Nelle Albissole polveri e idrocarburi Stampa
Scritto da Antonia Briuglia   

NELLE ALBISSOLE POLVERI E IDROCARBURI:
 SILENZIO SI RESPIRA !!!!

Il 18 maggio scorso ho spedito questo comunicato ai Sindaci di Albisola Superiore, di Albissola  Marina, all’Arpal di Savona, all’Ordine dei medici  e a La Stampa. Ancora oggi devo avere una qualsiasi risposta dagli Enti interpellati e dalla Stampa che non ha creduto utile pubblicarlo, quindi ritengo che la libera informazione sul nostro blog possa rivelarsi efficace, come sempre, a fare opera di informazione e sensibilizzazione della cittadinanza

Comunicato stampa

 EMISSIONI NOCIVE NELL’ARIA DI LUCETO E DELLE ALBISSOLE.

 Il 18 maggio, aprendo le finestre alle 7.00 del mattino, è accaduto quello che, ciclicamente, accade da anni.

Un forte odore d’idrocarburi ha invaso le stanze di casa. Lo stesso cattivo odore acre che, a intervalli di tempo, rende, nelle primissime ore del mattino, l’aria del paese irrespirabile. Io abito ad Albissola Marina ma la stessa cosa capita nella vicina Albisola Superiore e, mi raccontano gli abitanti, ancora di più accade nella frazione di Luceto.

Considerato che il traffico cittadino è un fenomeno giornaliero e non così marcatamente ciclico e che a Luceto, meno che mai, questo fenomeno sia presente proprio nelle prime ore del mattino, m’interrogo da tempo su cosa inquini l’aria in questo modo come sono certa se lo chiedano da tempo gli abitanti delle Albissole.

Chiedo quindi alle autorità preposte, Sindaci delle Albissole e Arpal, che si provveda a fare in tempi brevi, un’indagine e un serio controllo sulla causa di questo fenomeno, considerato che oltre al traffico veicolare, persistono soggetti industriali che potrebbero essere causa del pericoloso inquinamento atmosferico della zona, come la vicina centrale a carbone o l’ azienda che produce bitume nella vicina Carpineto. Tale intervento s’impone in modo urgente visto il dilagare preoccupante di casi di tumore proprio nella frazione di Luceto e nelle vicine Albisole.


Luceto

Questo comunicato non vuole essere una precisa accusa a questa o quell’attività produttiva, ma è una forte richiesta che si faccia piena luce su questo fenomeno e che, in primo luogo, siano i Comuni a svolgere le mansioni di controllo previste dalla legge.  

Il cattivo odore è comunque assimilabile a idrocarburi ed è molto simile a quello che si sente quando si coibentano i tetti delle case col bitume, per questo l’idea che l’attività che produce bitume nella vicina Carpineto, ormai attigua alle costruzioni e a un’area oggi densamente abitata, possa essere responsabile, si fa sempre più credibile.

Il Comune di Albisola Superiore ha pensato bene di riqualificare ( così viene dichiarato quando si lottizza)  l’area sulla sponda destra del fiume proprio prossima  alla fabbrica, costruendo altrettante nuove residenze.

Sicuramente le autorizzazioni ci saranno tutte e tutto sarà regolare, come saranno regolari i controlli eseguiti dall’azienda stessa che diranno che tutto è nei limiti di legge, ma gli impianti di conglomerato bituminoso sono dichiarati impianti insalubri di prima classe e la loro cancerogenicità legata agli idrocarburi policiclici aromatici (IPA) sono classificati IARC , quindi pericolosi e elencati nel gruppo 2A alcuni e altri nel gruppo 2B delle emissioni cancerogene.

Una qualsiasi risposta alla segnalazione di una privata cittadina che solleva un disagio sarebbe stata gradita, avrebbe anche potuto essere rassicurante, ma purtroppo tutto tace.

Le piogge acide sono, poi, altamente inquinanti e nella zona molti abitanti coltivano orti e vivono all’aria aperta esposti ad un sensibile inquinamento a livello polmonare e non solo.

Per non parlare dei numerosi camion che, transitando giornalmente, fanno ulteriormente salire le emissioni inquinanti in atmosfera.

Il Comune di Albisola Superiore ha il dovere di controllare o chiedere che si faccia. Ciò è contenuto proprio nelle dichiarazioni sottoscritte dalla stessa amministrazione nella Dichiarazione ambientale 2005/2008: Relazione sullo stato dell’ambiente di cui si allega uno stralcio.

 ….“ ASPETTI AMBIENTALI LEGATI ALLE ATTIVITÀ DI COMPETENZA DEL COMUNE

 Nel paragrafo seguente vengono riportate tutte le attività presenti sul territorio con la relativa gestione; in quelli successivi tali attività verranno descritte sinteticamente evidenziandone gli aspetti e gli impatti diretti/indiretti e l’eventuale significatività calcolata secondo il criterio riportato precedentemente.

A ogni aspetto significativo individuato è stato associato un obiettivo ed i relativi traguardi, sulla base della politica ambientale.

Ad alcuni aspetti non risultati significativi sono stati comunque associati obiettivi e traguardi per una migliore tutela dell’ambiente e del territorio nell’ottica del miglioramento continuo del sistema.

 7.1 Prospetto di sintesi delle attività di competenza comunale

Attività comunali affidate a terzi / controllo comunale

Monitoraggio dell’inquinamento atmosferico, elettromagnetico, acustico, della presenza di materiali tossico-nocivi, etc   Laboratorio accreditato

……L’Amministrazione comunale ha previsto l’integrazione di alcuni contratti di servizio in vigore con alcune modifiche orientate all’adozione di una politica ambientale nella logica del continuo miglioramento delle prestazioni ambientali.”

Nella stessa relazione si redige un elenco delle imprese presenti sul territorio, compreso il bitumificio, e si riferiscono dati a proposito dei controlli ambientali risalenti solo dal 2000 al 2003.  

 “…L’azienda effettua presso la sede operativa…… la produzione di conglomerati bituminosi e cementizi.

La ditta ha inviato:

  •  analisi delle emissioni in atmosfera eseguite in data 22/03/2000, 6/03/2002 e 10/11/2003 dalla ditta Servizi Industriali Genova SIGE S.r.l..

Tali risultati non hanno evidenziato superamenti dei valori per le grandezze fisiche e chimiche di cui alle lettere b) e c) dell’articolo 4 del D.P.R. 203/1988, stabiliti nei piani di prevenzione e conservazione approvati dal Consiglio regionale ai sensi della L.R. n.35 del 07/07/1994,

E’ necessario ottemperare ai seguenti obblighi ai sensi del D.Lgs. 277/91:

informare a riguardo di: rischi derivanti dall’esposizione al rumore; funzione e misure di protezione; significato e ruolo del controllo sanitario; l’esito ed il significato della valutazione effettuata dalla ditta.

Inoltre il datore di lavoro è tenuto a concedere il controllo sanitario ai lavoratori che ne fanno richiesta.

  •  Modello Unico di dichiarazione Ambientale (M.U.D.) presentato alla Camera Di Commercio Industria ed Artigianato di Savona, in data 11/04/2002 per l’anno 2001, ed in data 28/04/2003 per l’anno 2002.

La ditta ha inoltre comunicato in data 17/12/2003 Ns. Prot. n. 35745, l’intenzione di avviare l’attività di recupero rifiuti costituiti da fresati (CER 170302), ai sensi dell’art. 33 del D.Lgs. 22/97  e del D.M. 5/2/1998.

A tal proposito ha inviato le analisi relative ai test di cessione effettuati dalla Servizi Industriali di Genova (Sige).

 I fresati sono, notoriamente, rifiuti pericolosi perché composti di asfalto e bitume e anche su quest’attività, vorremmo essere tranquillizzati.

Il silenzio ci preoccupa, quando vorremmo che gli Enti preposti si attivassero finalmente per fare il loro dovere di controllori e non permettessero che questo restasse compito dei controllati.

Il silenzio ci preoccupa, quando sappiamo che nella Regione Liguria, l’Arpal, ente pubblico che per eccellenza dovrebbe salvaguardare con i suoi controlli la salute dei cittadini, è interessata da un’inchiesta per collusioni con agenzie privare di controllo e con Aziende e industrie che, tutto facevano meno che limitare le emissioni inquinanti “nei termini di legge” .

Il silenzio ci preoccupa, perché mentre nei cassetti comunali giacciono le risultanze prodotte dalle consulenze di certi  “laboratori accreditati” privati, qui si continua a respirare.

              ANTONIA BRIUGLIA

 

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