Un regalo, per molti indesiderato anche se temuto Stampa
Scritto da Antonia Briuglia   

      LA MEMORIA LUNGA

 Natale è arrivato. Anche a Savona, a Vado, a Quiliano, nelle Albissole, a Noli, Spotorno e nelle altre cittadine della Provincia.

Come tutti gli anni è arrivato, ma quest’anno sembra averci portato un regalo, per molti indesiderato anche se temuto.

 L’ampliamento della centrale a Carbone di Vado è stato approvato in Regione Liguria. 

Sì avete capito bene, quella delle tante battaglie avvalorate da dati e analisi scientifiche che denunciavano dati allarmanti sulla salute del territorio colpito dalle emissioni della stessa e mai pubblicamente contestate, mai state oggetto di un corretto confronto tra le parti che hanno preferito sedersi ai tavoli decisionali senza tenere conto della volontà contraria dei 18 Comuni interessati, dell’opposizione netta della popolazione e dei Sindaci dei  Comuni di Vado e Quiliano, dell’opinione  di scienziati e medici che da anni a gran voce  comunicavano i gravi allarmi sulla salute. 

Hanno preferito discutere: Regione, Provincia di Savona, sindacati e Tirreno Power tenendo a dovuta distanza coloro che sono i più interessati all’intera vicenda: i cittadini che pensavano di aver già dovuto pagare un prezzo molto alto a causa della combustione del carbone con  quarant’anni di malattie, morti premature, alterazioni e inquinamento di un territorio che è stato sempre merce di ricatto occupazionale  e di scambio politico.

Il lavoro o la salute. Lo sviluppo o la decrescita.

Oggi le promesse di lavoro non sembrano del tutto credibili, sia per la crisi economica che in particolar modo la nostra Provincia sta attraversando , sia per la mancanza di capacità progettuali della classe industriale e di quella sindacale , fermi entrambi su scelte anacronistiche, obsolete e scarsamente innovative, quindi anche il ricatto “ Se vuoi lavorare, devi accettare qualche rischio sulla salute tua e quella dei tuoi figli…” non sembra reggere più.

Non bisogna essere necessariamente ambientalisti, conoscere perfettamente le risultanze scientifiche legate alla combustione del carbone, sapere che il “carbone pulito” non esiste, diffidare di chi oggi ci promette decisivi e miracolosi miglioramenti in fatto di emissioni quando sino ad oggi si è potuto auto certificare e dichiarare le proprie emissioni inquinanti senza che nessun ente pubblico potesse verificarne l’attendibilità, per non crederci più

La maggioranza di cittadini di Vado e Quiliano, ma anche di Savona, Albissola, Noli, Spotorno , Finale e degli altri Comuni sono contrari all’ampliamento della centrale a carbone e non solo sulle Delibere di Consiglio comunicate al Presidente della Provincia, ma  per la concreta opposizione dei loro cittadini.

 Grande è lo sconcerto per avere appreso la decisione favorevole della Regione Liguria e del Governatore Burlando che, nonostante avesse a conoscenza le problematiche e le aspettative della popolazione contraria , ma soprattutto la netta opposizione dei Sindaci dei Comuni di Vado e Quiliano, ha voluto salutare come mediazione, l’accoglimento delle richieste della proprietà, nelle parti più sostanziali e gravose.

 Grande è lo sconcerto per aver appreso come tutte le forze politiche presenti in Regione siano state complici e protagoniste di questo vergognoso accordo, dal PD all’IDV, al PDL( che in Provincia col Presidente Vaccarezza aveva il più strenuo sostenitore) .        

 Tutti senza distinzioni.

Grande, infine, lo sconcerto per la presa di posizione del PD provinciale che con il Segretario Di Tullio in testa, ma ampiamente sostenuto dal Consigliere Verdino e dalla Rambaudi, dimenticano di aver cavalcato i motivi dell’opposizione all’ampliamento , raccogliendo addirittura le firme in campagna elettorale e si permettono, oggi, di attaccare l’operato politico di due Sindaci , di cui uno , Ferrando, facente parte del Partito Democratico. 

Certo è grave nel PD non seguire in modo fedele e cieco le decisioni della Segreteria, non ubbidire agli ordini di chi con gravi incoerenze cerca di giustificare la bontà di un progetto di scempio ambientale che mortificherà il nostro territorio per altri 50 anni: potrebbe meritare una punizione. 

Ma noi avremo la memoria lunga.

Ci ricorderemo di tutti coloro che si sono resi responsabili o complici di questo progetto di scempio ambientale, quasi un crimine contro la popolazione che lo abita.

Ci ricorderemo di loro quando saremo, di nuovo, nella cabina elettorale.

Ci ricorderemo di loro per le prossime morti premature, per i prossimi casi di tumore, per tutti i bimbi asmatici o sofferenti che testimonieranno come tra la salute dei cittadini e gli interessi dei poteri forti, loro hanno scelto i secondi.

Ci ricorderemo di loro che hanno dimenticato quale sia il ruolo dei Sindaci eletti dai cittadini, che tengono onestamente fede al mandato che gli è stato conferito e per il quale sono stati eletti. 

Ci ricorderemo di chi non ha mai fatto nulla per verificare l’operato di autocontrollo delle emissioni in atmosfera e nei corsi d’acqua interessati dalla centrale e poteva farlo. 

Ci ricorderemo di chi non ha saputo essere obbiettivo e non ha  concretamente preso le distanze da chi ha deciso il futuro del nostro territorio  dando il parere positivo di VIA  pur non avendo le carte in regola,  essendo indagato per la valutazione ambientale di un’altra centrale a carbone: quella di Porto Tolle.  

Ci ricorderemo di chi non solo non ha voluto ascoltare la denuncia di medici e scienziati sui danni da polvere sottili e ultra sottili, ma anche di chi ha finto di credere a una battaglia ambientale, talvolta prendendone parte in prima persona, ma  senza poi  assumere posizioni di vera rottura con i loro partiti e le loro segreterie per chiedere, ad esempio, una verifica seria sui gruppi 3 e 4 che continuano a operare fuori dai parametri di legge. 

Ci ricorderemo di chi, mentre il mondo andava in un’altra direzione , funzionale  alla diminuzione dei livelli di CO2 e quindi ad una diminuzione della combustione da carbone ritenuto la prima fonte fossile responsabile del surriscaldamento globale del pianeta, a Savona promuoveva un aumento di produzione ingannando i cittadini sulla bontà dello stesso. 

E ci ricorderemo anche di chi come i Sindaci Ferrando e Caviglia hanno avuto, invece il coraggio di essere coerenti, con il mandato dei cittadini, con il programma elettorale ma soprattutto con se stessi.  

Non sono stati certo loro ad avere indebolito la trattativa politica in Regione, perché non si tratta su un progetto sul quale ci si sente in netto disaccordo. La trattativa è un compromesso, una falsa impostazione per tradire elegantemente i cittadini e soprattutto i propri elettori . E di questa procedura il PD è notoriamente maestro. 

Le ricadute sul territorio non saranno mai quelle che, chi si batte contro l’ampliamento della centrale e per la metanizzazione dei gruppi esistenti, chiede da decenni.

 Le sole ricadute ammissibili devono essere: la salute.

Solo quella avremmo voluto incassare e non ci arrenderemo certo facilmente a rinunciarvi.

La memoria quella sì non la perderemo e siamo certi di conservarla a lungo.  

                                                                                   ANTONIA BRIUGLIA

 

 

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