Celle Ligure. IL FRANTOIO L’uivò Stampa
Scritto da A CIVETTA   

  IL FRANTOIO  L’uivò 

(olivario (lett.) non corrente)

 

Il Frantoio di Celle Ligure è una Società Cooperativa costituita da alcuni facoltosi olivicoltori cellesi:  

1. Rag. Giacomo Galleano Rosciano fu Bernardo, 2. Badino Gerolamo fu Giuseppe, Arimondo Tommaso e Avv. Bartolomeo De Cerro per l’Avv. Michele Poggi;  4. Pescetto Eugenio, 5. Guagnino Napoleone, 6. Ferro Lily, 7. Avv. Lagorio Alberto, 8. Mezzano Giacomo, 9. Segale Giobatta.

 

 Con atto Notaio Emilio Scorza dell’11 Settembre 1911 “per la costruzione e gestione dell’oleificio di Via Sanda” dove opera tutt’ora al civico n. 6.

Conta circa 400 Soci progressivamente numerati sul registro Societario. Numero in corso di essere rivisto, a detta del Presidente, per rilevare gli effettivi (viventi) poco più di 300.

Statuto molto semplice che consente l’iscrizione, anche a non residenti a Celle, con sottoscrizione di ‘almeno una azione’ (dalle iniziali 10 Lire agli attuali 30,00 Euro), divenendo Soci ‘la qualità di socio si perde per esclusione o morte‘, aiutando e collaborando per quanto possibile, usufruendo di prezzo di molitura ridotto.

Direzione e gestione affidata ad un Presidente più quattro Consiglieri, eletti ogni tre anni.

Prossima elezione Ottobre 2020.


 

«Lontano il ricordo del ‘gombo’: con una o due  ruote in verticale, prima in  granito, a girare e ‘frantumare’ le olive, dall’asino, a braccia e infine a motore. Giunta al punto giusto, l’amalgama granulo-oleosa veniva pigiata nelle sacche rotonde di erbe intrecciate, poi fibra di cocco, con foro centrale: sporte da eùiu (ceste per olio), da impilare sotto la pressa per la spremitura, anch’essa prima manuale e poi elettrica, per l’olio  “verzelìn”  (da ‘verzela’ una  frasca:  verde) L’olio  puro, di prima spremitura, giallo tendente al verdastro, quello che oggi è (dovrebbe essere) "l’olio extravergine. Poi veniva prodotto l’olio di seconda spremitura, estratto miscelato ad acqua bollente gettata a secchi sulle dette sporte, rimosse e pure il contenuto, e reimpilate per la spremitura: operazione spesso ripetuta più volte per estrarre tutte le particelle d’olio possibili e liquido incanalato in un grosso contenitore a vasca.La miscela, appena, non più fumante  entravano in attività gli  ‘schiumatori’, che con una specie  di  piatto d’acciaio con impugnatura, con fare esperto, colpo dopo colpo, asportavano tutto lo strato giallo galleggiate sul liquido scuro a riempire di olio grossi contenitori. Abilissimi, facevano gara, sino a raccogliere l’ultima goccia grossa come una moneta con un colpo senza prelevare un minimo di liquido!

Miscela e poltiglia che ormai prosciugata, la sansa, venivano ceduti ad operatori che li  trattavano  chimicamente (e forse non proprio salubremente), per estrarre ancora olio…!  Parte della sansa però restava ammonticchiata a far fuoco a scaldare l’acqua per le seconde e più spremiture.

Poi l’uomo ha inventato macchine, come quella del nostro concittadino: spremitrici e separatrici  per le prime  operazioni, e aspiratrici per le seconde, sino  a…’dall’oliva all’olio’: immediato! Negli anni 2000, grazie a intraprendenti Amministratori, il nostro uivò, rimasto unico nel territorio, è divenuto oleificio, dotandosi delle dette strutture. Con le quali, da allora, l’olio è prodotto ‘a freddo’, mentre  prima lo era solo il ‘verzelìn’ di prima spremitura, senza pressare troppo, quello per i padroni…

Questa, un  po’ di  storia, di come veniva prodotto qui dalle nostre parti, manualmente, l’olio. Alimento, che con la pianta  a fruttificare l’oliva, ha accompagnato l’evoluzione  della  civiltà nel bacino del Mediterraneo da millenni!»

 


 

L’attuale Consiglio di Amministrazione, volendo porsi in avanguardia, da due anni ha iniziato un progetto di rivalutazione dell’attività storica valorizzando la lavorazione di molitura con utilizzo delle più moderne  tecnologie olearie: così giungendo all’attuale capacità  produttiva fino a 1600 Kg/ora in 4 vasche segregate da 400 Kg/cad. Questo per consegna immediata del prodotto direttamente nei contenitori dei Soci e degli altri utenti, investendo anche in formazione di personale giovane per affiancare gli operatori storici e apprenderne tecniche e competenze.

Oltre a questa parte, primaria e storica, il progetto si pone di sviluppare  attività che si vorrebbe condividere con i produttori, le istituzioni, le associazioni di categoria e pure i consumatori, per giungere al confezionamento e vendita di olio extravergine di oliva italiano, e possibilmente ligure.

Proposta già in sperimentazione nella corrente stagione proponendo due varietà di olio, 100% di olive italiane – Multicultivar e Leccino– in bottiglie da 0,5 e 0,75 e latte da 3 e 5 litri.

Infine, ambizione sovrastante, la formazione e rivalutazione del sistema produttivo locale, con corrette tecniche di coltivazione e raccolta, per provare a migliorare e valorizzare la produzione olivicola e di conseguenza il territorio del nostro paese.

 

Ratto   A Civetta

 

 A Civetta - Periodico di critica, cultura e informazione

E' in uscita il NUMERO 36

 

 

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