Mi raccomando non fate prigionieri! Stampa
Scritto da Ugo Tombesi   

Mi raccomando non fate prigionieri!

Da tempo ho in mente di scrivere della situazione carceraria savonese e se mi sono trattenuto è perché pensavo che i provvedimenti di depenalizzazione dei reati o di indulto o addirittura di amnistia stessero, dopo le dichiarazioni del Capo dello Stato per sopraggiungere.

 Questi provvedimenti potrebbero risolvere i problemi di sovraffollamento dei carceri italiani che lungi da esercitare una funzione rieducativa del detenuto, infliggono disumane sofferenze e pur non essendo radicale concordo con questi compagni quando sostengono che la prima e più grave profanazione della costituzione viene perpetrata nei luoghi di detenzione.

Chi è restio ad atti di clemenza chiama in causa la ragione che tali provvedimento sarebbero ispirati dalle decine di parlamentari inquisiti, al lavoro operoso per cercare di farla ancora franca. Le buone ragioni umanitarie sarebbero usate come una specie di grimaldello per tenere la Casta lontano dalle galere. Si deve fare il possibile per evitarlo, tenendo nel contempo presente che la battaglia per una giustizia giusta non può fermarsi di fronte a questioni reali. Quando sentiamo che di "giustizia giusta" ne parlano talora pretestuosamente i berlusconiani, invischiati dal loro capo in giù, in mille casini, non possiamo permettere che una sacrosanta battaglia per essere strumentalmente agita da manigoldi. sia meno sacrosanta.

Vengo alla situazione locale che più direttamente ci interessa. Il sindacato autonomo della polizia penitenziaria (SAPPE) ci porta a conoscenza, sulla Stampa di oggi, che al 30 settembre nelle 7 carceri liguri erano detenute 1907 persone, a fronte di una capienza complessiva regolamentare di 1088 posti letto.

Il carcere di S. Agostino

Gli stranieri 1101, 33 i detenuti in semilibertà, 901 quelli in attesa di giudizio.

 Il segretario del SAPPE che ha scritto al ministro della giustizia definisce la situazione ogni giorno più allarmante.

Questi dati sono comprensivi dei dati del Carcere Sant'Agostino, dove, se possibile, la situazione è ancor più allarmante e pochi giorni fa la cosa è stata denunciata sulla stampa locale dallo stesso sindaco di Savona Berruti.

 Ma qui dobbiamo guardarci tutti nelle palle negli occhi. Savona, o per meglio dire la sua provincia, ha bisogno di una nuova e moderna struttura carceraria. Si era giustamente individuata l'area della ex Metalmetron, ma gli organismi del quartiere si sollevarono contro il degrado che il carcere avrebbe portato al quartiere, quasi che gli spacciatori esercitassero attorno alle mura del carcere e così anche la criminalità organizzata che se ne tiene giudiziosamente lontano, preferendo semmai aggirarsi attorno ai cantieri di costruende opere pubbliche. Tutto saltò  e si passò sciaguratamente a prendere in considerazione lo sbancamento della collina di Passeggi; per fortuna questa offesa al patrimonio idrogeologico non avvenne. Mentre tutto questo avviene il popolo, in particolare il popolo della sinistra, più o meno radicale, più o meno di governo, non ha il bene di un'idea, di una proposta. Ma si, tanto i carcerati sono in larga misura non italiani e non votano. Una visitina a Natale, una a Ferragosto e la coscienza è a posto.

L'unica proposta seria e sensata che è in campo è quella del sindaco di Cairo Montenotte che si è reso disponibile a individuare le aree dove il carcere sarebbe edificabile. Tra l'altro la cosa rimetterebbe immediatamente in gioco il Pronto Soccorso dell'ospedale del capoluogo della Valle Bormida.

Le controindicazioni che vengono dai penalisti (che a Savona non sono moltissimi) sono destituite di fondamento perché ad esempio il carcere di Pontedecimo è più distante da Genova centro di quanto non lo sia Cairo da Savona.

Un nuovo e moderno istituto di pena, ammesso che il Ministra Severino sia pronto ad aprire il portafoglio potrebbe essere finalmente una soluzione dignitosa per detenuti e soprattutto polizia penitenziale, non più costretta a "ballare con i topi" come le ultime testimonianze da Sant'Agostino attestano.

 

UGO TOMBESI

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