Ambiente, cemento e turismo Stampa
Scritto da ROBERTO SOZZI   
Ambiente, cemento e turismo

 La discussione in corso a Savona riguardante le nuove costruzioni previste in riva al mare si concentrano sul dilemma cemento SI, cemento NO. Secondo me è veramente un falso dilemma per molte ragioni, soprattutto, in particolare per quanto riguarda Via Nizza; Molto diverso potrebbe essere il discorso se si parlasse della fascia collinare a monte.

Via Nizza è una zona, esteticamente parlando, molto brutta, soprattutto se si guarda verso il mare, forse la peggiore zona della città: barriere costituite da baraccamenti vari, muri di cinta orribili, palazzoni per condomini enormi ed anonimi, marciapiedi stretti e malridotti. Quindi gli interventi previsti, dal punto di vista estetico, a mio parere, non potranno che migliorare la situazione purchè la commissione edilizia che dovrà valutare i progetti contempli, tra i criteri con cui darà i suoi pareri, la compatibilità estetica e la bellezza.


Progetto Passeggiata di Via Nizza

Si deve anche considerare che l'intervento più corposo si effettuerà sul sito degli ex cantieri Solimano e che pertanto si andrà a sostituire cemento a cemento e anche in questo caso la situazione del luogo, dal punto di vista dell'estetica e della vivibilità, non potrà che migliorare.

Il problema a mio avviso però è un altro e lo sintetizzerei così: che città immaginiamo per il prossimo futuro? Quali prospettive per i suoi abitanti?

 Non solo i pensionati, magari ricchi, che si traferiscono dal Piemonte o dalla Lombardia alla riviera, ma per i giovani e meno giovani che devono procurarsi un reddito per vivere. Da questo punto di vista si dovrebbe discutere di un possibile sviluppo turistico della zona di ponente, si dovrebbe porre l'attenzione sul lavoro che il turismo potrebbe creare; I condomini, magari di seconde case, non portano lavoro duraturo ma solo per i pochi anni che dura la costruzione.

Se si ragiona di turismo, mi sembra evidente che la zona in riva al mare sia tra le più idonee per l'insediamento delle attività a questo connesse, come le attività ricettive, la ristorazione, i luoghi di svago e divertimento. Si deve anche considerare che le spiagge lungo via Nizza sino a Zinola sono forse tra le più ampie e profonde di tutta la provincia. E' in questa ottica che personalmente ritengo il progetto per la nuova passeggiata molto modesto e non idoneo a promuovere un vero sviluppo turistico per il ponente savonese.

Ho però l'impressione che nei “luoghi del potere” situati in istituzioni diverse e di vario segno (politico, imprenditoriale, sindacale) le attività legate al turismo non vengano prese in seria considerazione come possibile fonte di nuovi posti di lavoro e di reddito.

A questo punto credo però che oramai i giochi siano fatti e tra qualche anno avremo a ponente un quartiere certamente più bello e vivibile, un lungomare con una serie di nuovi condomini e qualche panchina dove gli anziani pensionati potranno godersi il sole di primavera. Per i giovani nulla.

Chi crede che possa esserci una sviluppo turistico per Savona a questo punto penso che dovrebbe rivolgere le sue attenzioni al centro città  e a levante. Qui vi sono a mio parere significative opportunità legate al possibile aumento della nautica da diporto, al recupero del San Giacomo e al Priamar. Alla nautica da diporto dovrebbe essere dedicata la ristrutturazione (o demolizione e ricostruzione) dei silos e degli impianti delle ex funivie a Miramare.


Area Miramare

Miramare, come dice il nome, prima della industrializzazione di inizio '900, era forse uno tra i luoghi più belli della città, dedicato alla balneazione. Ogni intervento progettato dovrebbe tendere, oltre che all'acquisizione di funzioni legate al turismo, al recupero ambientale e alla valorizzazione (in senso ambientale ed estetico) dei residui della scogliera originaria; al posto dei silos esistenti potrebbe trovare posto (come proposto da Italia Nostra alcuni anni or sono) una struttura-parcheggio su più piani per le barche di minori dimensioni; i capannoni limitrofi, ora abbandonati, dovrebbero essere trasformati in servizi per i diportisti; si dovrebbero prevedere idonei e sufficienti parcheggi e un ascensore  che colleghi il porto al San Giacomo; ove vi fossero imprenditori lungimiranti e interessati alcune strutture limitrofe al San Giacomo potrebbero essere trasformate in alberghi che dal porto turistico potrebbero trarre la loro ragion d'essere.

Discorso a parte merita la zona di Valloria e della Margonara. Li la costa non è stata ancora distrutta completamente e conserva ancora alcuni pregi ambientali soprattutto nella scogliera a mare nel comune di Albissola Marina. Pertanto il problema che si pone è quello di rendere compatibile la conservazione dei pregi ambientali ancora esistenti con la auspicabile predisposizione di un idoneo percorso pedonale che arrivi sino al confine di Albissola e la possibile costruzione del nuovo porto della Margonara, in via di progettazione. Sconfinando per un momento nel comune di Albissola mi sembra doveroso osservare  che il tratto di costa posta all'ingresso del paese è molto degradata e necessiterebbe di una sostanziale ristrutturazione; che poi questa ristrutturazione possa essere fatta solo attraverso la sua privatizzazione con le relative costruzioni di edilizia residenziale come sarebbe previsto nel progetto Gambardella mi sembra molto discutibile. Per ritornare al progettato porto della Margonara credo che questo non sia sostanzialmente compatibile con la conservazione ambientale; credo che in ogni caso, prima di occupare e distruggere un altro tratto di costa, dovrebbe essere ristrutturata e pienamente utilizzata la zona di Miramare.


Margonara

Il Priamar, bisogna ricordarlo, è stato ristrutturato dalla amministrazione di Umberto Scardaoni, tanto per puntualizzare che la sinistra ha fatto anche qualche cosa di buono per Savona e allora c'era una “visione” che guardava al futuro. Ora si tratta quindi, anche se dopo tanti anni, trovare e progettare funzioni più confacenti alla sua imponenza. Sono stati fatti alcuni tentativi ma, con qualche eccezione, non si è andati oltre a iniziative di carattere prettamente locale. Anche un miglior utilizzo del Priamar a mio parere sarà legato ad un aumento delle presenze turistiche in città ma sarà anche necessario che gli eventi che vi si organizzano siano di maggiore rilevanza e costituiscano anch'essi una attrattiva verso la città.

  
La valle del Santuario

La valle del Santuario con il borgo omonimo e la strada che prosegue fino al valico meriterebbero veramente una maggiore considerazione: il pregio naturalistico di tutta la valle e la Basilica che, a mio modesto parere, contiene notevoli esempi di arte religiosa, sono tutti motivi che dovrebbero indurre ad una sua maggiore valorizzazione. Sino ad alcuni decenni or sono la valle era la meta preferita dalle famiglie per una gita domenicale nel verde a contatto con la natura. Negli ultimi tempi anche questa sua funzione si è andata esaurendo. La locanda è stata chiusa, i ristoranti languono. Sarebbe invece possibile, a mio parere, un rilancio del borgo e della valle, in senso turistico. Il  culto della Madonna, egoisticamente parlando, potrebbe essere un motore promozionale importante se adeguatamente sfruttato. Ricordiamoci la visita di Papa Benedetto di pochi anni or sono, la caratteristica processione che ogni anno coinvolge migliaia di persone il 18 marzo. Per prima cosa bisognerebbe predisporre un percorso protetto, pedonale e ciclabile, che da Lavagnola (o, meglio ancora, dal mare) porti alla piazza della basilica. Chi, come me, percorre di sovente la strada carrabile di fondovalle avrà sicuramente notato le persone che si avviano a piedi verso il Santuario correndo gravi pericoli per la propria incolumità. La strada infatti è stretta, senza marciapiedi e, in certi tratti, lascia passare a stento due mezzi motorizzati in senso contrario.

Un percorso ciclopedonale protetto, ben progettato e adeguatamente promosso, potrebbe rilanciare il borgo e tutta la valle sia per la fruizione da parte dei savonesi che a scopi turistici per gli ospiti.

 Roberto Sozzi

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