ECOLOGIA E AMBIENTE PER I SAVONESI Stampa
Scritto da Antonia Briuglia   
ECOLOGIA E AMBIENTE PER I SAVONESI
 ANCORA SOLO BEI DISCORSI !!!!!!
28 aprile ore 18.30 - torna Grillo a Savona
 
E’ tornato in Piazza Sisto per sostenere la lista “cinque stelle”, che si presenta per la prima volta, anche a Savona, nelle elezioni comunali.
La piazza è piena di gente, di tutti i tipi e di tutte le età e che farebbe ben pensare a una riscossa dei cittadini che, aderendo alle analisi e alle accuse che Grillo elargisce con generosità al mondo della vecchia solita politica, voglia veramente voltare pagina.
Si sarebbe tranquillamente potuto sperare che, in quella piazza davanti proprio ai palazzi del potere (Municipio, sede PDL e “PD meno L”), la gente fosse venuta lì per esserci veramente, per contarsi, per esprimere appoggio morale a chi vuole pensare per Savona, come è già avvenuto per altri luoghi d’Italia, alla realizzazione di un movimento tellurico che coinvolga dal punto di vista civile, culturale e politico .
 
Lui, con la solita grinta verbale, mostra di credere a ciò che solo la comparsa di pochi elementi in un Consiglio Comunale come quello di Savona, potrebbe voler significare e, forte del suo carisma, tiene viva l’attenzione di migliaia di persone.
Tra una battuta e l’altra, un’incazzatura e una valanga d’informazioni, comunica, come solo lui sa fare, una serie di verità, attuali anche per Savona.
 
La gente ride, si diverte e spesso batte le mani, ma le verità sono dure da digerire e duro è pensare che ci facciano ancora sorridere, soprattutto qui a Savona.
 
Qui a Savona, dove la politica da decenni si decide nei palazzi delle segreterie politiche di colore trasversale, dove l’inciucio e la spartizione del potere sono stati contrabbandati come “lavoro per lo sviluppo della città”  o capacità di essere opportunisticamente “concreti”, rischiando di difendere, spesso, solo il profitto di privati.
 
Qui a Savona, dove “il partito del cemento” ha generato mostri come il disabitato grattacielo Bofill, come il crescent, come la cementificazione della costa e delle fragili e dissestate colline, e dove si realizzeranno mega piattaforme container, riuscendo a cementificare anche il mare.
Dove, sempre per la stessa previsione di “modello di sviluppo”, si accolgono fino a quattro giganti da crociera (in “un porto non elettrificato”) che rimanendo accese per dieci ore di permanenza giornaliera, bruciano ben 90 tonnellate di gasolio l’una,(“9 tonnellate l’ora” è quel che  dichiara Grillo) diventando per la città ” un nuovo cementificio nel centro cittadino”. 

 

Savona, a due passi dalla centrale a carbone, con una classe politica che, di fatto, non si è mai apertamente opposta al suo ampliamento, perché fiduciosa in un carbone pulito (forse perché “targato De Benedetti” ) e prona al ricatto occupazionale dell’azienda cui è stato permesso per anni di auto controllare le sue “criminali” emissioni nocive.

Anche Savona , come gran parte delle  città italiane che si rispettino, come lo stesso Grillo ci ricorda e come noi ben sappiamo, città di potere  trasversale, di potere sottobanco, di poltrone da scambiare come le figurine, di politica di appalti e di poteri indiscussi, città di “candidati concordati”.

 La campagna elettorale del candidato del centro destra, Marson, che si definisce un non politico, forse perché riesce a essere uomo di punta di amministrazioni di centro destra e di centro sinistra e che pensa ci si sia dimenticati del suo sponsor Scajola, sembra proprio dar ragione a quanto Grillo testimonia stia avvenendo in Italia: “lo scambio e il baratto delle amministrazioni locali”.

Sembra scherzare Grillo quando dice ”Tu mi dai Milano ed io mi prendo Torino! “ e la gente ride, ma da ridere non c’è proprio nulla. La verità è che, così facendo, si rende questa democrazia sempre più inattuabile e si fa, di fatto, il gioco di chi sta al Governo e pretende di scippare del tutto il popolo sovrano dei suoi diritti inalienabili. 

Ride, si diverte il popolo sovrano savonese, ma quanti sono lì in piazza per vedere solo lo show? Quanti solo per fotografare il suo barbuto faccione? Per dire io ero lì, l’ho visto, mi sono divertito?  E poi…..poi tornare a casa e tornare a pensare che la politica debba essere quella cosa ignobile  lì,  fatta da chi l’ha sempre fatta.

Perché il popolo, se non in alcuni casi fortunatamente in aumento, non sa essere sovrano.

Si lamenta, mugugna ma poi, dietro la solita promessa personale, dietro il solito accordo, la speranza di un miglioramento sul piano personale ( il lavoro seppur precario per un figlio, la concessione di qualche variante per una proprietà, un permesso aspettato da tempo, la promessa di qualche favore ) elargita dal politico di turno, che si manifesta particolarmente amico  in periodo elettorale, allora cede.

D’altronde che potrebbe cambiare mai il mio voto nel mucchio?” pensa il cittadino- sovrano e così facendo garantisce un quinquennio di amministrazione a chi, magari, si è dimostrato inadeguato, colluso, deleterio per la gestione di una città e che, invece, condizionerà il futuro del territorio, nostro e quello dei nostri figli. 

Ecologia e ambiente per i savonesi, sono ancora solo bei discorsi. 

Belli quando sono urlati da Grillo in una piazza, belli quando sono difesi da candidati che in questa tornata elettorale, guarda caso, sono donne, come la Debenedetti (per la lista cinquestelle) o la Pongiglione ( per la lista Noi per Savona e Verdi), ma poco compresi come assi portanti di una politica globale. 

Savona testimonia ciò che accade ormai, da qualche tempo, in Europa.

Mentre in numerosissimi Paesi Europei il Partito Verde, sostenuto dai diversi movimenti ecologisti, riesce a essere parte dignitosa e forte della politica amministrativa e nazionale, ed è riconosciuto come parte determinante per le decisioni che via, via si prendono in quei territori, qui in Italia le cose vanno diversamente.

In Italia il movimento ecologista e lo stesso Partito dei Verdi non riesce a essere parte consistente nella politica dei territori e in quella della nazione, delegando, di fatto, l’iniziativa alle liste civiche che nell’affrontare pur egregiamente le varie questioni della gestione dei territori, lo fanno in mancanza di una sintesi politica comune.

Mentre sul piano locale la questione politica non sembra risentirne sotto il profilo del raggiungimento degli obiettivi, ciò non accade a livello nazionale e le battaglie che coinvolgono la nazione come la difesa della salute sotto il profilo alimentare, le scelte energetiche sulle fonti rinnovabili e le battaglie  referendarie, non ultima quella sul nucleare, sicuramente ne hanno già risentito.

                                    

                                          ANTONIA BRIUGLIA

 
 

 

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