MARGONARA Stampa
Scritto da Milena Debenedetti   

Margonara: è tutt’altro che finita

 
Vediamo di ripercorrere grosso modo tutta la storia, con qualche documento.
In principio fu il “villaggio mediterraneo”: una serie di casette che dovevano essere “in stile” con le caratteristiche costruzioni liguri, ma comunque estendersi a tappeto, a corredo del nuovo porto turistico intorno alla Margonara, fra Albissola e Savona...
 
Quel progetto fu bocciato, proprio per l’eccessiva espansione edilizia. Arrivò la brillante idea della torre Fuksas: concentriamo tutto l’edificabile in una torre sul mare, presentata sui progetti come qualcosa di etereo, trasparente, immateriale, e ci mettiamo il suggello dell’architetto di grido.
 

 

Il quale venne a Savona a pontificare e disprezzare le nostre brutture, circondato da una piccola folla di politici adoranti, lo stesso copione che era stato rappresentato a suo tempo per Bofill.

Crebbe la protesta della popolazione, dai fruitori storici della spiaggia innamorati del luogo ai semplici savonesi con ancora un minimo senso di rispetto per l’ambiente e per la congruità architettonica e paesaggistica.

Nacquero comitati  (“margonara viva”, “mamme della margonara”), che  organizzarono e organizzano tuttora belle manifestazioni per sensibilizzare sul rispetto di quell’angolo di paradiso, e che trovarono qualche sponda in pochi gruppi politici di sinistra e nei Verdi, i quali raccolsero firme per un referendum, che non fu mai autorizzato.

E con ragione: si sapeva benissimo che, a dispetto di tutto il pontificare che la città volesse il porto, che tutti fossero favorevoli a una speculazione edilizia terrificante e a un enorme rimessaggio di barche di lusso con opere annesse, in una Liguria già sovrasatura, in realtà la maggioranza dell’opinione pubblica, a parte chi aveva interessi diretti,  era fortemente contraria.

Ma niente, si arrivò trionfanti all’approvazione.

Ecco la cronaca del tempo...LEGGI

E una mia versione, un po’ colorita e sopra le righe, da spettatrice in sala....LEGGI

 

Debbo solo aggiungere, per completezza di informazione, che l’esponente del PdCI che votò a favore fu il giovane Larosa, oggi stabilmente nel PD.

Sul  fatto che, in un tentativo di mitigare l’idea speculativa, nella torre non si volesse residenziale, ci furono battibecchi con Albissola, da sempre favorevole all’affare e ansiosa di avere la propria fetta.

 

Poi arrivarono le prime bocciature, segnali di stop a livello regionale e nazionale. Anche perché nel frattempo qualcuno, come il bravo comandante Gianetto, continuava a segnalare una serie di seri problemi tecnici e nautici del tutto sottovalutati nel progetto.

Nel febbraio 2010 Fuksas, sdegnato, sbatté la porta. I savonesi ingrati non lo meritavano.

Il tempo, per i suddetti cittadini della Campanassa, di tirare un sospirone di sollievo, e rispunta Gambardella con un altro progetto, molto simile al primo bocciato a suo tempo, ma questa volta un po’ più contenuto, per lasciar fuori quelle zone intorno allo scoglio dove vi sarebbero vincoli paesaggistici.

Progetto bocciato in  Regione: la giunta Burlando cancella proprio alcuni porti turistici, e Margonara è fra questi.  Gambardella fa ricorso al Tar.

 

Siamo all’inizio di quest’anno, e iniziano le prese di posizione contro il porticciolo. Progetto superato, pensiamo al fronte mare, afferma il Sindaco uscente e ricandidato.

Eggià. Perché inizia una nuova campagna elettorale e il fronte antiporticciolo sembra miracolosamente compattarsi, fra chi era contro già prima, e rivendica meriti nella bocciatura, specie a sinistra, e i convertiti dell’ultima ora che ci ripensano  e sponsorizzano attività della spiaggia e dei comitati.

 

Tra chi invece continua ad avere le sue idee si segnala il presidente dell’Autorità Portuale Canavese. Non sembra rassegnarsi alla bocciatura  e non sembra voler accettare ipotesi alternative, come quella di farlo alle ex-funivie Miramare proposta da Berruti....LEGGI

 

Le manovre intorno a quella zona, nonostante da più parti si ribadisca che l’idea porto è morta e sepolta, continuano.

 

Ad agosto Uomini Liberi segnala una notizia secondo cui sarebbe stato venduto lo storico night club Lady Moon, all’ex-senatore Cappelli, insieme ad un’area di spiaggia demanializzata. Il cantiere Nautica Savonese lì accanto sarebbe di suo zio...LEGGI

Il 31 agosto, il Secolo XIX titolava: “Sorpresa Margonara, il porto c’è, protestano le mamme

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Ci si riferisce al fatto che i bagni Madonnetta sono stati definitivamente trasferiti a Vado Ligure, che il Piano Spiagge indica tutta quella zona come “bacino portuale” anziché, appunto, come spiaggia.

Alla comunicazione del trasferimento, affissa all’albo dell’Ente Porto, le “mamme Margonara” mandano, come previsto dalla legge, le proprie osservazioni, con lettera datata 27 agosto e recante 158 firme. Nessuna risposta formale,  se non accenni a distanza sui giornali. Secondo invio di sollecito risposta il 26 ottobre, visto che la comunicazione scadeva il 2 novembre.

Nel frattempo, bufera su Assonautica, lì accanto alle funivie, che Canavese vorrebbe sfrattare.

 
 
Andreino Delfino consigliere del MoVimento 5 stelle

E tre. D’accordo che tre indizi non fanno una prova, ma insomma… esisterebbe poi un contenzioso legato al riutilizzo della ex-capitaneria. Come si inserisce in questo contesto? E' arma di trattativa?

 

Comunque,  al di là delle dichiarazioni  generiche, non ci sono moltissimi fatti che  smentiscano decisamente le preoccupazioni. Come minimo, sembra in atto un braccio di ferro fra Ente Porto e Amministrazione, una discordanza di vedute sul destino delle aree.  

Come minimo, sempre che per tutti dichiarazioni di intenti e intenzioni concrete coincidano, perché a volte la mancata, o debole, reazione delle istituzioni farebbe pensare

 Nel frattempo demolizioni e degrado provocato han fatto l’opera loro. Togliamo il presidio dei Bagni Madonnetta… e adesso? Che intenzioni ha chi ha comprato? Qual è l’idea “birichina” di cui parla Canavese sui giornali? E il ricorso Gambardella, cosa può provocare nei vari scenari? 

 

Questo l’antefatto.

Con questo stato d’animo e preoccupazioni si affronta l’argomento in Commissione Seconda e Consiglio Comunale, dove ora ci siamo anche Andreino Delfino ed io col MoVimento 5 Stelle.

Premessa: nel PUC il porto era ampiamente previsto, con tanto di opere annesse ed eventuali infrastrutture.

Ora viene cancellato un po’ dappertutto nei documenti, dicendo che si prende atto del parere regionale. Ma nei discorsi di molti si percepiscono chiaramente dubbi, proteste, nostalgia, possibilismi. Così, “ a sensazione”, ma di rado queste impressioni, specie se condivise da molti, ingannano.  

Il Comune deve dare risposta alla Variante al Piano Territoriale della Costa della Regione, DGR n. 936 del 29 luglio 2011, che cancella il porticciolo, suggerisce di istituire un’area protetta ed eventualmente di dar spazio alla nautica in aree già portuali, soprattutto le ex funivie.

In Commissione il voto nostro e della Pongiglione di Noi per Savona-Verdi è favorevole alla delibera,  soprattutto per la prima parte, dire no definitivamente al progetto. Aree nautiche nel porto… va be’, se ne può parlare, ma non è prioritario, specie dopo l’ennesima bocciatura. Così lo intendiamo.

Si segnala una decisa presa di posizione del PSI per bocca di Pozzo...LEGGI

Marco Pozzo
 consigliere Socialista

 Il porto s’ha da fare, fino a rio Termine, questi erano gli accordi di maggioranza, se no votiamo contro. Il vicesindaco Gaggero gli suggerisce di presentare un emendamento in Consiglio.

A questo punto viene qualche dubbio, rinfocolato dai titoli sui media il giorno dopo.

IVG si sofferma sul via libera al polo della nautica nella zona Miramare, ex funivie, come avessimo votato quello. 

La Stampa “via libera al dibattito sul porticciolo Miramare” , e il Secolo XIX “affondo del PSI contro il porto alle Funivie”, riprendendo le richieste di Pozzo.

Qualcuno leggendo ci chiede: ma come, avete votato per il porto?

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In Consiglio si dibatte la Delibera di Giunta di adeguamento alla Regione. Arriva l’emendamento Pozzo. Il dibattito pare disinteressarsi un po’ di scogli e posidonia, recupero intelligente delle aree alla pubblica fruizione e legittimi interessi di comitati e cittadinanza, per incentrarsi, guarda un po’, sul porticciolo.  

Si gioca tutto su una frase-suggerimento della Regione: di individuare le aree per la nautica, “prediligendo le aree prospicienti l’ex terminal funiviario”.

Come dire, si libera dello spazio demolendo quella struttura utilizzata, accanto c’è pure Assonautica, utilizzate quella zona lì. 

 Invece i socialisti, come indicato chiaramente nella loro lettera, non si accontentano di quella vaga indicazione di principio, vogliono sia indicata una zona, e possibilmente ben più ampia.

Da qui l’emendamento di Pozzo. La prima versione, depositata il giorno precedente, voleva sostituire la frase della delibera di Giunta con “ a partire dalle aree prospicienti l’ex-terminal funiviario fino alla sponda destra del Rio Termine”.

Con buona pace della salvaguardia Margonara.

Poi, visto che evidentemente una tale formulazione avrebbe suscitato più di un mal di pancia in maggioranza, la versione definitiva dice “ a partire dalle aree prospicienti l’ex-terminal funiviario, nell’ambito delle zone portuali già trasformate.”

Ci chiediamo, se non andava bene il primo confine, perché non indicarne un altro veramente conservativo? Perché  ricorrere a quella strana formula vaga?

Ronza nella mente una frase: sappiamo che tutte quelle spiagge sono considerate “bacino portuale”. Quindi, già trasformate? E’ qui l’inghippo? Ci si vuole lasciare le mani libere, per progetti futuri? 

Frumento, penso davvero in un tentativo di chiarire, propone un sub-emendamento: “a partire dalle aree dell’ex-terminal funiviario, queste comprese, nell’ambito delle aree portuali già trasformate”.

Ma chiarisce poco. Semplicemente, sembrerebbe che, dato che l’idea dei socialisti (forse per non dispiacere a Canavese?) è di lasciar perdere il terminal nel progetto, proponendolo come esempio di archeologia industriale, Frumento precisi di includerlo, invece. Ma la differenza è minima, rimane inalterato questo concetto ambiguo di “aree portuali già trasformate”.

Io nel mio intervento esprimo tutti i miei dubbi sul fatto che, nella migliore delle ipotesi, si voglia proteggere poco di più dello scoglietto, come fosse sotto una campana di vetro.

Mi lancio in invettive contro i porti, siamo saturi di posti barca, va bene qualche struttura leggera, preferibilmente per nautica sociale, magari in concessione ad Assonautica o simili, ma basta infrastrutture inutili per rimessaggio barconi e tutto il cemento conseguente in terra e in mare.

Insomma, preciso che quel mio essere possibilista sul porto era solo per il recupero “leggero” di aree dismesse, ma già di uso portuale effettivo, non tali per dizione demaniale.

Alle dichiarazioni di voto rompo gli indugi ed esordisco che l’emendamento, così formulato, è ambiguo. E’ chiaramente un voler lasciar aperta una possibilità, è stravolgere o almeno stiracchiare il senso della delibera regionale. Quanto al sub emendamento, ci spiace ma cambia poco.

Così annuncio il nostro  voto contrario all’emendamento. Per la pratica si andrà di conseguenza, a seconda che venga approvato o no.

La cosa fa scalpore in sala.

Si vota. Per un emendamento del  Sindaco, suggerito da Aschiero, a protezione del Priamar, 28 favorevoli 8 contrari (il centrodestra). Noi ovviamente favorevoli.

Per l’emendamento Pozzo sub-emendato Frumento, 18 favorevoli, 10 contrari fra cui noi, 1 astenuto.

Per la pratica così emendata non ci resta che votare contro: 20 favorevoli, 11 contrari.

Da cui si evince che, per l’emendamento, due “malpancisti” della maggioranza che non hanno votato ci sono stati. Qualcun altro si è fatto prendere dai dubbi e dagli scrupoli. 

Non così SEL, che ha visto un film tutto diverso e afferma trionfante di aver salvato tutta la spiaggia a levante di Mondo Marine, sicuramente esclusa.

Né Rifondazione, che accusa senz’altro chi ha votato contro la pratica di essere favorevole al porticciolo Margonara, sic et simpliciter.

Entrambi poi ci aggiungono la chicca, l’infamia di essersi nel voto “confusi con la destra”. A sollecitare il lato ideologico.

Che noi, invece, ricusiamo. Noi pensiamo ai fatti, e votiamo a seconda di questi.

Da parte sua Pozzo, autore dell’emendamento, in una risposta su Uomini Liberi, ribadisce le intenzioni di estendere il porticciolo “in quell’area compresa fra la Torretta e il molo prospiciente dell’area rimessaggio barche denominata “Nautica Savonese”.

Quella dello zio di Cappelli? 

Quasi in contemporanea Albissola Marina, su proposta di Silvestro e Nuova Rotta,  ribadisce il suo fiero NO alla decisione della Regione e rivendica un porticciolo che includa il suo territorio, pur nel rispetto dell’ambiente (mi chiedo come).

Tutti a favore, solo il capogruppo del PD e un altro si astengono. Altri “malpancisti”? Curiose coincidenze?

O ci si prepara una sorta di accordo, magari per tacitare il ricorso e i costi conseguenti, un “Gambardella-tris” un po’ più striminzito?

 Chissà. Ma naturalmente, come afferma SEL, noi siamo i soliti grillini che votano contro tanto per avere un po’ di spazio sui giornali. Bastian contrari e irresponsabili.

Curioso come venga taciuto che anche Pongiglione di Noi per Savona-Verdi abbia votato nello stesso modo nostro.

 A noi piace che uno conti uno, perciò ho fornito dati, cronistoria, anziché giudizi preconfezionati e proclami stentorei.

Perché i cittadini, in autonomia, possano valutare i termini della questione Margonara e le nostre posizioni in merito. Quel che contano sono le informazioni e i fatti, non le intenzioni.

Posso solo dire che noi, cittadini come gli altri, prestati alla politica, e non partito, abbiamo deciso in tutta coscienza e in piena libertà, senza “linee” o “accordi” da seguire. E continueremo a vigilare. Il futuro dirà chi aveva ragione.  

Milena Debenedetti, consigliere Movimento 5 Stelle Savona 

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