Progetti “Maria Pia” e “So-Stare nel conflitto” Stampa
Scritto da SELENA BORGNA   
Progetti “Maria Pia” e “So-Stare nel conflitto”

 “Il progetto “Maria Pia” è stato fortmente voluto da me in favore delle politiche famigliari”, ha dichiarato l’assessore alle politiche sociali di Albenga Simona Vespo in merito ad uno dei progetti riguardanti i più deboli, “e mi sento in dovere di ringraziare la psicologa Maria Pia Esposito, che purtroppo non è più con noi, e da qui si deve il nome del progetto. Ho collaborato molto con Maria Pia durante il mio primo anno come assessore alle politiche sociali e ho potuto notare come lei amasse molto i bambini e pensasse esclusivamente al loro benessere, quindi mi è sembrato doveroso, con il consenso dei familiari, dedicare a lei questo progetto. La riuscita di questo progetto è avvenuta anche grazie all’associazione SJAMO che si occupa di adozioni e affidi familiari.


Nello specifico, il progetto riguarda solamente gli affidi e vi accedono le coppie in difficoltà coniugali e relazionali e, in un divorzio, vengono purtroppo coinvolti tutti i membri della famiglia, soprattutto i bambini. Se i conflitti tra i genitori sono troppo gravi, si arriva all’estrema decisione di allontanare i bimbi dai genitori e le assistenti sociali cercano, nel possibile, di evitare ciò.

Il progetto ha lo scopo di sensibilizzare e reperire coppie per tenere temporaneamente i bambini ed evitare loro di assistere ai conflitti tra i genitori dando loro una forma affettiva famigliare provvisoria. Sappiamo che i bambini che vivono in un ambiente conflittuale possono avere conseguenze psicologiche in futuro, quindi abbiamo come scopo quello di orientare e sostenere persone single o famiglie che si rendono disponibili all’accoglienza dei minori e di supportare a livello psicologico queste persone, che possono riscontrare difficoltà in questa nuova situazione. Per noi è fondamentale affiancare queste famiglie durante questa esperienza e mi sento in dovere di ringraziare l’associazione SJAMO che svolge un lavoro molto importante e come l’attività di accoglienza possa essere fatta da chiunque, anche single, seguendo un corso di formazione indetto proprio dall’associazione in questione.


 
L'assessore Simona Vespo

Le famiglie che hanno un bambino in affido percepiscono dal Comune un contributo, ma purtroppo sono ancora poche e voglio evidenziare come esistano vari tipi di affido, che possono coinvolgere le persone solamente alcune ore della giornata occupandosi di portare i bambini a scuola, al cinema ecc. e voglio sottolineare come sia molto importante anche questo tipo di affido che permette ai bambini di trascorrere qualche ora serena.

Per quanto riguarda il secondo progetto, voglio ringraziare tutta la giunta comunale che ha permesso di realizzarlo e si propone come obiettivo quello di prevenire la violenza di genere e tutte le forme di violenza, siano esse fisiche o psicologiche, all’interno della famiglia.

Per lavorare su un progetto che aiuti la famiglia abbiamo accolto la collaborazione dell’associazione AIED (Associazione Italiana per l’Educazione Demografica) con la quale si è realizzato il progetto “So-Stare nel conflitto”[1] che mette in campo la prevenzione come strumento di eccellenza e permette di imparare a gestire i conflitti cercando nuove strategie per affrontarli evitando danni ai minori.

Nell’ottica del sostegno e dell’aiuto rivolto a tutta la famiglia si vuole anche prestare attenzione alla persona che compie violenza, che, in alcuni casi, è stata vittima di violenza diretta o indiretta durante l’infanzia, istituendo una linea telefonica anonima per instaurare un primo approccio con il violento che intende farsi aiutare e costruire un percorso di recupero insieme a professionisti come, ad esempio, psicologi.

Il progetto “So-Stare nel conflitto” ha come scopo quello di sostenere ed aiutare ad uscire dal problema tutti i soggetti coinvolti nella relazione violenta, ha concluso l’assessore Vespo.

SELENA BORGNA


[1] Espressione coniata dal centro piscologico di Daniele Novara

 

 

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