sui flussi di traffico, alle critiche per quanto elaborato dal Comune in proposito, alle varie soluzioni previste (Aurelia bis, viabilità portuale, ecc) e alle sue controproposte.
Al netto della competenza e del grande lavoro e attivismo del comitato e del suo portavoce Forzano, di alcune critiche molto sensate, per esempio alla rotonda portuale, nonché di alcune soluzioni di immediata attuazione che potrebbero essere prese in considerazione, come invertire il senso di marcia di strade come via Paleocapa, rimane una questione insolubile di fondo.

Forzano ragiona (benissimo, per carità!) con mentalità da ingegnere, abbiamo un problema x, il traffico, cerchiamo la soluzione, ossia come snellirlo.
Peccato che x sia a sua volta legato a molti fattori che potrebbero e dovrebbero essere modificati all’origine, altrimenti il problema non potrà MAI essere risolto solo a valle.

Una volta analizzati i flussi di traffico, bisogna pensare come ridurli, con una seria politica che scoraggi gli spostamenti inutili, potenzi la mobilità alternativa, i trasporti pubblici, penalizzi, in modo non punitivo o vessatorio ma costruttivo, l’afflusso in centro dei mezzi privati, e così via.

 

Ing. Paolo Forzano

 

Tutto questo non viene mai considerato. Noi stessi evitiamo di intervenire nella discussione, per non far polemiche anzitempo e per non sottrarre spazio agli altri argomenti, convinti che sia inutile fare qui le questioni di principio, se ne riparlerà di fronte ai progetti in sede consiliare.

Il dramma è che tutti sembrano disperatamente ansiosi di nuove infrastrutture, fingendo di non vedere i problemi (tempi, costi, consumo di territorio, inquinamento, rischi idrogeologici, disagi per la popolazione, carenza di finanziamenti…) le criticità e le controindicazioni.

 Lascia sgomenti, ed è significativa dei tempi in cui viviamo, la sensazione che tutti diano per scontati e inevitabili i tagli mostruosi ai trasporti pubblici, treni e autobus. A parte il diritto di lottare per ciò che è PUBBLICO, cioè bene di tutti, a parte che stiamo parlando di servizi ESSENZIALI per uno Stato degno di tale nome, non ci rendiamo conto che, una volta soppressi tali trasporti, il giorno dopo sarebbe il CAOS, l’invivibilità, con o senza caselli albamare e albamonte?

Il colmo lo raggiungiamo con Arecco, Lega Nord, che citando l’apprezzamento del sindaco Briano di Cairo per il nuovo casello (la cecità è fieramente bipartisan?) , dice che questo renderebbe più facile per i valbormidesi raggiungere l’ospedale Valloria, essendo soppresso quello di Cairo.

Cioè, tagliamo ORA fondi per la sanità, e in cambio apprezziamo che vengano destinati fondi ben più copiosi per progettare e costruire uno svincolo che, se tutto va bene, funzionerà fra cinque anni o più???
Chiudiamo oggi ospedali per aprire domani autostrade?

Mi pare che si siano persi completamente la logica e il buon senso.

Si passa al secondo argomento, il campo da hockey da costruirsi a Legino, su terreni in acquisto dalla parrocchia, dove sorgeva il campo da calcio CSI. Illustra il vice sindaco Gaggero. Qui si dovrebbe trattare la pratica dal punto di vista varianti urbanistiche, nella commissione del giorno dopo dal punto di vista bilancio.
In effetti, la discussione è un po’ monca. Pur apprezzando che si destinino fondi a opere sportive, la cifra di 1300000 euro appare considerevole, in tempi di crisi, e ci sono titubanze e malpancismi sotterranei anche in maggioranza. Tra parentesi, riconosci le pratiche su cui c’è qualche nervosismo dal fatto che vengono presentate come positive, dati di fatto, pure formalità su cui non è il caso di perdere troppo tempo. E se la discussione si protrae, qualcuno comincia a mostrare segni di impazienza.

Si vorrebbe non votare, rimandare tutto al voto dell’indomani, ma non si può, alcuni commissari non sono gli stessi. Così si va frettolosamente al voto. Qualche indeciso si trova casualmente fuori, qualcuno torna all’ovile e vota sì, noi ci asteniamo in attesa del secondo “round”.

La pratica in realtà era la terza all’odg, aggiunta come urgente. Le urgenze dell’hockey? Con tutto il rispetto, boh. Si parla di questo campo dal ’93.
A inizio seduta il presidente Zunino aveva chiesto di spostarla come seconda, essendo attinente alla prima, forse per la presenza di Gaggero.
Quindi, ora sarebbe il momento della relazione Costantino. Sono le 17.20. Molti si alzano facendo l’atto di andarsene, il presidente e lo stesso Costantino affermano che occorre più tempo, una Commissione dedicata. A lunedì prossimo.

La Pongiglione, rientrata in aula in quel momento dopo un breve colloquio esterno, non può che constatare, furibonda ma costretta a prendere atto di queste bizzarre scale di priorità.

Il consigliere Addis, Presidente della squadra di hockey

Commissione Prima (bilancio) del 23 novembre: l’hockey e il due volte presidente

Rieccoci alla pratica campo da hockey. Quella urgentissima. Illustra l’assessore Martino.

Riassumendo la storia, è da molto tempo e da molte amministrazioni che, essendoci due ottime squadre da hockey in città, ed essendo considerate, direbbero i maligni, interessanti bacini elettorali dai loro politici di riferimento, si parla di costruire un campo dedicato veramente regolamentare, per partite anche di altro livello, visto che al momento si arrangiano con soluzioni di ripiego o vanno a giocare fuori città.

 La pratica ha seguito il suo iter, con varie possibili soluzioni, fra cui l’ex campo da tiro della caserma, ora comunale, il campo di Santuario, ecc., subendo ripensamenti e rimandi.

Oggi la “cambiale” andrebbe in scadenza, con un progetto preliminare, che usufruirebbe di un mutuo da più di 1.300.000 euro acceso già nel 2009-2010 a tale scopo.
Il campo sarebbe realizzato presso l’ex campo CSI di Legino, dove il Comune acquisterebbe per 230000 euro un 10000 m2 di terreno dalla parrocchia. Oltre al rifacimento del sottofondo e del manto, in erba sintetica, andando a interessare un’area leggermente sfalsata rispetto al campo di origine (tutto verde che se ne va, sigh) per problemi di servitù di passaggio, sarebbero da costruirsi spogliatoi omologati per la serie A, tribune e una indispensabile club house.

Il tutto per 900000 euro.

La discussione inizia con una proposta alternativa di Pongiglione, Noi per Savona Verdi. Discutendo con esponenti della seconda squadra cittadina, ha saputo che apprezzerebbero una soluzione più modesta consistente nel riattare il campo del Santuario.
Non si può, dicono in molti, quel campo è della squadra di calcio dello Speranza, e più tardi lo ribadisce Larosa del PD, escludendo fermamente la cosa.
Romagnoli, del PDL, esprime un concetto che, stranamente date le distanze di pensiero, stavo pensando anch’io (sarà che siam tutte donne e poco filocalcistiche): non si potrebbe chiedere, date le ristrettezze economiche, di radunare le varie società e chiedere a tutte un passo indietro, una soluzione che consenta di spendere meno e risparmiare e condividere le strutture?

Parino del PDL biasima che si spendano soldi per l’hockey che, pur seguito, è sport del tutto minore in città. Perché non potenziare invece strutture decentrate nei quartieri per vari sport? Tipo i soliti campetti da calcio.

Arecco della Lega Nord, da esperto del settore afferma che il prezzo pattuito per l’acquisto dei terreni, pur approvato da una perizia, gli appare eccessivo.

Frumento del PD borbotta sul fatto che alcuni terreni sportivi, tipo il campetto CSI o lo stesso Bacigalupo, abbiano potuto ricevere dal PUC un indice di edificabilità, e afferma che lui quel PUC non l’avrebbe votato. (In realtà ha votato comunque a favore sulle risposte alle osservazioni della Provincia, ma va be’, questa è altra storia).

Nigro del PD da presidente della commissione barriere architettoniche chiede che almeno si preveda, in sede di costruzione e non dopo, l’accesso ai disabili in tutte le sue forme.

Io riaffermo, sia in sede di discussione sia di voto (contrario), che la cifra sembra eccessiva dato il momento, che approvo la proposta Pongiglione-Romagnoli, che sarebbe meglio spendere meno e destinare ciò che si risparmia del mutuo (cosa tra l’altro possibile, non c’è vincolo di destinazione) ad altri scopi, magari sportivi, magari decentrati o per disabili.

Con la dichiarazione di voto mi tolgo anche un altro sassolino, appurata la questione “edificabilità”.

Si dice che non sono state fatte concessioni alla Curia, in cambio del terreno, perché lo spostamento dell’indice di edificabilità in altra sede era già previsto.
Già: però come stavano le cose? Era stata la Regione a bocciare l’edificabilità sul campo e a proporla in altra zona, sempre nell’ambito della “stupenda” speculazione mascherata che ha nome cittadella dell’innovazione.

Quindi il Comune, acquistando quel terreno dove il campetto era stato abbandonato al famoso “degrado”, magari in attesa di costruire, e pagandolo soldoni, farebbe comunque un gran favore alla Curia, ripagandoli dell’affare perso e senza pregiudicargliene uno successivo su altre aree.
Com’è, si chiede Arecco, e una volta tanto sono d’accordo, che quando si tratta di vendere, tipo S. Paolo, svendiamo, e se compriamo, paghiamo fior di soldini?

Ma il vero nodo cruciale di tutta la questione è che Addis, presidente di Commissione Prima, è anche Presidente di una delle squadre di hockey.
Questo non gli impedisce di partecipare alla discussione, prendendola a cuore, e anche di votare.
Quando gli viene ricordato, non si scusa o spiega, anzi rivendica il suo diritto, in quanto persona che appoggia sempre gli investimenti per lo sport, di appoggiare anche questo.

Il comportamento ci appare discutibile, sotto molti punti di vista.

Comunque, con il voto a favore di tutta la maggioranza, con più o meno entusiasmo, la non partecipazione del centro destra e il voto contrario di Pongiglione e mio, la pratica passa.

Seconda pratica, importante, gli equilibri di bilancio.

Il presidente Addis si alza in tutta fretta e lascia il posto alla vice Romagnoli. Evidentemente aveva concluso ciò che lo interessava e aveva altri impegni. Diversi consiglieri lo seguono.

Qui, in bilico sul numero legale, con la presenza di due funzionari del settore bilancio che rispondono a stanche domande, chiudiamo in fretta, per sfinimento, eccessiva vastità del tema, difficoltà di analisi.

Sulla pratica ci asteniamo. La maggioranza vota sì, il centro destra vota no. In Consiglio si vedrà.

 

Milena Debenedetti, consigliere del  Movimento 5 Stelle Savona 

 

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