Ad Albenga si celebra la giornata del tricolore Stampa
Scritto da SELENA BORGNA   
Ad Albenga si celebra la giornata del tricolore
con paracadutisti e musica

 Grande successo di pubblico per la giornata del tricolore ad Albenga, che ha visto la presenza di paracadutisti con la bandiera italiana e quella albenganese, issata sulla Torre Malasemenza ad opera dei vigili del fuoco.


“Il bel tempo ha sicuramente aiutato”, ha dichiarato il sindaco Giorgio Cangiano, “e nei momenti difficili come quelli attuali manifestazioni del genere risvegliano in ciascuno di noi sentimenti positivi, come l’amore per la patria. Mi sento in dovere di ringraziare i vigili del fuoco che hanno messo la bandiera della città sulla Torre Malasemenza, i paracadutisti che l’hanno portata in città e i Lions di Albenga, che hanno contribuito a donare alla città questa bandiera”.

Stesso entusiasmo da parte dell’assessore al turismo Alberto Passino: ”Questa è una giornata importante e voglio ringraziare tutte le autorità civili, militari e religiose oggi intervenute ed il pubblico così numeroso. Un sincero grazie anche all’Associazione Albatros che ha effettuato il lancio dei paracadutisti ed ai vigili del fuoco che hanno issato la bandiera”.


“Albenga è la prova che nella società di oggi l’amore per la patria e la bandiera esistono ancora”, ha evidenziato il professor Quaglieni, “e la fascia tricolore indossata dai sindaci è il segno dell’intreccio tra la società civile e la bandiera italiana. Nel 1944 vi era una diversa idea di nazionalismo, che è una patologia della nazione. L’Italia è nata dal Risorgimento con Cavour, Mazzini e Cattaneo e la storia del tricolore inizia esattamente 220 anni fa, il 7 gennaio del 1797 a Reggio Emilia sull’euforia napoleonica, che successivamente perderà la spinta rivoluzionaria. Il tricolore nasce dall’idea della libertà e del progresso che vedranno il loro culmine nei moti carbonari di Santorre di Santa Rosa, Mazzini e Garibaldi, che andrà in esilio in Sud America portando con sé il tricolore. Successivamente le Cinque Giornate di Milano e la Prima Guerra d’Indipendenza hanno risvegliato l’amor di patria e Carlo Alberto in seguito decide di adottare il tricolore con lo scudo sabaudo come bandiera del Regno di Sardegna, che nel 1861 diverrà la bandiera del Regno d’Italia. La Grande Guerra, da molti vista come una Quarta Guerra d’indipendenza porterà all’Italia Trento, Trieste, l’Istria e la Dalmazia, terre italiane fino a quel tempo parte di altri stati. Il fascismo oscurerà il tricolore facendo prevalere i fasci, ma i nostri soldati in Africa e in Russia avranno con loro il tricolore, che avrà la sua gloria con la Resistenza. Dopo il referendum del 2 giugno 1946 la nostra bandiera avrà l’attuale struttura e gli italiani ritroveranno il senso della loro storia”.


“Ringrazio tutti i presenti ed in particolare il professor Quaglieni”, ha messo in evidenza il primo cittadino albenganese, “senza però dimenticare i Lions, che hanno donato alla città la bandiera issata sulla torre. I valori sono molto importanti per la nostra società, che attualmente ha molti problemi, e voglio ricordare tutti coloro che hanno donato la vita affinchè potessimo vivere in una società come quella odierna. L’impegno delle forze dell’ordine è sempre massimo così come quello delle forze armate nelle missioni di pace. Non bisogna però dimenticare il quotidiano impegno di tutti coloro che hanno un’attività in proprio e quello dei tanti volontari, che danno il massimo senza magari ricevere nemmeno un grazie. E’ molto facile, con i tempi che corrono, dare giudizi negativi sulla società, ma io credo che questi individui tradiscano il valore della nazione”.


“Il contributo del professor Quaglieni è sempre molto importante”, ha ribadito l’onorevole Franco Vazio, “e la nostra bandiera rappresenta i diritti fondamentali, quali libertà, giustizia ed uguaglianza. I nostri padri costituenti erano dello stesso avviso, tanto da aver dedicato un articolo della nostra Costituzione, il numero 12 che rientra nei principi fondamentali, al nostro tricolore. La presenza delle nostre forze armate è sempre molto importante e ciò lo si è potuto notare in occasione del recente sisma che ha scosso l’Italia centrale oppure nella recente alluvione che ha colpito la nostra regione. Le forze dell’ordine sono anche importanti per la salvezza dei migranti, per i quali occorre capire le motivazioni della loro fuga. L’attuale gestione dei centri di accoglienza non può continuare e voglio ricordare come occorra sì essere accoglienti ma le regole del nostro paese devono essere rispettate da tutti con la conseguente espulsione dei clandestini. Occorre sì potenziare i Centri di Identificazione ed Espulsione (CIE) ma nel nostro territorio non vi è alcuna esigenza di instaurazione di uno di questi centri. Le cose nel nostro paese devono essere fatte bene e l’Italia è un grande paese e comunità, i cui diritti non possono essere calpestati”.


La festa, proseguita con il concerto del vincitore del concorso pianistico Città di Albenga Sebastiano Mesaglio, ha visto anche l’entusiasmo del vicesindaco Riccardo Tomatis: ”A scuola le date importanti, come il 25 aprile e l’8 settembre, non vengono più insegnate, ma non bisogna dimenticare il sacrificio di molti giovani che hanno dato la vita per un paese che non aveva offerto loro nulla, come scuole ed assistenza sanitaria”.


Ho portato a termine un lavoro e sono molto soddisfatto anche se è stato molto difficile vincere il concorso. Tra i miei prossimi progetti vi è quello di terminare l’accademia di Imola e proseguire i miei studi a Colonia, ma in quest’attività i progetti a lungo termine sono veramente pochi”, ha concluso Sebastiano Mesaglio.

SELENA BORGNA

 

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