Le fionde di legno a Brunello Cucinelli e ai Nomadi Stampa
Scritto da SELENA BORGNA   
Consegnate tra mille sorprese le fionde
di legno a Brunello Cucinelli e ai Nomadi

 Una sala gremita all’inverosimile, con decine di persone in piedi in ogni angolo disponibile della platea ha accolto con grande entusiasmo Brunello Cucinelli e i Nomadi per la consegna della Fionda di Legno, premio ormai giunto alla decima edizione. Per iniziare il trio Balbontin-Ceccon-Casalino, vincitori della Fionda 2008, che ha risfoderato gli sketch più riusciti della “torta di riso finita”. Una torta di compleanno per festeggiare i 10 anni, accompagnata dalle candeline spente da Antonio Ricci. Una grande sorpresa è stata una fionda per l’ideatore del premio Gino Rapa, visibilmente commosso davanti ad una standing ovation. Le più belle canzoni dei Nomadi, cantate a squarciagola dal pubblico. L’umanità di Brunello Cucinelli. La comparsa a sorpresa del Gabibbo, “speriamo che un giorno ‘sti vecchietti diano una fionda anche a me”. E soprattutto tanti sorrisi e soddisfazione, per un appuntamento nato per gioco e diventato uno dei più attesi dalla città di Albenga e non solo.


 Questi sono stati gli ingredienti della cerimonia in cui sabato 25 marzo, al teatro Ambra di Albenga, i Fieui di Caruggi hanno consegnato la Fionda di Legno, ambito premio giunto ormai all’edizione numero dieci. Il premio è stato assegnato ai Nomadi, scelti per la loro carriera trascorsa accanto alla gente più che nei salotti televisivi, e all’imprenditore del cachemire Brunello Cucinelli, noto per la sua particolare visione di “capitalismo etico” che pone al centro non più il profitto bensì i lavoratori.

Una cerimonia nella quale si sono alternati i momenti più leggeri, con la musica della Equipage Ambassadors Dixie and Street Parade e le risate del trio comico  “Voi siete i coraggiosi, siete venuti qui nel 2008 quando nessuno sapeva ancora cosa fosse la Fionda”, ha ricordato Gino Rapa, mentre  Balbontin ha ironicamente risposto: “C’era la folla, pensavamo fossero tutti nostri creditori” e quelli più celebrativi, come quando il conduttore Mario Mesiano ha ripercorso l’albo d’oro del premio con i videomessaggi di alcuni di loro come Milena Gabanelli, Roberto Vecchioni, che ha ricordato come “il vero merito della Fionda non sta nella bravura dei premiati, ma nella simpatia dei premianti” o Javier Zanetti, che ha sottolineato di essersi sentito a casa durante la consegna dell’ambito premio.

Tuttavia, il momento clou, ovviamente, è stato quello della consegna della Fionda.


 

Un momento iniziato, come nel dna dei Fieui, con il sorriso.“Cosa avete pensato quando vi hanno chiamato per dirvi che avevate vinto una fionda di legno?” ha chiesto Mesiano ai due premiati: “Ho pensato a uno scherzo…”, ha ironizzato Beppe Carletti. “Dopo due enormi successi come la premiazione di Fiorella Mannoia e quella di Zanetti ci siamo detti che forse era meglio smettere, ritirarsi dopo il trionfo”, ha dichiarato Gino Rapa, “ma poi ci è venuto in mente ‘Lascia o raddoppia’ e ci siamo detti: ‘Per questa volta non lasciamo, raddoppiamo’.

Cucinelli, dal canto suo, ha sfoggiato l’umanità per cui è diventato noto, raccontando la propria gioventù tra scherzi, giornate al lavoro nel bar e il desiderio di conservare la vita del borgo in cui ha creato il proprio impero. “Il sindaco Cangiano mi ha detto che stanno progettando di costruire un bellissimo teatro qui”, ha annunciato tra gli applausi dei presenti, “ ed è nostro dovere lasciare ai nostri figli il mondo meglio di come lo abbiamo ricevuto, anche con progetti che non guardino a un orizzonte di 3 anni ma di 500. Sono convinto che noi stiamo vivendo una nuova rinascita, culturale ed etica, perchè veniamo da 30 anni di crisi di valori e sono sicurissimo che stanno rinascendo. Ai giovani voglio dire di scrollarsi di dosso l’idea di essere obbligati ad avere paura. Vi hanno detto che noi eravamo più bravi, non è vero. E studiate, ma non troppo, perchè la cosa più importante sono i rapporti umani. Io non sono ottimista e credo nella speranza perchè senza speranza non può esserci vita”.

 


 

Cucinelli si è rivelato ben presto autentico mattatore dell’evento, con un lungo discorso appassionato, tra citazioni di Voltaire e San Francesco, nel corso del quale l’imprenditore ha letteralmente conquistato il pubblico con la propria visione della vita, strappando applausi a scena aperta. “Parlo con manager che mi spiegano di aver studiato nelle migliori università ed io rispondo loro di aver studiato al bar da Gino. Siamo troppo connessi, dobbiamo tornare a parlare e quindi in azienda ho vietato le mail a più di una persona e chiedo ai dipendenti di telefonare perchè ascoltando la voce dell’essere umano in 30 secondi si risolve il problema. Occorre tornare all’umanità semplice di una volta quando la testa ci faceva male dal ridere”. E gli applausi non si contano, mentre lo stesso Gino Rapa sorride: “Avrete capito tutti che è una fionda meritata…”.

I proventi della Fionda verranno devoluti quest’anno alla scuola di musica per ragazzi collegata al Complesso Bandistico Città di Norcia che, a causa del terremoto, ha perduto gli strumenti musicali e la sede. “Sono stato lì qualche giorno fa”, ha raccontato Cucinelli, “e i presenti aspettano il vostro arrivo. Mi hanno detto che ricostruiranno Norcia più bella di prima”.


 

“Quando avrete finito dimmi quali strumenti mancano, li porterò io”, ha promesso Carletti. E gli strumenti che ha portato all’Ambra hanno elettrizzato il pubblico, che ha immediatamente “risposto” cantando a squarciagola le canzoni della band, battendo le mani e gratificando i musicisti dopo ogni brano. “Non abbiamo neanche la scaletta, l’importante è che almeno attacchiamo tutti lo stesso pezzo…”, hanno dichiarato i Nomadi.

Chiusura sorprendente che ha conquistato l’intero pubblico: prima la fionda a Gino Rapa, inaspettata e introdotta da due “monelli” in fuga per la platea, quindi l’arrivo del Gabibbo, che non ha esitato a scherzare con i presenti. In conclusione il sogno, per alcuni ragazzi “speciali” dell’associazione ADSO  (Associazione Down Savona Onlus,  di cantare “Io Vagabondo” insieme ai Nomadi sul palco, davanti a un pubblico in festa.

    SELENA BORGNA

 

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