La bufera del 12 maggio Stampa
Scritto da Antonia Briuglia   
RIPULIRE IL MONDO POLITICO
  CON ”SOMMA URGENZA”!!!!!
 

 

Le ultimissime dall’Italia del malaffare: 

Messina- novembre 2010 - la DIA emette ordinanza di custodia cautelare a persone affiliate a Cosa Nostra che grazie al sodalizio mafioso con l’amministrazione  comunale di centro-destra controllavano appalti pubblici col sistema della “somma urgenza”.

 

 Gela - febbraio 2011- vengono arrestati affiliati della “stidda” , cosca mafiosa che controllava, grazie a esponenti politici UDEUR, appalti pubblici col sistema della “somma urgenza” e che sparò nel 1992 ad un capo ripartizione –urbanistica che si opponeva agli appalti in odore di criminalità. 

……… 

Savona-maggio 2011- vengono arrestati alcuni imprenditori e un ingegnere del Comune di Vado *(vei rettifica  a fondo paginaper tangenti  ricevute in cambio di appalti facili dati ad imprese, indagate da tempo, col sistema della “ somma urgenza” e per riciclaggio. 

Una bufera per chi pensava di vivere lontano da quella parte di Paese nota per vicende di mafia, di camorra, di ndrangheta, ormai assimilate , ma vissute con superficialità perché ritenute lontane dal nostro mondo. Vissute perlopiù come appassionanti racconti da film, da serie televisive, da libri di scrittori come Saviano o Camilleri, ma dai quali ci si sentiva estranei.

Eppure qualcuno ci aveva parlato d’infiltrazioni mafiose anche al Nord, il Nord delle grandi città come Milano dove girano molti soldi e molti affari, qualcuno ci aveva spiegato che qui la malavita organizzata ha giacca e cravatta, è di bell’aspetto, ha spesso studiato, possiede belle case, partecipa ai salotti buoni e ai meeting delle imprese. E’ referente a tutti gli effetti del mondo economico e finanziario.

Ma era difficile immaginare che sarebbe stato così anche nella nostra città: una cittadina di Provincia dove, in effetti, tutti si conoscono e rischiano di frequentarsi: al bar facendo colazione, in ufficio, ad una partita, a teatro, davanti alle scuole per prendere i figli.

Roberto Drocchi

 UNA BUFERA QUELLA DEL 12 MAGGIO. 

Soprattutto perché tra pochi giorni a Savona si vota e “caso vuole” che il Capo Ripartizione del Comune di Vado, sia anche stimato Consigliere Comunale del Comune di Savona per il PD e candidato alle nuove amministrative per lo stesso partito che sostiene il Sindaco uscente.

Un candidato che, per i successi sportivi della sua squadra di basket, sarebbe sicuramente diventato il capogruppo del partito nel prossimo Consiglio Comunale.

 Una carriera politica sicura, interrotta dalla Magistratura che evidentemente, non si occupa solo di perseguire il Presidente del Consiglio e i suoi Ministri, ma che, dopo anni di serio e meticoloso lavoro, produce cinquanta pagine di Ordinanza dove si può conoscere un ingegner Drocchi che intasca bustarelle ripreso da telecamere, che, intercettato telefonicamente, fa affari con gli altri arrestati, che è punto di riferimento di un malaffare delle istituzioni degno di una vera associazione a delinquere, che dichiara di versare danari, troppi danari alla sua Riviera Basket che, mentre diventa una macchina di consenso politico, gli frutta lauti rimborsi spese. 

Brutta cosa per il Sindaco Berruti che è costretto a dichiararsi scosso ma nello stesso tempo a prendere le distanze, come fa tutto il PD che si precipita subito a “scaricare “ Drocchi diventato elettoralmente ingombrante.

Ma Drocchi non è un candidato qualunque, non è solo un Consigliere Comunale e un dirigente di un Ente pubblico, Drocchi è un uomo sul quale il partito ha puntato molto. E’ Presidente della Commissione Comunale Urbanistica di Savona, un Comune che non solo ha assegnato diversi lavori alla Scavoter, (principale impresa oggetto dell’inchiesta)  ma ha venduto ai Fotia, unici richiedenti, anche il palazzo dell’ex scuola degli Odontotecnici a Santa Rita per 750.000 euro, perché questi autocertificassero l’assenza di rischi idrogeologici, la trasformassero in otto appartamenti e ne vendessero due , guarda caso, alla moglie dello stesso Drocchi per soli 440.000 euro.

Lorenzo Basso

 Ma il PD si sente tranquillo, Palazzo Sisto non è neppure sfiorato dall’inchiesta . “ Se avessimo avuto anche un minimo segnale non avremmo messo in lista una persona indagata” così dice il Segretario Regionale  Lorenzo Basso in un intervista al Secolo XIX lo stesso giovedì 12. 

Drocchi però era un candidato speciale, un astro nascente, un candidato “ in pectore” a cui  si pensava addirittura come assessore o capogruppo.

Nessuno, però, ha mai sospettato nulla, neanche a Vado, dove il Sindaco sconvolto spera ancora che Roberto sia innocente.

 Certo si sa che nelle amministrazioni il potere dato ai capi ripartizione soprattutto nell’urbanistica è smisurato e che spesso è usato con disinvoltura e arroganza nei confronti dei politici che si avvicendano, ma i Sindaci devono imparare a “ mettere bocca sul lavoro” dei loro dipendenti, soprattutto se funzionari.

Vigilare è fondamentale per non passare, se tutto va bene, per sprovveduti.

 

A Vado invece tra una distrazione e l’altra si costruivano fatti che la Procura non tarda a definire “ di assoluto allarme sociale”, con tutti gli ingredienti che si rispettino, con il commerciante che ripulisce il denaro e il poliziotto- talpa compresi.

Il problema però non sono né le inchieste, né le notizie  diffuse sui giornali , o gli arresti  anche fossero “ ad orologeria”: il problema sta alla base del modo di fare politica.

 

Risultano strumentalmente inopportune le critiche del Pdl sui fatti accaduti e sulla volontà di fare chiarezza, quando in altre parti del Paese sono state sciolte amministrazioni intere del centro-destra in odore di mafia e quando è noto che lo stesso fenomeno non fa difetto a numerosi amministratori nel sud Italia.

 

La ditta Scavo-ter

 

Risultano inadeguate le prese di posizione di quelle forze politiche di sinistra  che cercano di distinguersi da un grande partito come il PD che mentre garantisce poltrone e potere, potrebbe contaminare la credibilità di chi ha sempre urlato contro i difetti dello stesso perdendo consensi elettorali. 

Insomma anche se si vuole minimizzare sul significato politico della vicenda il danno è di tutti e rischia proprio di gravare più di quanto si pensi. 

Tardivo il monito del Sindaco Berruti ”Serve rinnovare, bisogna fare meno attenzione al potere”.

Bisogna avere il coraggio di ripulire la politica e farlo con “somma urgenza”.

Non possiamo permettere che questo cancro si diffonda ancora.

Bisogna esigere da chi vuole fare politica: intelligenza, onestà e la serietà.

Bisogna imparare a dire: BASTA! 

  

CHE FANNO, INTANTO, GLI INDUSTRIALI E I SINDACATI?

 

Tutti scioccati, la Scavo-ter è conosciuta e quasi tutti gli hanno affidato lavori di movimentazione terra .

Il codice etico dell’Unione Industriali impone la sospensione ma “solo a scopo cautelativo”, sostiene Luciano Pasquale.

La preoccupazione dell’ente e che l’arresto di Fotia getti discredito sul comparto dell’edilizia, un comparto che a Savona ha vissuto fortune legate alla cementificazione di vasti territori, a legalizzate speculazioni con facili profitti. Tutti hanno saputo solo dai giornali.

Anche Ruggeri, che come presidente Ips, ha affidato alla Scavo-ter i lavori del parco Doria, con “grande equilibrio” dichiara di non conoscere nè Drocchi , né Fotia.

Luvarà della CGIL edili, invece, è più chiaro.”Ci vuole prudenza dichiara prima di fare accuse pesanti” Per il sindacato se molti parlano di infiltrazioni mafiose, saranno i magistrati a  stabilirlo ma “Savona non è una realtà dove se un imprenditore  non fa lavorare il tale gli bruciano il camion (dimentica forse che qualche camion anni fa è stato bruciato) e non si trovano segnali mafiosi sulla porta di casa.”

Insomma siamo bravi a Savona!

Bisogna ritenersi contenti che il rapporto mafia politica si sia solo così ben infiltrato a livello dei Palazzi del potere da non arrivare sulle porte di casa.

Il sindacato continua a farneticare, dopo i ricatti occupazionali subiti dagli industriali in cambio  della salute dei lavoratori e dei cittadini contro i quali si paventavano addirittura scioperi di piazza, oggi si arriva a stigmatizzare l’infamia dei rapporti  tra mafia, politica e poteri economici che offendono chi crede e vive nell’onestà.     

 

L’ infame rapporto tra mafia e politica che ogni giorno si alimenta di connivenze, vessazioni, violenze in molte parti d’Italia si sta diffondendo in modo sempre più pericoloso e strisciante e la difficoltà di sopravvivere sul mercato diventerà sempre più grave per chi, sia imprenditore che politico,  a queste regole non ci sta. Un intero sistema e la vita di tante, troppe, comunità nelle mani nella criminalità: questo il mondo politico e quello sindacale devono combattere.

Si deve combattere il binomio mafia-politica che diventa tessuto profondo:

senza la politica le mafie non sopravvivrebbero e senza le mafie la politica non sarebbe quella che oggi è diventata e che ha portato ad esempio allo scioglimento di 125 Comuni per irregolarità riscontrate nella gestione degli appalti pubblici e porta i clan a controllare le amministrazioni locali facendo eleggere propri uomini.

Ricordiamoci quello che titola proprio il PD lombardo nella sua campagna sulla legalità: la mafia è una tassa sulla legalità!

 

               ANTONIA BRIUGLIA 

 RETTIFICA: erroneamente era stata riportata la qualifica  di "il capo ripartizione urbanistica del Comune di Vado". Il Responsabile del Settore Urbanistica del Comune di Vado Ligure è il Signor  Alessandro Veronese il quale non è stato assolutamente coinvolto nella vicenda di cui trattasi. Chiediamo scusa.   

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