ASPETTANDO LA MAGISTRATURA Stampa
Scritto da Antonia Briuglia   

ASPETTANDO LA MAGISTRATURA

La Regione Liguria in linea con le peggiori realtà italiane continua ad annoverare incresciosi, a dir poco, episodi scandalosi oggetto di indagini delle diverse Procure.
Si passa dalla gestione vergognosamente allegra di fondi pubblici negli Enti, ultima la Regione Liguria, alle inchieste sull’infiltrazione, ormai avanzata, della criminalità organizzata negli appalti relativi alla cementificazione incontrollata del territorio, alle inchieste sulla disinvolta gestione finanziaria della Chiesa, all’inchiesta per  grave inquinamento e danni alla salute dei cittadini da parte della centrale a carbone di Vado.

Molte altre le inchieste che hanno caratterizzato la vita pubblica e politica ligure, anche  nella provincia di Savona e che hanno interessato color politici diversi, prova che la disonestà e l’immoralità con gli abusi che ne conseguono non hanno idee, non hanno colore e men che meno ideali e valori.

Di alcune inchieste s’è persa la traccia, altre sono andate a fine, diverse con conseguenze sulla vita politica e amministrativa  inesistenti, perché anche nella nostra Regione e nel territorio savonese la gestione politica del potere si è liberata dal sostegno di ideali e di valori.

Parole grosse! Ora si ricomincia con i valori dell’onestà, della trasparenza, della condivisione e dell’etica, diranno molti. Si sa che tutti crediamo in questi valori e tutti li esigiamo da chi ci governa, si sa che la società ha bisogno di valori, sennò come si farebbe ad andare avanti!

Così tra convegni sulla legalità, giorni dedicati, progetti scolastici patrocinati da Comuni, Provincie e Regioni, dedicati all’argomento ci si lava la coscienza e si continua come prima, perché anche noi cittadini se dobbiamo impegnarci personalmente o dobbiamo dare prova di agire di conseguenza , siamo latitanti.

Salvo poi scandalizzarsi per la notizia dell’ennesima inchiesta che mette in luce fatti ai quali ci siamo tristemente abituati, dove l’ennesima cricca, trovatasi scoperta, nega, lancia anatemi, minaccia denuncie contro la cattiva e avversa sorte condizionata da giudici cattivi e da cattivi giornalisti solo intenti a mettere alla gogna.

 

E intanto non cambia niente. Tutto va avanti come e peggio di prima.

Il territorio continua a essere inesorabilmente consumato, cementificato, manomesso.

 

Ci siamo ritrovati un progetto di cementificazione che non condividevamo, dichiarava in un’intervista alla Stampa, qualche giorno fa Il Vicesindaco  di Albissola Marina, riferendosi alla Maxilottizzazione “ Arcos” di Grana, tornata alla ribalta proprio dalla conclusione dell’inchiesta che vedeva il Sindaco di allora accusato di corruzione da parte dell’impresario costruttore.

Il mio giudizio sull’operazione Arcos portata avanti dalla precedente giunta è che si è trattato di uno scandalo politico cui noi, quando siamo subentrati nel 2009, abbiamo dovuto faticosamente porre rimedio: a parte che secondo noi fu un errore di partenza concentrare  sei palazzine in un’area così ristretta, dove il privato aveva quasi interamente realizzato la sua parte e venduto gli alloggi, mentre la parte pubblica, tranne strade e fognature, era rimasta al palo con il rischio di non venire mai realizzata perché il Comune non aveva più “armi” per obbligare il privato. La palestra, ad esempio, avrebbe dovuto essere realizzata già nel 2004, ma secondo il privato la giunta di allora non ha mai detto cosa voleva fare di quell’area. Stando alla convenzione firmata dal Sindaco  il privato non avrebbe dovuto consegnare l’opera finita, ma realizzarla fino alla concorrenza di una certa cifra. E i soldi non sarebbero bastati comunque».

 Si dà il caso che però, nella stessa zona, con l’attuale amministrazione siano state edificate altre numerose palazzine e la stessa lottizzazione sia andata a fine con la costruzione di altri palazzi (altro che palazzine!!!”), tutto senza soluzione di continuità.

Chi obbliga un’amministrazione a portare avanti progetti così dannosi e incompatibili per il territorio che mal li sopporterà e peraltro dubbi sulla gestione amministrativa, solo perché li ha approvati la gestione precedente?
  Un disegno di Serena Salino sui cantieri Solimano

 

 
Chi obbliga a perseverare nel danno?
E poi è proprio così inevitabile che accada, se si è realmente convinti  che sia uno scandalo  e un errore di partenza come il vice-sindaco in questione, oggi, sostiene?

Solo se la magistratura continuerà a indagare sui singolari aspetti legati a questa lottizzazione dai contorni dubbi, si potrebbe capire, ma in caso contrario tutta la vicenda cadrà nel dimenticatoio,Lo  stesso che ha inghiottito decine di altre vicende in questo e in altri Comuni.

 

La politica del cemento è salva e sempre più attiva anche a Savona, dove proprio in questi giorni si tenta di barattare deleghe politiche in cambio di assenso per cementificare il fronte mare degli ex-cantieri Solimano.

Sotto le elezioni gruppi politici che si fregiano di chiamarsi Sinistra ECOLOGIA e Libertà potrebbero avere serie difficoltà a giustificare a un elettorato che , magari crede , negli obbiettivi sbandierati dal nome, che in cambio di alleanze politiche e potere  rinuncia ai propri valori  per continuare a sostenere il PD savonese che rimette al suo posto un assessore proprio con l’intento di promuovere altro cemento.

 

La politica dei cementificatori e di chi inquina è salva.

“Noi non possiamo fare nulla, non abbiamo i mezzi….se non ci ordinano di intervenire non possiamo farlo”. Quante volte Arpal e uffici preposti al controllo del territorio hanno risposto così alle richieste di cittadini.

Intanto l’aria che respiriamo ci sta uccidendo e nella migliore delle ipotesi sta facendo alzare la soglia di malattie polmonari e cardiocircolatorie per non parlare dell’incidenza delle allergie respiratorie sui bambini.

E’ l’Ordine dei Medici di Savona a dichiararlo, eppure nulla si muove.

Il traffico delle nostre strade è sempre più insostenibile, le nostre case camere a gas  e la centrale carbone continua a bruciare dai suoi vecchi camini in attesa di un ulteriore ampliamento.

 

Eppure nulla si può fare. Il ricatto occupazionale zittisce anche i Sindacati che vedono addirittura nel progetto un toccasana per la gente, mentre la Magistratura indaga per omicidio plurimo, perché a lei si sono rivolti i cittadini, stanchi di essere inascoltati dalle istituzioni.

Il posto di lavoro. Quello che non c’è più. Quello che ad Albisola Superiore, fa escogitare altre soluzioni speculative come maxilottizzazioni edilizie, sostenute addirittura da sindacati e operai per sollevare le sorti di fabbriche volutamente fatte morire.

 

Come tutto si configura in quello che il Procuratore Capo di Torino Gian Carlo Caselli quest’estate, al campeggio dell’Anpi a Quiliano, sosteneva:

Il Procuratore Caselli a Quiliano

La politica costantemente delega alla magistratura i problemi che non sa risolvere ma con un corollario, una sorta di asticella che non viene mai scritta, mai esplicitata, ma idealmente fissata; quando la magistratura oltrepassa questa asticella, nel senso che tocca interessi che del controllo della legalità non ne vogliono sapere, ecco che scoppiano le polemiche furibonde contro la magistratura, esattamente quello che è successo in tutti questi anni per chi si è occupato di queste cose.
È questa capacità della Costituzione -diritti correlati a strumenti autonomi di presidio dei diritti stessi- che preoccupa ancora oggi certe forze politico-culturali del nostro paese che quindi vedono la Costituzione come un fastidio, come un ostacolo alla migliore realizzazione dei loro interessi, al recupero di quei rapporti di forza che sono precostituzionali e che si è cercato in svariati modi e si cercherà ancora di recuperare andando in contrasto in contraddizione in controtendenza rispetto a quelli che sono gli interessi di tutti i cittadini per privilegiare ancora una volta qualcuno soltanto, quindi per ridare cittadinanza alla parola privilegi istituzionalmente parlando, che sono proprio quei privilegi che la nostra Costituzione ha voluto cancellare fondando la sua architettura sul primato dei diritti uguali per tutti…”

 

Quindi anche qui nel territorio savonese non possiamo far altro che aspettare la Magistratura.

L’ultima rimasta a presidiare la Costituzione, ad applicarla.

 

E’ successo a Taranto con l’Ilva.E’ successo con la Montedison, con la ThyssenKrupp, e a Casale Monferrato con l’Eternit, dove solo la Magistratura, nella sua indipendenza, è riuscita e riuscirà a processare quei colossi verso cui si sono prostrati se non venduti politici, amministratori e purtroppo talvolta anche realtà sindacali.

La Magistratura è rimasta, paradossalmente, l’unico strumento di presidio e di tutela dei diritti dei cittadini, specialmente quello della salute e ciò a causa proprio della mancanza di autonomia degli altri presidi: quelli istituzionali.

Se non fosse così, non si spiegherebbero altre indagini più tragiche come quella sull’Arpal  da parte della Procura genovese, rea di aver manomesso risultati di analisi di grandi gruppi industriali, grandi inquinatori.

 

Se, poi, come sostiene un mio caro amico, siamo vittime di un sistema comandato da un gruppo di uomini, capi di stato, politici, alti prelati, industriali, banchieri, economisti che tessono le fila di un sistema dove  tutto è segnato e tutto serve ai loro  piani , allora l’azione della Magistratura diventa eroica.

Un eroismo che, noi cittadini, dobbiamo avere il coraggio e l’impegno di sostenere .

Noi cittadini - burattini manovrati dalle mode e dalle tendenze che diventano pensiero, intenti a soddisfare false necessità per le quali siamo disposti anche a rinunciare ai valori: dobbiamo togliere i bavagli, partecipare alla vita pubblica e renderci consapevoli che è necessario un cambiamento di mentalità.

Non dobbiamo accettare che la vita del nostro territorio debba essere necessariamente  questa. Insegnare ai nostri figli che fare politica non è necessariamente rincorrere il successo, la fama e i privilegi del potere nelle azioni e nelle cose, ma impegno e dedizione.

Dobbiamo coltivare una nuova mentalità e non lasciare soli coloro che si espongono per amore di giustizia.

Solo così non dovremo più limitarci ad aspettare la Magistratura.

 

ANTONIA BRIUGLIA

 

Si ringrazia Stefano della libreria Ubik per il testo  sul giudice Caselli .


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