ALBISOLA SUPERIORE: LA RACCOLTA DEI RIFIUTI PORTA A PORTA Stampa
Scritto da Antonia Briuglia   

 ALBISOLA SUPERIORE:

CON LA RACCOLTA DEI RIFIUTI PORTA A PORTA,
 LA CONQUISTA DI UNA NUOVA COSCIENZA CIVICA

IL 31 OTTOBRE  2011.

Nel Comune di Albisola Superiore il 31 ottobre sarà una data memorabile, segno di una coraggiosa e necessaria decisione presa dall’Amministrazione Comunale che, a differenza di quelle dei Comuni vicini di Albissola Marina e Savona, ha finalmente sentito l’improrogabile urgenza di cambiare rotta sulla raccolta dei rifiuti, istituendo il sistema porta a porta.

 Se, è vero che, di raccolta differenziata ormai tutti parlano , non tutti ne conoscono a fondo i diversi aspetti e la straordinaria importanza. Molti pensano che buttare, ogni tanto, un sacchetto di giornali, qualche bottiglia di vetro o qualche contenitore di plastica sia il massimo che un cittadino possa fare per sentirsi un po’ migliore di quello, tanto criticato, dell’emergenza napoletana. Ma così non è.

La raccolta differenziata dei rifiuti diventa legge  nella CEE  nel lontano 1975 , mentre nei paesi del Nord Europa era già diffusa, ma in Italia non parte se non in qualche sparuta regione come il Friuli  e inutilmente viene disposto che entro il 2003 si dovesse raggiungere  il 35% di rifiuti da differenziare , perché lo stesso quantitativo viene nuovamente imposto come limite entro il 2009.

In Italia è ormai chiaro che, per decenni, non ci si crederà anche perché, forse, troppi saranno i business delle discariche indifferenziate se non abusive dove, nella migliore delle ipotesi, le batterie staranno con i medicinali, con i solventi, l’alluminio e i resti di plastica e cibo, come troppi, in Italia, saranno i terrapieni da riempire con detriti e rifiuti speciali, avvelenando i territori nella completa indifferenza.

A rallentare gli obiettivi di questa buona pratica, poi, subentrerà il miraggio dei forti potenziali guadagni prodotti dai “termo-cancro-valorizzatori”, intorno ai quali lobby, mafie, macro e micro aziende cercheranno i loro profitti.

La spazzatura può diventare reddito!” qualcuno sostiene con la presunzione del portatore sano d’innovazione tecnologica e i politici, che male hanno amministrato la materia ambientale fino a quel momento, cominciano a sperare che questo possa far tirare loro un sospiro di sollievo.

Pochissimi parlano di materie prime da riciclare, di sprechi da combattere, d’inquinamento ambientale portato proprio dalla mala-gestione dei rifiuti.

Anche nei nostri Comuni è stato così, per lunghi decenni.

Una decina di anni fa, quando come amministratore proprio nel Comune di Albisola Superiore, mi capitava di parlare di raccolta differenziata cercando una condivisione su questo obbiettivo che ho sempre ritenuto un obbligo morale da spingermi a promuovere interventi educativi nelle scuole, mi si rispondeva che sarebbe stata un costo troppo alto, che non sarebbe stata una pratica perseguibile, che di fatto poi, in pratica, non poteva funzionare .

Gli appalti alle aziende dei rifiuti sembravano essere l’argomento più importante. Chi ci porta via i rifiuti? Che servizio ci offre in più? Quanto costerà?  Che debiti il Comune dovrà sanare? Chi dovrà andare a ricoprire quella carica all’interno di quel consorzio? Quale discarica ampliare o chiudere?

Per decenni si è governato in questo modo, senza occuparsi degli impegni che sulla differenziata si sarebbero dovuti onorare, senza rendersi minimamente conto che non si sarebbe potuto andare avanti così all’infinito.

Per decenni nessuno si è preoccupato dove i rifiuti andassero a finire, tanto più il cittadino che disinformato e diseducato, crucciato solo dagli aumenti della TARSU.

Così alla fine del 2010, in una Liguria maglia nera della raccolta differenziata, mentre molti Comuni si impegnavano con grande senso di responsabilità e con virtuosi comportamenti individuali dei loro cittadini a raggiungere discrete percentuali della stessa,  i comuni di Savona (20%) , Albissola Marina(13%) e Albisola Superiore(21%) rimangono tra quelli peggiori.

Mentre disposizioni legislative impongono ai Comuni italiani di raggiungere entro il 2012 il 65% di raccolta differenziata pena l’aumento consistente di una eco –multa, la Liguria, fanalino di coda tra le regioni del centro nord con la differenziata  attualmente al 26%, prevede già un’eco multa  con un aumento intorno al  40%.

PERCHE’ LA RACCOLTA PORTA A PORTA?

La raccolta differenziata porta a porta è una tecnica di gestione dei rifiuti che prevede il  ritiro del rifiuto urbano presso il domicilio del cittadino.

E’ , notoriamente, quella che maggiormente consente di raggiungere elevati valori di raccolta differenziata e il metodo più funzionale per incrementare la percentuale di rifiuti destinati al riciclaggio.

 Col porta a porta vengono ritirati i diversi tipi di rifiuti: l’ umido  destinato al compostaggio, il vetro-alluminio, la carta-cartone, plastica e secco non riciclabile in giorni e contenitori diversi.

 I rifiuti urbani non differenziati vengono  ritirati con frequenze diverse a seconda della tipologia, di solito due o tre volte a settimana . Contestualmente all'avvio del sistema porta a porta vengono rimossi dalle strade di tutta l'area interessata i cassonetti per i rifiuti indifferenziati.

Il sistema è ormai collaudato, non solo nei Paesi europei che lo sperimentano da decenni, ma anche in molti Comuni italiani piccoli e grandi che hanno ormai capito con convinzione che l’ambiente e la salute sono patrimonio di tutti, anche di chi verrà dopo di noi, dando una prova di civiltà e di coscienza morale.

Paradossalmente, invece, l’aspetto ritenuto più problematico di questo sistema consiste proprio nell’eventuale scarsa collaborazione da parte dei cittadini. Infatti quanto più alta è la coscienza civica tanto più il metodo garantisce ottimi risultati che contrariamente a quanto alcuni cittadini albisolesi sostengono non  sta nell’organizzazione di altri ma proprio in quella consapevole dei cittadini stessi. 

LE PROTESTE ALBISOLESI.

Il Comune di Albisola si sta preparando e i suoi cittadini? “Non vedono l’ora !”  penserete.

No, protestano, si preparano alla disobbedienza, minacciano addirittura di portare i loro rifiuti nei cassonetti della vicina Albissola Marina che, come esempio di dabbenaggine e incoscienza sta bellamente sonnecchiando in compagnia della vicina Savona, sperando che qualcun altro, un giorno gli tolga le castagne dal fuoco.

Ad Albisola Superiore molti cittadini sono preoccupati, hanno paura e dubbi.

Qualcuno asserisce che l’umido in casa puzzerà, che nei negozi non si saprà dove mettere la spazzatura, che i bar e i ristoranti dovranno lasciarla per strada, che la popolazione anziana farà fallire l’iniziativa e che le multe sugli errori di separazione dei rifiuti colpiranno proprio loro e che sanzionare è allucinante.

Atteggiamenti che denotano come l’individualismo spinga spesso la protesta di chi pensa di avere solo diritti. Quelli di poter fare ciò che si vuole, di continuare, nel proprio egoismo, a non condividere un sentire comune, della necessità di farsi carico dell’ambiente dove si vive con buone pratiche che richiedono solo un po’ di buona volontà.

Collaborare e sentirsi fieri di avere l’occasione di fare qualcosa per un futuro migliore, anche per i nostri figli, dovrebbe spingerci a essere convinti che “questa è la strada!”. Una strada che ci allontanerà dallo spettro di inceneritori ricavati , magari nei gruppi dismessi di una centrale a carbone con conseguenze disastrose, che ci allontanerà da discariche ampliate  a dismisura che fagocitano interi territori persi per sempre, che ci allontaneranno dalle mafie dei traffici da rifiuti e dall’occultamento illegale degli stessi, dalle forme d’inquinamento e dallo spreco di materie prime.  Sarebbe giusto che questo accadesse senza ricorrere a sanzioni ,ma proprio l’ atteggiamento di molti cittadini ci convince che questa sia solo un’utopia e che sarà la  sanzione  una delle principali garanzie della buona riuscita.

Infine la convinzione che la popolazione anziana sia quella più confusa sull’argomento si rivelerà falsa. Molti Comuni virtuosi, anche nella vicina Valbormida, che hanno raggiunto livelli ragguardevoli di raccolta  differenziata hanno un’incidenza alta di popolazione anziana e questo dimostra che questa preoccupazione è solo un alibi.

Molti anziani sono attenti più di altri a queste pratiche, mostrando una saggia sensibilità e sicuramente non sono loro i responsabili di tanta inciviltà che spesso spinge le persone a credere che la strada sia una pubblica e libera discarica. (foto)

 Non è per tutelare questi barbari che un’intera comunità dovrà rinunciare alla costruzione di una nuova mentalità cittadina.

           ANTONIA BRIUGLIA

 

Le foto sono state scattate il 22 ottobre dalle 15 alle 16 nel Comune di Albisola Superiore

Via Alla Pace
Via Casarino
 Carpineto
Carpineto
Carpineto
Giardini del Municipio
Luceto
Luceto
Ponte Pertini
Ponte Pertini
Strada per Ellera

Via Alla Pace

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