d.C.19’ La terza Era del mondo Stampa
Scritto da A CIVETTA   

 

d.C.19’ La terza Era del mondo

Dopo ‘a.C.’ e ‘d.C’, ‘ante e dopo Cristo’; la terza ‘d.C.19’, ‘dopo COVID-19’.

CO(corona) VI (virus) D (desease, malattia) – 19 (2019 l’anno della sua scoperta, novembre, così dicono...)

 

 

Corona? Perché al microscopio elettronico questo infinitesimale ‘essere’ – pare la quadrimilionesima parte dell’area entro la circonferenza di un capello..., pensate! – si presenta, ineffabile e maligno, con delle protuberanze a forma di corona. Ed ha parenti stretti, un’intera famiglia: i coronavirus (coV), e tra i già noti ed in buona parte debellati, e comunque contrastabili: MERS (Middle Est Respiratory Syndrome) e SARS (Severe Acute Respiratry Syndrome), mentre lui, il COVID-19, sconosciuto, si espande silenzioso e subdolo, un contagiato qui uno là, che diventano tanti, quasi ‘a macchia di leopardo’ come collaudata strategia bellica, e se non è guerra questa...? Non suono di allarmi ma sibili di sirene di autolettighe di Croci Rosse, Verdi, Bianche, non Rosa per fortuna ...ormai in tutta l’Italia di corsa verso il primo Pronto Soccorso! Strade vuote e vie deserte... da Apocalisse. Guerra contro un nemico invisibile, che non vedi e non senti, ma che si insinua a tradimento, diffuso da un tuo simile, ignaro e inconsapevole. Qualche linea di febbre e colpo di tosse, e ‘lui’ è già sceso in profondità per poi prenderti vigliaccamente alla gola come un bieco strangolatore assassino: non farti respirare e, senza ossigeno,... bloccarti la vita! E non ci sono barriere o linee di confine che lo trattengano: da un borgo e paese all’altro, e così città regioni stati e continenti... e invaderà il mondo se non si riuscirà a fermarlo. E per la scienza medica ci vorrà tempo.

Oggi siamo all’opposto delle pestilenze che dalla notte dei tempi hanno flagellato l’umanità. Quando, considerate ‘castigo di Dio’, si indulgeva presso di Lui con preghiere e processioni e altro (perseguendo l’immunità di gregge) e... il morbo cessava, improvvisamente. Dio aveva perdonato, era ritornato buono e ...certo non leggendosi quante altre processioni erano state lasciate dietro... poco meno della metà i rimasti: miracolati! Ma allora c’era l’uomo, solo con o contro Dio. Oggi, che Dio è sovrapposto da fatti più terreni, la Scienza, che pure Gli va sempre rasente, dice, e i Governi impongono, no assoluto a processioni, assembramenti, crocchi e altro (applicazione cino-italo-europea), via tutte le  competizioni sportive, chiusi teatri cinema e musei...per distanziarsi, l’umanità, l’uno dall’altro e gestire il periodo in stretta autonomia personale, con i propri cari, chi li ha, e magari cercarlo e ritrovarlo... Dio: ciascuno in una propria ‘isola’. Oggi, per quanto ne sappiamo..., l’unica barriera, di impianto ‘scientifico’, diciamo, siamo noi, singoli, e con l’aiuto instancabile ammirevole impagabile di tutti gli operatori sanitari e di quanti ad esso affiancati, forze di polizia, protezione civile, ecc..: ciascuno di noi, per sé e per gli altri. A non dargli adito, alla ‘bestia’, che ci raggiunga e ci pervada, e per non trasmetter- la e contagiare! E salvarci.

Se... e come, ce la faremo, nel mondo sarà una Nuova Era: l’Era ‘d.C.19’!

E dunque, stiamo a casa, certo, stiamo lontani (almeno un metro) in contrandoci, diamoci di gomito, evitiamo contatti il più possibile, anche a costo di grossi sacrifici interpersonali di ogni genere.

Ciò a dire: stare in casa, ripetiamo! Per sopravvivenza di noi, dei nostri cari, parenti, amici e... di tutti! E di una ‘Civiltà’, la nostra, e ogni altra del mondo, ma stiamo a questa, l’occidentale..., la più progredita, che da quest’anno dovrà comunque cambiarsi d’abito, mentale, stante la precarietà della nostra vita, quella umana, sul pianeta, come stiamo toccando con mano, che ci dicono di lavarcele spessissimo. Imponendosi, l’umanità intera e i singoli Stati ed i viventi tutti, specie quelli che comandano, degli steccati alle ‘libertà del fare’, discernendo meglio – politically correct off – tra il più o il meno e il troppo o il ‘non’.

Stiamoci con la testa – e con il cuore – sulla terra, oltre che con i piedi!

– Avevamo intinto la penna accinti a scrivere di altro, per introdurre questo numero (già afflitti per quello a fianco, già scritto, che per Celle basta e cresce...) poi abbiamo pensato di dare e lasciare un cenno di partecipazione a questo immane evento. Rimandiamo al prossimo l’‘altro’, cellasco, speranzosi di rivedere presto la luce in fondo a questo tunnel imprevisto e imprevedibile. Quanto, non sappiamo ancora.

Auguri e...a presto!

Pierino Ratto.   A Civetta

 

   A Civetta - Periodico di critica, cultura e informazione

E' in edicola il NUMERO 37

 

 

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