Le imprese giovanili attive in Liguria (2° PARTE) Stampa
Scritto da CLAUDIA SIRITO   
Le imprese giovanili attive in Liguria 2011 - 2014 - 2016
(dati al 30 giugno di ciascun anno) 2^ parte
 

  L’analisi a coppie di modalità

L’incrocio delle modalità (genere, nazionalità e artigianato) a due a due permette di comprendere ancora meglio rispetto alla prima parte dello studio le dinamiche dell’imprenditoria giovanile in Liguria.

In particolare è interessante notare, nell’ambito della predominanza maschile alcune differenze per ciò che riguarda la nazionalità che interessano le province liguri.

A Imperia la presenza straniera è strutturalmente molto elevata  e già nel 2011 le imprese dei maschi stranieri superavano di 4 punti percentuali la presenza femminile totale (688 contro 585 unità rispettivamente), dato confermato anche dalla situazione del 2016 con valori di 645 e 545, nonostante un miglioramento della quota delle imprese femminili del 4,3%.

A Genova la dinamica della crescita straniera ha determinato, già nel 2014, che le imprese gestite da giovani maschi stranieri superassero quelle femminili complessive, mentre ciò non avveniva nel 2011.

Diversa la situazione a La Spezia e Savona dove la presenza femminile è decisamente più elevata e il numero di imprenditrici under 35 (complessivo) è superiore a quello degli imprenditori stranieri della stessa fascia di età (rispettivamente 503 femmine e 344 stranieri maschi a La Spezia e 653 femmine e 623 stranieri maschi a Savona con una riduzione del differenziale tra le due componenti nel corso degli ultimi cinque anni in entrambe le province).

A proposito della forte presenza straniera ad Imperia va notato che nel 2016 in tale provincia gli artigiani under 35 nati all’estero superano i coetanei italiani (470 a 384); il risultato è dovuto ad un forte decremento del numero degli italiani (che da 659 nel 2011 sono scesi a 384), ben superiore a quello registrato per gli stranieri (da 572 a 470). Sempre per quanto riguarda l’artigianato si nota tra i maschi la forte diminuzione della quota dei giovani artigiani a Imperia e Savona (dal 42 al 36,3% a Imperia e dal 40,8% al 36,8% a Savona) che determina il sorpasso delle rispettive quote sul totale provinciale da parte dei non artigiani che raggiungono rispettivamente il 36,6% dal 35,2% ad Imperia e il 36,9% dal 33,9% a Savona.

In generale l’artigianato perde 3,3 punti percentuali scendendo nel 2016 sotto il 40% dell’intera imprenditoria giovanile, con andamento differenziato tra la componente maschile (che determina il trend generale con una diminuzione della quota regionale dal  36,1% al 32,7%) e quella femminile che cresce dal 6% al 6,2% del totale dell’imprenditoria under 35.

1.   L’analisi a tre modalità

A livello ligure va osservato che la crescita degli stranieri tra il 2011 e il 2016 riguarda tutte e quattro le componenti senza distinzione di sorta (4,2 p.p. per i maschi non artigiani, 1,5 p.p. per i maschi artigiani, 1,2 p.p. per le femmine non artigiane e 0,3 p.p. per le femmine artigiane).

L’andamento delle diverse componenti è differenziato a livello provinciale: per Genova la crescita della quota dei maschi non artigiani è stata dall’8,2% al 13,6% dato che conferma Genova come unica provincia che supera la media regionale per questa componente degli stranieri, ma sono aumentate anche le altre tre.

Ad Imperia supera il 10% nel 2016 la componente maschile non artigiana (era 5,7% nel 2011) ed è quasi del 22% quella degli artigiani stranieri, dato decisamente superiore alla quota degli artigiani italiani che nel corso di cinque anni hanno perso 6,4 p.p. portandosi al 14,4%.

La presenta di artigiani maschi italiani è diminuita ovunque nel periodo (oltre al già ricordato caso di Imperia, si sono verificate variazioni negative di 4 p.p. a Genova, di 7,7 p.p. a La Spezia e 4,2 p.p. a Savona) determinando a livello regionale una caduta di 5 p.p. dal 21,3% al 16,3%. Ciò fa sì che la quota di artigiani maschi (32,7%) in Liguria sia equamente ripartita tra italiani e stranieri; il dato complessivo del 2011 era superiore (36,1%) e presentava una chiara prevalenza di italiani (21,3% a fronte del 14,8% dei nati all’estero).

 

 Sempre tra i maschi va notato che a La Spezia si rafforza la quota degli italiani non artigiani che raggiunge il 35% a fronte di una media regionale del 29,9%, mentre a Genova (che nel 2011 raggiungeva il 33% per questa componente) si è registrata una contrazione di 3,3 p.p., che determina per la provincia un valore inferiore alla media regionale.

A La Spezia si rafforza anche la componente femminile non artigiana per merito della quota delle straniere mentre quella delle imprese femminili italiane rimane invariata nei cinque anni.

A Savona diminuisce la presenza artigiana maschile italiana di 4,2 p.p. e cresce quella straniera dello 0,4%; nonostante la diminuzione complessiva delle quote la provincia di Savona ha una quota dell’artigianato maschile superiore alla media regionale.

(segue)     Claudia Sirito

 

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