Le imprese giovanili attive in Liguria... Stampa
Scritto da CLAUDIA SIRITO   
Le imprese giovanili attive in Liguria 2011 - 2014 - 2016
(dati al 30 giugno di ciascun anno)
1^ parte

1.   Linee di tendenza generali

Tra il 2011 e il 2016 le imprese giovanili attive in Liguria sono diminuite di 1.918 unità (-13,6% passando da 14.134 a 12.216), con il decremento più accentuato in provincia di Imperia, dove hanno perso il 21,5% dello stock iniziale (da 2.559 a 2.009 nei cinque anni).  Anche La Spezia (-14,8%) e Savona (-15,8%) hanno avuto andamenti peggiori della media regionale, mentre Genova (che però partiva da una situazione strutturale di minore presenza giovanile sul totale delle imprese) ha perso il 9,2% con la riduzione della forbice tra la sua quota sia nei confronti della media regionale (da 8,6% sul totale delle imprese a Genova e 9,9% in regione nel 2011 si passa a 8,5% e 8,9% rispettivamente nel 2016), sia nei confronti della provincia in cui la presenza di impresa giovanile è maggiore – La Spezia  (il differenziale in questo caso si riduce da 2,4 a 1,3 p.p.). Va notato che Genova è stata l’unica provincia che nel 2014 aveva evidenziato una leggera crescita della quota delle imprese giovanili sul totale delle imprese.

Nonostante il ridimensionamento delle quote delle diverse province avvenuto nel corso dei cinque anni la provincia di Genova non raggiunge il 50% del totale regionale a differenza di quanto avviene per il complesso delle imprese attive.

D’altra parte è la provincia con la quota meno elevata di giovani tra i 18 e i 34 anni sul totale dei residenti: sono il 14,9% in provincia di Genova a fronte del 15,1% della regione.

A livello regionale la quota di imprese giovanili è proporzionalmente più elevata rispetto a quella delle fasce di età come evidenziato dal valore positivo massimo tra le 20 regioni italiane della differenza tra lo scarto della media nazionale della quota di imprese giovanili e quello delle fasce giovanili di età. Si direbbe quindi che i giovani liguri mostrino una maggiore voglia di impresa rispetto a quanto avviene nell’intera popolazione.

Nonostante questo dato positivo, la quota di imprese giovanili sul totale delle imprese attive diminuisce nel corso dei cinque anni probabilmente per un basso turn over tra le imprese di coloro che superano la soglia di età e i nuovi ingressi nel corso degli ultimi anni (oltre alla mortalità legata alla congiuntura economica non certo facile del periodo analizzato). Va ricordato, infatti,  che dallo stock escono le imprese in cui la quota di over 35enni è maggioritaria: quindi al 30 giugno 2016 rimangono nello stock le imprese di persone nate fino al 30 giugno 1981; una parte delle 1.918 imprese giovanili non più computate sono sicuramente da attribuire all’innalzamento dell’età anagrafica e alla conseguente uscita dallo stock delle imprese gestite maggioritariamente da persone nate tra il 1° luglio 1976 e il 30 giugno 1981, con ingressi non sufficienti a mantenere il livello inziale dello stock.

2.   Analisi per singola modalità (genere, nazionalità, artigianato)

È possibile approfondire l’analisi attraverso i sottoinsiemi ottenuti attraverso l’introduzione delle tre modalità per cui la banca dati di Infocamere fornisce i dati (genere, nazionalità , artigianato), dagli incroci di queste a coppie o a triplette, e da dati generali per settore e forma giuridica al fine di comprendere le componenti che presentano dinamiche migliori rispetto al dato generale ed evidenziare le caratteristiche tipiche di ciascuna provincia, visto che le quattro circoscrizioni provinciali liguri sono tra loro strutturalmente diverse. In questo pezzo analizzeremo i dati relativi alle singole modalità, mentre approfondiremo in seguito i loro incroci.


  •  Per quanto riguarda il genere cresce leggermente la presenza femminile tra il 2014 e il 2016 dopo essere rimasta costante tra il 2011 e il 2014; dal 25,4% si passa al 26,3% a livello regionale. In controtendenza rispetto al dato regionale si deve registrare la situazione della provincia di Genova, dove nei cinque anni la quota scende sotto il 25% (dal 25,2% al 24,9%). Notevole il balzo della quota femminile in provincia di Imperia dove le giovani imprenditrici crescono in percentuale dal 22,9% al 27,1%. La quota più alta di imprese femminili si registra a La Spezia con il 29,8% del totale di imprese giovanili, ma in ogni caso anche tra le nuove generazioni la struttura imprenditoriale di genere non si modifica di molto dalla generale predominanza maschile tra gli imprenditori, evidenziando (a differenza di quanto avviene a scuola) una maggiore “difficoltà” a superare le condizionanti esterne alla realizzazione femminile.

  •  Nel caso della nazionalità (o meglio dei Paesi di nascita) dei giovani imprenditori, nel corso dei cinque anni in Liguria si è registrato un aumento della quota superiore a 7 punti percentuali, anche se la tendenza sembra avere rallentato il ritmo nell’ultimo biennio (dal 2014 si è infatti registrata una variazione pari all’1,4% contro i quasi 6 p.p. del periodo 2011-2014). Ciò è in linea con l’andamento generale dell’economia e con i dati demografici che segnalano un ridimensionamento degli stock di residenti nati all’estero anche a seguito di flussi di ritorno ai paesi di origine a partire dal 2014. Le province di Genova e Imperia presentano le quote più elevate di imprenditoria straniera tra gli under 35, rispettivamente 35,3% in crescita di 9 punti rispetto al 2011 e 38,6% con un balzo di 8 punti (tutto nel periodo 2011-2014 perché tra giugno 2014 e giugno 2016 la variazione della provincia di ponente è stata dello 0,2%). A La Spezia la quota del 2016 è inferiore a quella del 2014 di 0,4 p.p. (complessivamente l’aumento è pari al 5,8%) mentre la crescita minore nel periodo 2011-’16 si verifica a Savona con il 3,8% (anche qui la variazione riguarda il primo periodo essendo la quota di quest’anno rimasta praticamente invariata rispetto al 2014 segnando +0,1%). Nel  tempo intercorso tra inizio e fine periodo la graduatoria delle province in base alle quote di imprenditoria straniera tra gli under 35 è rimasta invariata ma si è ampliata la forbice tra quelle di Imperia e La Spezia (era 9,8 p.p. nel 2011 ed è salita a 12 p.p. nel 2016).

  •   A livello regionale la quota di imprenditoria artigiana è in diminuzione tra i giovani imprenditori dal 42,1% del 2011 al 38,8% nel 2016 più accentuata nell’ultimo biennio; in particolare la riduzione della quota si è registrata in provincia di La Spezia, dove l’artigianato giovanile è sceso dal 39,9% del totale degli imprenditori under 35 al 31%, seguita da quella di Imperia che ha visto ridursi il peso dell’artigianato dal 48,1% al 42,5%. La graduatoria del 2011 vedeva  Imperia 1^, Savona  2^, La Spezia 3^, Genova 4^ e nel 2016 ogni provincia ha cambiato posizione in classifica che è diventata la seguente:  Savona, Imperia, Genova, La Spezia.


Dalla tabella sopra riportata si evidenziano le determinanti degli andamenti delle quote: la crescita della quota di Genova sul totale regionale è legata agli stranieri e agli artigiani (maschi), per Imperia l’andamento delle quote è in generale decrescente (la provincia nei cinque anni è quella che presenta la diminuzione maggiore della propria quota sul totale regionale con – 1,7 p.p.) con  la sola eccezione della presenza femminile alla cui crescita si è già accennato in precedenza, a La Spezia la diminuzione riguarda la quota degli artigiani che dal 13,3% sul totale regionale scendono all’11,3%, mentre per Savona la diminuzione più accentuata è quella registrata dagli stranieri, che perdono 2,6 p.p. sul totale regionale (dal 20,4% al 17,8%).

  (segue)     Claudia Sirito

 

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