Il disagio dei pendolari: tre ore in bus da Millesimo ad Albenga... Stampa
Scritto da SELENA BORGNA   
 
IL DISAGIO DEI PENDOLARI:
TRE ORE IN BUS DA MILLESIMO AD ALBENGA;
STORIE DI ORDINARIO DISAGIO DI UNA GIOVANE SENZA AUTO!

 Viaggiare con i mezzi pubblici, si sa, è molto meno pratico e veloce che muoversi con l’automobile, ma a volte può diventare un vero e proprio calvario ed è per questo che mi sento in dovere di raccontare la mia esperienza di pendolare lungo la tratta Millesimo-Albenga con gli autobus della TPL, che serve tutta la provincia di Savona dopo la fusione tra ACTS, che copriva la Val Bormida, e la SAR, che percorreva la Rivera di Ponente.


Partendo da Millesimo, occorre prendere un autobus in direzione Savona. Se si è fortunati, il bus è diretto e non occorre aspettare coincidenze a Carcare, mentre se abbiamo bisogno di un autobus che purtroppo non fa la corsa diretta occorre scendere a Carcare fermata collegio (davanti al Liceo Calasanzio) e aspettare il bus che ci condurrà a Savona.

La fermata di Carcare è sempre molto affollata e, soprattutto in orario di entrata e uscita dal Liceo, gli autisti sono costretti a stare molto attenti alla folla di studenti che si accalcano accanto ai mezzi con un notevole rischio.

Quando, finalmente, si riesce a salire sul bus si spera di trovare un posto a sedere perché, solitamente, i mezzi che arrivano da Cairo che viaggiano alla volta di Savona sono già molto affollati e quindi trovare un posto a sedere non è sempre una cosa scontata.

Una volta seduti, si incomincia il viaggio e l’avventura è solo all’inizio perché i mezzi, ad eccezione dei pochi che percorrono l’autostrada, fanno il giro dentro Altare, con notevole allungamento dei tempi di percorrenza, con il rischio di trovare il semaforo rosso alla galleria a corsia unica che porta sulla strada principale.


Il tragitto Cadibona-Savona è solitamente abbastanza veloce se non ci sono lavori in corso lungo la via, ma una volta arrivati dentro la città di Savona ecco che ricominciano i tratti lenti a causa del traffico, soprattutto se si viaggia all’ora di punta e le auto per le strade sono molte.

Arrivati al capolinea di Savona, davanti alla stazione ferroviaria, occorre aspettare il bus numero 40, che ci porterà a Finale, altra tappa del nostro lungo viaggio.

Nell’attesa del bus per Finale, nella pensilina di attesa, si ha un ulteriore disagio a causa del profondo stato di abbandono della stessa, nella quale si possono trovare rifiuti di ogni genere, come bottiglie e lattine di birra vuote, cartacce, cartoni della pizza unti e addirittura coperte e materassi lasciati lì da qualche senzatetto, oltre a scritte di ogni tipo.


Purtroppo, il bus numero 40 passa solamente ogni mezz’ora e quando arriva alla fermata della stazione di Savona è molto pieno e quindi si rischia di stare nuovamente in piedi.

Nella stagione invernale la situazione è un po’ migliore per la scarsa presenza di turisti, mentre nella stagione estiva a causa della massiccia presenza degli stessi diretti agli stabilimenti balneari e di venditori ambulanti con le loro “mercanzie”, la situazione è davvero insostenibile e trovare un posto a sedere diventa una vera e propria impresa.


Oltre a questi disagi, nella stagione estiva, il bus viene rallentato parecchio dalle auto presenti lungo la strada dirette agli stabilimenti balneari e dai lavori in corso che si possono trovare percorrendo l’Aurelia.

Quando finalmente si arriva a Finale, nel migliore dei casi, si è già spesa un ora di viaggio, oltre all’ora impiegata per la tratta Millesimo-Savona, occorre aspettare il bus che ci porterà ad Albenga e qui, per fortuna, il bus è vuoto dato che la fermata di partenza è proprio quella in cui scendiamo dal bus per Finale.

Le difficoltà, però, sono sempre presenti, a causa del fatto che la fermata è sprovvista di tettoie, pensiline e sedie con un notevole disagio per tutti i viaggiatori, in particolare le persone anziane oppure con difficoltà di deambulazione.


Nella stagione invernale questo disagio porta a non avere un riparo dal freddo e dalle intemperie invernali, mentre in estate l’inconveniente consiste nel dover aspettare il bus sotto il sole cocente senza possibilità di refrigerio alcuno.

Una volta partiti in direzione di Albenga, occorre armarsi nuovamente di pazienza perché bisogna affrontare tutto il traffico di quelle zone, che in estate paralizza le strade a causa dei turisti e i parcheggi non proprio ortodossi degli stessi.

Percorrere l’Aurelia in quelle zone, soprattutto nella stagione invernale, è relativamente semplice anche perché nelle ore di punta il traffico è scorrevole e le strade della Piana di Albenga sono abbastanza larghe.

Dopo circa tre ore, finalmente, arriviamo ad Albenga, tappa finale del nostro viaggio e qui, soprattutto nelle ore di punta al mattino e alla sera, possiamo trovare traffico soprattutto in Viale Pontelungo dovuto alla notevole presenza di negozi ed attività lungo il viale stesso.


Una volta scesi dal bus, ad Albenga, occorre fare molta attenzione ai marciapiedi nelle vicinanze delle pensiline molto spesso in pessimo stato a causa della presenza delle radici delle piante che rendono sconnessi i marciapiedi stessi, soprattutto in zona Vadino.

Se decidiamo di andare ad Albenga in treno, la situazione non è molto migliore perché occorre prendere il treno a Cengio, stazione dove, a causa dei tagli delle corse, passano pochi treni in direzione Savona.

Una volta arrivati a Savona, occorre prendere un treno regionale o intercity che percorre la tratta Savona-Albenga oppure Savona-Ventimiglia con fermata ad Albenga che impiega circa 30 minuti per portarci a destinazione.

Quando arriviamo alla stazione di Albenga, abbiamo un ulteriore disagio a causa del pessimo stato della stazione stessa, con la massiccia presenza di senzatetto, tossicodipendenti (soprattutto nelle ore notturne), scritte oscene, macchinette per i biglietti quasi sempre non funzionanti e bagni lasciati nel degrado più totale e troppo spesso intasati dalle notevoli quantità di carta igienica gettata nello scarico.


    Credo fermamente che si potrebbe fare qualcosa per rendere meno pesante e lungo questo viaggio di soli 70 chilometri con interventi sulle linee dei pullman e dei treni come, ad esempio, mettere più corse durante la stagione estiva, aumentare le corse che percorrono l’autostrada invece che l’Aurelia e cose simili, mentre per conservare in maniera decorosa le stazioni ferroviarie e le fermate dei pullman potrebbe essere utile per tutti impiegare in lavori di pulizia e costruzione di pensiline personale disoccupato e in cassa integrazione con l’assegnazione di borse lavoro da parte delle aziende che gestiscono le linee ferroviarie e degli autobus.

SELENA BORGNA

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