Il mercato dell'usato Stampa
Scritto da ANDREA GHIAZZA   
 
 C'è un settore nel savonese che non si piega alla crisi
IL MERCATO DELL’USATO

C'è un settore che anche nella provincia savonese non si piega alla crisi, al contrario si consolida grazie al periodo di recessione economica. Un paradosso, se vogliamo, ma la tendenza sembra essere proprio questa. Stiamo parlando del mercato dell'usato, una specifica tipologia di commercio basata sulla vendita di capi di abbigliamento, oggetti e mobili di seconda mano. I dati sul territorio savonese dimostrano questa tesi: nel 2009 i negozi di vendita di merce usata in tutta la provincia savonese si attestavano sulle33 unità, oggi la cifra non è cambiata. Certo qualcuno si è spostato, altri hanno chiuso, ma altrettanti hanno aperto i battenti. Secondo i dati forniti dall'Ufficio Statistica della Camera di Commercio di Savona il settore dell'usato non risentirebbe del momento buio che sta investendo il commercio. Il tutto lascia intendere come il mercato dell'usato stia reggendo bene i colpi inferti da una crisi sempre più dilagante che ha costretto molti esercenti a chiudere le saracinesche. Sia chiaro, non è tutto oro quel che luccica: i consumatori sono sempre più attenti e oggi tendono ad acquistare solo ciò che è strettamente necessario.


Ma non è tutto. Un'altra difficoltà per chi opera nel settore è rappresentata dalla qualità della merce: trovare oggetti di poco valore è facile, più difficile invece recuperare capi di abbigliamento, mobili ed accessori conservati bene e ad un giusto prezzo in modo da avere un margine di guadagno nella fase successiva della rivendita al pubblico. Detto questo, il numero di persone che scelgono l'usato è in crescita. “Oggi la gente compra quello che fino a pochi anni fa non avrebbe mai acquistato -spiega Nicola Resca, titolare del Mercatino di via Aleardi a Savona- come stoviglie, piatti e bicchieri. In questi ultimi mesi il mercato di riferimento, così come il target è un po' cambiato. I clienti mettono in secondo piano il collezionismo e la vendita di oggettistica, veri punti di forza fino a poco tempo fa, e cercano beni di prima necessità: pentole, tegami e soprattutto capi di abbigliamento in buone condizioni, quasi apri al nuovo”. In altre parole via i vizi e spazio a ciò che realmente è più utile nella quotidianità. Se il commercio non è nel certo nel periodo di massimo splendore, formazione specifica e studi di settore permettono agli esercenti di stock dell'usato di calibrare al meglio l'offerta. “Siamo stati quasi pionieri in questo campo avendo aperto a Savona vent'anni fa - precisa Resca - ma per onestà dobbiamo riconoscere che essere una struttura in franchising costituisce un valido aiuto per non incorrere in errori, talvolta fatali per noi esercenti”. E se abbigliamento, piccoli elettrodomestici e accessori per la casa vanno per la maggiore un altro settore in espansione nella vendita dell'usato riguarda tutto ciò che serve per i più piccoli, dal vestiario passando per i passeggini e le culle.


Trattiamo merce rivolta a un target ben preciso - afferma il titolare di Baby Boom di via Nizza- e forse anche per questo risentiamo meno di altri della crisi. Tante persone si rivolgono a noi visto che molto spesso gli accessori per i bambini si usano per un tempo limitato e conseguentemente ricorrere all'usato risulta più conveniente. Nel giro di poche settimane ci trasferiremo in via Caboto, inoltre stiamo potenziando la vendita online: per resistere alle difficoltà economiche occorre mettere in campo tutti gli strumenti che abbiamo, ma di certo ci riteniamo più fortunati di altri”. Capitolo a parte è rappresentato dalla vendita di libri usati. Solo in centro città sono almeno tre le librerie dove il risparmio è garantito. Rispetto al nuovo -assicurano i titolari- si può spendere in meno dal 15 al 40%. Ancora di più se dal libro cartaceo si passa all'e-book. Anche la battaglia contro il caro-libri si può vincere. In attesa di liberarci da una crisi che non ne vuole sapere di andar via, la caccia al risparmio in tutta la città dai libri, ai mobili, all'abbigliamento è ufficialmente partita.

Andrea Ghiazza da IL LETIMBRO

 

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