PUC (IN) DOLOR Stampa
Scritto da Milena Debenedetti   
COMMISSIONE SUPER VELOCE
PER IL PUC (IN) DOLOR

Vediamo di dare un’idea di questa veloce, superveloce, fin troppo veloce Commissione di mercoledì 28 settembre.
Riepilogo puntate: il PUC approvato dalla precedente Amministrazione è al vaglio della Provincia. Dopo diversi rimpalli di osservazioni e risposte comunali, siamo alla stretta finale. Si discute quindi sull’ottemperanza ai rilievi di legittimità della Provincia stessa.

Prima ancora della delibera di Giunta, si sono tenute diverse Commissioni con lo scopo di illustrare il PUC medesimo, specie ai consiglieri “neofiti”.
 

Si sono affrontati solo in minima parte i distretti, le problematiche, le obiezioni provinciali. Più che altro una legenda, una spiegazione per orientarsi nella marea di documenti.

C’è gran fretta, su questo PUC, nonostante abbiano aspettato più di dieci anni e ormai sia nato vecchio, vecchissimo, fuori tempo massimo, obsoleto, mentre si procedeva variante dopo variante; ora sembra abbiano il diavolo alle calcagna, accelerando riunioni in vista della decisione definitiva.

Si inizia la Commissione che deve esaminare la delibera di Giunta, di accoglimento dei rilievi provinciali.

Il PUC è lì, concreto, in mezzo a noi, sul tavolo. Due faldoni spessi venti centimetri, così pesanti che la egretaria della Presidenza si è fatta aiutare per trasportarli.

Sui giornali campeggiano titoli come: no al cemento, Savona dice basta al cemento. Con quei plichi di cemento puro già approvato e benedetto che schiantano il tavolo riunioni?

Un po’ come la guerra per portare la pace, direi. Qualcosa non mi torna, pare di vivere in una realtà parallela, da una parte le riunioni e i documenti con i grandi distretti di trasformazione, dall’altra i proclami: basta, è ora di finirla col cemento, ripensiamo tutto, pianifichiamo, usiamo gli strumenti urbanistici eccetera eccetera.
In realtà è la Regione ad aver stoppato la Margonara, io ricordo benissimo, nella precedente Amministrazione, il Consiglio Comunale che approvò trionfante il progetto Fuksas. E’ nel corso dell’iter del PUC, su spinta regionale e provinciale, che si sono introdotti strumenti di pianificazione dove non c’erano, che zone previste come ambiti soggetti a semplice licenza edilizia sono diventate distretti di trasformazione.

Mi pare che siano state subite, le (pur minime) modifiche cautelari. Ora però le si rivendicano come conquiste.

Vabbe’, bisogna giocarsela politicamente. Se una percentuale di savonesi che arriva quasi al quindici per cento ha votato apertamente i promotori del cemento zero, quanti altri nemici della speculazione edilizia sono annidati fra gli elettori della maggioranza, non solo nelle sinistre, ma anche nello stesso PD? Direi tanti, tanti davvero. I favorevoli allo scempio, se togliamo i beneficiari diretti e indiretti del giro economico, sono pochini, ci scommetto.

Ma come la mettiamo con quanto già stabilito e gli interessi ineludibili?

 

Il mondo della realtà parallela fa spuntare, sempre sulle pagine dei giornali e nei punti del prossimo Consiglio Comunale, un ordine del giorno di Sindaco e Maggioranza che si impegnerebbe per una riduzione del cemento, per rinegoziare quanto già previsto dal PUC, per ridimensionare o annullare certi interventi.
Il condizionale è d’obbligo, perché di questo documento che stravolgerebbe l’impianto del PUC approvato e in via di ratifica, a noi poverini della Commissione che dovrebbe semplicemente discutere del tutto, non è dato sapere.

Come non dar ragione, in questo caso e nel merito, a prescindere da contenuti politici, al consigliere Romagnoli (PDL) che lamenta la non conoscenza dei contenuti dell’odg, al consigliere Arecco (Lega) che ne mette in discussione gli effetti pratici, vedendo un po’ difficile operare retromarcia brusca su progetti già avviati e su zone date per edificabili.

Infatti intervengo anch’io, rivendicando perplessità sulla differenza fra ciò che si legge sui giornali e su ciò che si discute in Commissione.

Ovviamente, di tutti gli intervenuti, sono l’unica ad essere rimbeccata dal Presidente della Commissione Zunino (Rifondazione), non senza un filo di sarcasmo ( “consigliera Debenedetti…”) che cogliendo al volo un suggerimento di Pesce (Lista Berruti) afferma trattarsi di odg della maggioranza e quindi non di pertinenza della Commissione. Come a sottolineare la mia sprovvedutezza.
Noi leggiamo sui giornali gli odg della minoranza, voi quelli della maggioranza. Cicca cicca.

Ohibò. Ho detto le stesse cose degli altri, solo dopo di loro. Qualcuno ha anche sostenuto che un odg del Sindaco dovrebbe essere di tutti i cittadini, non della sola maggioranza. Come mai non ha replicato a loro come a me?

Ma si sa, noi siamo sempre e comunque quelli “un po’ più cattivi”, da cazziare a prescindere. Dobbiamo farci l’abitudine.

Per il resto, si registrano la disponibilità e l’atteggiamento sempre corretto del Vicesindaco Gaggero, che magari sarà filocemento, ma non opera eufemismi e non si sottrae alle spiegazioni, insieme con l’architetto intervenuta.
Si capisce da qualche dettaglio che le già larghe maglie del Piano Casa regionale sono state interpretate, laddove c’era discrezionalità dei Comuni, nel modo meno restrittivo possibile, per esempio sui centri storici.
Si nota che quasi nessuno afferma con forza: Margonara non s’ha da fare né ora né mai. E’ più un prendere atto lasciando un tenue velo di possibilismo.
Serpeggiano da parte di alcuni, anche in maggioranza, languide nostalgie cementizie verso quel poco che ancora, per il momento, non si può fare. Per esempio in collina.
Si parla ogni tanto di social housing e di necessità delle classi disagiate. Da far sospettare che questi discorsi siano destinati a diventare la foglia di fico, se non il grimaldello delle nuove speculazioni.
Quando viene enunciato dal Vicesindaco il proposito di coinvolgere maggiormente Commissioni e Consiglio d’ora in poi, alcuni lo prendono come una possibilità di suggerire più cemento, stante la benevolenza del Vicesindaco stesso, secondo il quale il metro di giudizio sono i vantaggi alla cittadinanza. Se un progetto porta vantaggi, si può costruire di più.

Pare ovvio, lo dico nel mio intervento finale, ma ovvio non lo è tanto, che magari la discussione progettuale potrebbe portare anche a meno cemento. O no? Hai visto mai.

In effetti, stante la surreale dicotomia fra articoli e odg fantasma da una parte (che si arricchisce via via di particolari nelle cronache: vi sarà pure contemplato il terzo segreto di Fatima?), PUC concreto e cementizio dall’altra, la discussione su come quando e perché costruire meno non viene neppure sfiorata.
Il discorsetto finale di Zunino in veste di Rifondazione che annuncia il voto favorevole del suo gruppo, perplesso sul PUC nell’amministrazione precedente ma ora fiducioso delle modifiche, è l’unico accenno ai propositi di riduzione. Da accettare come atto di fede.

Diciannove a undici, nessuna incrinatura nella maggioranza, non dico nel voto, ma neppure a parole. Si va. Discussioni, dubbi, progetti concreti sono rimandati al futuro. Dato per scontato che anche nel Consiglio di martedì prossimo sarà tutto uno sventolare, da una parte e dall’altra, propositi filosofici, in attesa dei fatti.
Mai come in questa riunione il semplice cittadino, con i suoi dubbi e speranze ed esigenze, mi è sembrato lontano, lontanissimo, dietro un vetro spesso da cui, anche se prova a parlare, la voce proprio non si sente.

Milena Debenedetti, consigliere Movimento 5 Stelle Savona

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