Le rimesse verso l’estero degli immigrati Stampa
Scritto da CLAUDIA SIRITO   
Le rimesse verso l’estero
degli immigrati dal 2005 al 2015
Elaborazione su dati Banca d’Italia

 Lo studio delle rimesse verso l’estero degli immigrati in Italia dal 2005 al 20015 è reso possibile dai dati raccolti e messi a disposizione dalla Banca d’Italia: si tratta delle transazioni transfrontaliere tra due persone fisiche effettuate tramite un istituto di pagamento o altro intermediario autorizzato, senza transitare su conti di pagamento intestati all’ordinante o al beneficiario (regolamento in denaro contante).

1.            Dati nazionali complessivi  Negli undici anni considerati il dato complessivo a livello nazionale è cresciuto da 3.900 a 5.251,7 milioni di euro, dopo aver raggiunto il massimo nel 2011 (circa 7.394,4 milioni di euro) con riduzioni dell’ammontare dal 2012 al 2015.


L’ammontare complessivo ha seguito le sorti delle rimesse cinesi che sono arrivate a rappresentare nel biennio 2011- 2012 quote elevatissime sul totale (34,3% nel 2011 e 39,1% nel 2012) per poi scendere drasticamente da 2.674,5 milioni di euro (dato massimo raggiunto nel 2012) a 1097,9 nel 2013, 819,1 nel 2014 e finire a 557,3 nel 2015 (che rappresentano una quota del 10,6% del totale) al secondo posto della graduatoria dopo la Romania. Più in linea con gli andamenti generali dell’economia e, soprattutto (negli ultimi cinque anni) con il trend della popolazione straniera in Italia, la crescita delle rimesse degli altri paesi fino al 2007, la sostanziale stabilità dal 2008 al 2011 con massimo nel 2011, diminuzione l’anno successivo e crescita moderata dal 2013 al 2015 fino a riportarsi quasi in linea col periodo 2008-2011.


2.            Dati nazionali per Paese  Pur con tuti i limiti del caso, il dato medio delle rimesse per straniero residente in Italia nel 2015 è pari a poco più di 1.000 euro (1.044,9), con ampie diversificazioni per nazionalità (ad esempio per la Romania la media a residente in Italia è pari 736, 2 euro e per la Cina a 2.054 euro). Nel 2015 le rimesse riguardano 208 Paesi diversi ma presentano una forte concentrazione: i primi 12 Paesi coprono più dell’80% del totale delle rimesse verso gli stranieri dall’Italia; sul podio oltre alle già ricordate Romania e Cina si piazza il Bangladesh con una media a residente molto elevata (3.664,7 euro), seguono le Filippine e il Marocco (insieme alla Romania presenta un valore medio a residente in Italia inferiore alla media nazionale delle rimesse).

I grafici riportano i primi 11 Paesi per la presenza all’undicesimo posto dell’Ecuador che rappresenta il paese verso cui in provincia di Genova e conseguentemente in Liguria si verifica il primato delle rimesse.


Il dato complessivo delle rimesse per Paese non è determinato soltanto dalla numerosità della presenza degli stranieri provenienti dai diversi Paesi, ma anche dall’ammontare delle stesse che sono determinate da fattori diversi:  tipologia prevalente di attività svolta in Italia, vitto e alloggio presso datore di lavoro ma anche da una relazione positiva della rimessa pro capite rispetto alla distanza dal paese di origine, come evidenziato dal grafico sulle rimesse pro capite, con Romania e Marocco che presentano i valori più bassi.  A livello nazionale l’Albania che è la seconda componente straniera dopo la Romania con il 9,3% dei nati all’estero residenti in Italia complessivamente detiene il 3,3% delle rimesse verso l’estero a conferma che la vicinanza al paese di origine determina rimesse mediamente basse.

3.      Dati per regione  Complessivamente tra il 2005 e il 2015 l’aumento nazionale è stato del 34,6% con incremento massimo registrato in Puglia (+143,9%), seguita da Trentino Alto Adige (+126,7%), Friuli Venezia Giulia (+117,6%), Toscana (105%) e Liguria (104,4%). Il Lazio (-23,8%) e l’Umbria (-2,9%) sono le uniche regioni in cui il dato di fine periodo si è contratto rispetto al 2005.

La Liguria si posiziona al nono posto  per il totale delle rimesse che coprono il 3,8% del totale nazionale; si tratta della stessa posizione ricoperta nel 2005. Il dato che caratterizza la regione è la presenza alla prima posizione per ammontare complessivo delle rimesse dell’Ecuador grazie alla fortissima presenza di suoi nativi, in particolare a Genova, mentre nel caso dei residenti la prima componente è quella albanese che supera quella dei nativi della Romania. Risulta quindi una differenziazione della regione dalla situazione delle altre regioni che generalmente vedono la Romania al primo posto per le rimesse (15 regioni su 20) e ancor più per la popolazione (18 volte al primo posto). [cfr. tabelle a pag. 4]

Altre importanti differenze tra la fotografia regionale e quella nazionale del 2015 è che nella graduatoria ligure la Cina è all’11° posto (2^ nella graduatoria nazionale), la Repubblica Dominicana al 4° posto (15^ a livello nazionale) e l’Albania all’ottavo (12^ a livello nazionale).

La rimessa media per residente straniero in Liguria è pari a 1453,4 euro vale a dire quasi  410 euro in più del dato medio nazionale; a parte i dati dell’Ecuador e del Perù che non si discostano in maniera coì forte dal dato medio, tra quelli superiori alla media vanno notati valori molto più elevati per diversi Paesi (Bangladesh, Repubblica Dominicana, Senegal, Filippine con il massimo registrato per la Colombia).

Il dato complessivo delle rimesse  della Liguria è quasi 198 milioni di euro nel 2015, più che raddoppiato rispetto al dato del 2005 e il dato del 2015 è quello più alto dell’intero periodo in crescita del 6,6% rispetto al 2014. Il precedente massimo era stato raggiunto nel 2011 (195,5 milioni di euro) con successiva caduta a 177,1 nel 2012, 186,6 nel 2013 e 185,8 nel 2014.  Ecuador e Senegal hanno registrato il proprio ammontare massimo delle rimesse nel 2011, mentre Romania, Bangladesh e Repubblica Dominicana nel 2015 e il Marocco nel 2007. La Liguria oltre a rappresentare un caso a sé nell’ambito nazionale con le sue specifiche, presenta situazioni diversificate tra le province, con sei Paesi presenti in tutte e quattro (Ecuador, Romania; Bangladesh, Marocco, Albania e Filippine), ma co al primo posto un paese diverso per provincia (Ecuador a Genova, Romania a Imperia, Repubblica Dominicana a La Spezia e Bangladesh a Savona).

Un’ ultima notazione riguarda il Bangladesh che registra tassi di crescita molto elevati in tutte e quattro le realtà provinciali: a Savona il dato del 2015 è quasi 70 volte superiore a quello del 2005, a Genova più di 30 volte mentre a Imperia e La Spezia supera le 17 volte il dato iniziale. Tale situazione si evidenzia anche a livello nazionale dove il valore di fine periodo è circa 50 volte maggiore di quello del 2005 con il paese asiatico che dalla 40^ posizione sale in 11 anni al 3° posto per l’ammontare complessivo delle rimesse dei suoi nativi.

 4.    Dati Liguria e province


 

 

 

 

 9.3.2017               Claudia Sirito

 

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