Presentato il piano in difesa del San Paolo Stampa
Scritto da SELENA BORGNA   
Presentato il piano sociosanitario
in difesa dell’ospedale San Paolo

 “Oggi consegniamo all’assessore regionale Sonia Viale 14.000 firme in difesa dell’ospedale San Paolo di Savona”, ha dichiarato un esponente del comitato in difesa del San Paolo durante la presentazione del piano in difesa dell’ospedale savonese, “e voglio ricordare l’importanza di alcuni reparti a rischio chiusura come, ad esempio, l’emodinamica, la radiologia interventistica e la chirurgia vascolare. Il consigliere regionale Melis e la consigliera comunale di Savona Pongiglione si sono spesi per la difesa dell’ospedale attraverso mozioni e voglio ricordare l’importanza del centro senologico che è molto complesso perchè in esso sono presenti gruppi di medici, infermieri e psicologi che seguono la donna. I sindaci sono il punto di riferimento dei cittadini e per il savonese il presidente della conferenza dei sindaci è il sindaco Caprioglio”.


Dello stesso parere il sindaco di Savona Ilaria Caprioglio :”La nostra prima delibera di giunta, firmata il 2 agosto del 2016, riguardava proprio l’ospedale e il 14 marzo del 2017 la terza commissione ha discusso nuovamente su questo tema ed il 20 luglio di quest’anno abbiamo approvato in giunta la seconda delibera riguardante il nostro ospedale, mentre il 25 dello stesso mese sono andata in consiglio regionale insieme ad altri miei colleghi sindaci per sostenere questo argomento ed il prossimo consiglio comunale, che si terrà giovedì 28, discuterà una mozione su questo argomento. La delibera in difesa del San Paolo è stata approvata da tutti i sindaci coinvolti e voglio ribadire che l’ospedale deve avere un vero centro ictus, la radiologia, la chirurgia vascolare e l’emodinamica”.


“Questa è un’occasione per conoscere le strategie su questo tema delicato”, ha sottolineato l’assessore regionale alla sanità Sonia Viale, “e voglio ribadire che quando mi sono insediata ho trovato una regione con una sanità eccellente ma poco coordinata. Abbiamo dato molte risposte a livello organizzativo e abbiamo mantenuto l’Asl 4 che, pur facendo parte della provincia di Genova, è indipendente. Il sistema ALISA ha migliorato la burocrazia e noi abbiamo adottato un modello di governance che deve risolvere i problemi che sono uguali in tutte e cinque le asl liguri. Abbiamo creato un centro unico regionale per le prenotazioni per abbattere le liste d’attesa tra le asl ed il cittadino ha quindi la possibilità di scegliere dove curarsi. Per ciò che riguarda le fughe voglio dire che sono maggiormente presenti nei casi in cui il paziente ha fretta ed in passato, per far quadrare i conti, alcuni ospedali venivano chiusi, mentre ora cerchiamo di evitare il fenomeno di reparti pressochè uguali a pochi chilometri di distanza ed i nostri specialisti lavorando destinano il paziente dove c’è la specificità di cui ha bisogno. Rafforzare la rete è una delle risposte che vogliamo dare al nostro territorio e in questi anni abbiamo notato un aumento delle malattie dei bambini come, ad esempio, l’autismo. Fa più effetto la chiusura di un reparto che la mancanza di risposte ai bisogni del territorio e voglio ribadire che il San Paolo resterà un’idea di primo livello e sarà un punto di riferimento per tutta l’Asl2, mentre Santa Corona resterà un dea di secondo livello. L’ospedale di Cairo è un tema molto importante così come il ruolo dei sindaci in tutta questa vicenda anche perchè molti hanno chiesto il riconoscimento di ospedale di area disagiata. L’ospedale di Cairo ha tutti i titoli per essere un vero ospedale e riavere il pronto soccorso e i nosocomi di Albenga, Cairo Montenotte e Bordighera saranno presto a gestione privata ma resteranno pubblici. Io m’impegno con il consiglio regionale affinchè al San Paolo possano continuare ad esserci due emodinamiche e recentemente ho ottenuto 3 miliardi e 52 milioni dal fondo statale. Il mio obiettivo per il 2020 è quello di azzerare il debito sanitario che nel 2015 era di 98 milioni e voglio ricordare che la Corte dei Conti ci giudica per la gestione sanitaria”.


“La mobilitazione è nata su preoccupazioni fondate”, ha sottolineato il sindaco di Albisola Superiore Franco Orsi, “e siamo coscienti che le risorse sono poche ma è l’assessore regionale che è responsabile moralmente e legalmente. Vogliamo giustizia ed equità anche se occorre rispettare parametri ben precisi così come alcune spese. Occorre un piano particolare ed il mio timore è quello che vi siano ulteriori tagli e voglio ricordare che sono stato criticato perchè non mi sono opposto alla riduzione dell’orario del Cupa di Albisola”.

“Le aspettative sono legate a meccanismi di bilancio e per ciò che riguarda le urgenze vogliamo risposte che ci salvino”, ha messo in evidenza Alessandro Bozzano, primo cittadino di Varazze, “e le nostre sono aree più turistiche che industriali e quindi abbiamo bisogno di risposte che possano soddisfare le nostre richieste. Le nuove assunzioni di infermieri sono positive però l’ospedale deve funzionare bene e condivido le parole del collega Orsi che pretende una qualità del servizio che possa farci stare tranquilli”.


“Condivido lo sforzo dell’assessore Viale e della direzione per soddisfare i bisogni”, ha ricordato il sindaco di Carcare Franco Bologna, “e purtroppo la politica è entrata nell’ospedale di Cairo che ha subito una regressione. Bisogna avere un ospedale che dia risposte ed il pronto soccorso è il primo punto che dà queste risposte. Apprezzo molto lo sforzo fatto e per ciò che riguarda i privati nell’ospedale voglio dire che per me è importante solamente un ospedale che funziona”.

“Cairo è un punto difficile ed il cittadino chiede un servizio adeguato alle richieste”, ha dichiarato Paolo Lambertini, primo cittadino di Cairo Montenotte, “ed occorre superare le ideologie per ciò che concerne il pubblico ed il privato nel nosocomio cairese e per me è solamente importante che l’ospedale abbia cosa chiedo”.

“Il documento è molto importante ed io sono disponibile al dialogo e vi è anche la disponibilità di un servizio aggiuntivo con risposte di qualità per la lettura delle radiografie e l’Asl 2 è un’azienda complicata con un alto indice di ospedalizzazione e purtroppo è ancora presente la percezione di una sanità troppo politicizzata ed io lavoro per la libertà di scelta”, conclude l’assessore Viale.

   SELENA BORGNA

 

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