Siamo i nuovo schiavi finanziari... Stampa
Scritto da Paolo Aldo PERINO   

COSA STA ACCADENDO NELL’UNIVERSO  FINANZIARIO GLOBALIZZATO?

COSA SAPPIAMO DELLA MONETA E DEL SUO POTERE?

SIAMO I NUOVI SCHIAVI FINANZIARI

Tutto il mondo e specialmente l’Europa sono al centro di una crisi finanziaria senza precedenti.

 Alcuni famosi economisti la paragonano a quella del 1929, altri esprimono   maggiore preoccupazione.

 Le cause di quanto sta accadendo vengono ampiamente discusse, e le tesi più accreditate sono: gli eccessi di una finanza speculativa;

 una forte produzione asiatica che ha messo quasi in ginocchio tutte le fabbriche occidentali;

 un livello di indebitamente elevatissimo e non più sostenibile da parte di nessuno.

Una spiegazione valida e convincente è data da una crisi dei  “subprime “, da la perdita di fiducia nel mercato (credit crunch) e da un mare di derivati che vanno a spasso per il mondo e sono tra tutti i bilanci delle banche e in quelli di molti Governi che determinano ripercussioni sull’economia reale (cioè, elevata disoccupazione e livellamento verso al  ribasso delle condizioni lavorative in tutto l’occidente).

E’ successo che le banche all’improvviso dopo il crollo della “Lehman Brothers“, hanno smesso di prestarsi i soldi tra di loro, per cui il mercato  interbancario si è bloccato e il  ‘’gioco‘’ è finito.


 

Vi ricordo che tutti avevamo paura e cercavamo di salvare i nostri risparmi per il panico che si era diffuso, e molti Stati si sono affrettati  a garantire i correntisti che non avrebbero perso un solo euro.

Fa specie rilevare che ancora oggi molti economisti non hanno ben presente le caratteristiche e alcune funzioni fondamentali della moneta, cioè: misura del valore, mezzo di pagamento, mezzo di scambio, vettore di conservazione e produzione di ricchezza.

 Il dio denaro è anche una ‘’creazione della legge’’ essa nasce su garanzia dello Stato, che autorizza un determinato mezzo di pagamento.

 E ovvio che l’istituzione dei ‘’derivati’’ è stato un modo per ovviare a determinati limiti dell’economia capitalistica-finanziaria.  E’, evidente che ci  troviamo davanti ad un’autorità privata che afferma di creare valore, senza  alcuna  traccia scritta, né riconoscimento da parte della popolazione.

E nessuna autorità pubblica è in grado di garantire a medio e lungo termine un cosi innaturale sistema di debiti matematici.

Tanto è vero che in molti stati alcuni salvataggi di banche sono state effettuate con i soldi degli istituti centrali e con i Governi a fare da garanti, ne consegue che le future generazioni sono chiamate ad onorare questi ultimi con i relativi interessi, ed è così che sono state create generazioni di ‘’SCHIAVI FINANZIARI’’.

Ora che la disoccupazione ha raggiunto livelli non più sostenibili e che tende ad aumentare sempre più, sarebbe stato utile e necessario che le banche immettessero sul mercato nuova liquidità alle imprese, ma purtroppo, ciò non  è accaduto, né  accadrà.

Purtroppo il denaro è un mezzo indispensabile nella vita quotidiana di ognuno di noi, in quanto senza il denaro nulla si può creare e produrre, nulla si muove e l’economia rimane ferma.

Come diceva Henry Ford ‘’Meno male che la popolazione non capisce il nostro sistema bancario e monetario, perché se lo capisse, credo che domani scoppierebbe una rivoluzione’’

 Ed ancora un vecchio  banchiere come Rothschild affermare;  “Pochi comprenderanno questo sistema e coloro che lo capiranno saranno occupati a sfruttarlo. Il pubblico forse non percepirà mai che tutto ciò è contrario ai suoi interessi‘’.

Questi non sono i primi segnali di discussione sulla moneta o sulla proprietà privata delle banche centrali, (proprio cosi: forse non lo sapete ma le banche centrali cioè la FED e la BCE sono “istituti privati” con azionisti privati) e molti  economisti e professori sorridendo alludono, ad esempio, al fatto che anche  “Hitler” aveva  privatizzato la banca centrale tedesca.

Tanto più che nessuno ne parla o accenna di mettere anche il potere di emissione nelle mani dei Governi.


Una domanda, per rispetto della democrazia, ce la dobbiamo porre, infatti noi eleggiamo i nostri referenti politici, ma non conosciamo chi nomina e perché i vertici delle grandi banche e sono in molti a chiedersi  perché il mezzo di scambio principale è in mano ai privati, in quanto il denaro in sé e un pezzo di carta a cui noi diamo un valore al solo fine di accettare uno scambio.

 Ma quanto conta poterne gestire l’interesse?

Non sono io ma è la storia che dice che debiti troppo elevati  rendono schiave intere popolazioni che a stento riusciranno a ripagare gli interessi di questi.

Voglio solo ricordare un memorabile discorso profondamente attuale tenuto  ad Addis Abeba nel 1987 da Sankara presidente del Burchina Faso, nel quale dichiarò pubblicamente che non era giusto ripagare debiti contratti in passato da governi che toglievano risorse a milioni di persone; la finanza aveva creato un sistema neocolonialista e che se si fosse rifiutato di pagare solo lui, sarebbe stato ucciso, ma se si fossero rifiutati tutti, allora per l’Africa si sarebbe forse aperta una nuova era.

 Perché coloro che sfruttavano l’Africa allora e ancora oggi sono gli stessi che sfruttano l’intera Europa.

 Purtroppo dopo soli tre mesi, essendo stato il solo a rifiutarsi di pagare,  è stato assassinato.


 Guardando l’Italia non possiamo far altro che sottolineare come le nostre imprese stiano continuando a licenziare e sicuramente non cesseranno  di farlo. La disoccupazione continua a crescere ormai  a ritmi elevati, sono milioni i posti di lavoro persi, e c’è  poco da stare allegri perché ciò significa un sempre peggioramento dei posti di lavoro ancora attivi. 

E’ di alcuni giorni fa che un pizzaiolo alla sua rimostranza su una diminuzione di salario, si è sentito dire che se non gli stava bene quella era la porta, che ci sono tante persone pronte a prendere il suo posto, un’espressione già molto presente nel nostro mercato del  lavoro, ma che presto diventerà un tormentone dannoso e avvilente.  

Inoltre l’euro e le politiche europee non riescono a dare risposte esaurienti e convincenti, anzi ci sono Governi, tipo il nostro, che a mio avviso continuano  a massacrare l’economia reale per fare gli interessi della grande finanza e diventare servi sciocchi dei poteri forti, per cui rinvio ad una successiva  analisi a dopo le elezioni. Qualunque cosa scaturirà dal voto non possiamo non tener presente che con un rapporto debito pubblico/Pil, oggi ad oltre il 134%,  non ci  sia in Italia  proprio nessuno che almeno tenti di dare una risposta plausibile ad una semplice domanda: chi ripagherà un monte debitorio del genere? E come??

PAOLO  ALDO  PERINO

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