Cinema: Solaris (1972) Stampa
Scritto da BIAGIO GIORDANO   
RUBRICA DI CINEMA A CURA DI BIAGIO GIORDANO

Solaris (1972)

 
Titolo Originale: SOLARIS
Regia: Andrei Tarkovskij
Interpreti: Donatas Banionis, Natalya Bondarchuk, Juri Jarvet, Nikolai Grinko
Durata: h 2.45
Nazionalità:  URSS 1972
Genere: fantascienza
Al cinema nell'Agosto 1972
Recensione di Biagio Giordano
Film reperibile in DVD

   Solaris, di Andrei Tarkovskij, vince a Cannes, nel 1972, il Gran Premio della Giuria.

Il film,  è tratto dall'omonimo romanzo (1961) del polacco Stanislaw Lem. L’opera di Tarkovskij in Italia ha avuto, da parte della redazione cinematografica dei distributori, un’interpretazione avventurosa e infelice, ossia più commerciale che culturale, cosa che in seguito  avrebbe inevitabilmente portato a deludere le aspettative del pubblico più colto e di quello cinefilo amante della fantascienza di un certo spessore. E’ stato commesso un errore nella rielaborazione del film, in quanto è stata fatta dai distributori esclusivamente in funzione di un aumento degli incassi; la cosa porterà  a incrinare gravemente i rapporti tra distributori e autori del film.


  I distributori italiani responsabili nello specifico della diffusione del film nelle sale cinematografiche hanno infatti soppresso circa cinquanta minuti del film, quelli iniziali, che vedevano il protagonista Chris ancora sul pianeta terra, precisamente  presso l’abitazione del padre. In queste scene Chris è preso in un dibattito per certi aspetti cruciale, si trova insieme ad altri scienziati e discerne sul tema della solaristica, materia trattata dai russi in modo scientifico, e che è nata dalle numerose osservazioni di studio messe in atto dal personale di un’astronave sovietica ruotante da tempo intorno al pianeta Solaris, caratterizzato quest’ultimo da un enigmatico e vasto oceano. La casa del padredi Chris, è isolata, posta in mezzo al verde e ai ruscelli, ed è situata in un contesto più vasto di bellezze naturalistiche indubbiamente tutte molto apprezzabili.

E’ stato quello dei distributori un grave e ingiustificabile taglio di pellicola.

Da sottolineare anche che l’intero doppiaggio del film verrà ritenuto dalla critica inidoneo per questo genere di film, sopratutto per quanto riguarda il ritmo sonoro e tonale  delle parole rispetto allo scorrere drammatico della significazione del film. Indubbiamente occorreva migliorare il ritmo  sonoro rendendolo sincronizzato con gli eventi drammatici del film così ricchi di immagini-sguardo penetranti e stupefacenti. I dialoghi racchiusi nelle scene  sono tradotti in italiano con parole blande, asettiche, come se il film fosse un documentario.


 Inoltre nel film ci sono carenze anche per quanto riguarda la  fedeltà delle parole del doppiaggio, che risultano a volte del tutto diverse nel significato da  quelle originarie  in lingua russa.

Nell’insieme è un po’ come se si fosse voluto semplificare e tagliare grossolanamente la complessa ma alta qualità espressiva del film, per fini strettamente commerciali,  con l’intenzione evidente di favorire  gli incassi attraverso un predominio delle azioni più appetitose sulle meditazioni evocative più profonde suscitate dal ricco linguaggio originario. Il film in italiano è in sostanza un’operazione di marketing, un messaggio ammiccante rivolto soprattutto a quelle masse che amano il film di fantascienza con forti elementi d’azione e che mal sopportano gli aspetti più culturali di un film; un tipo di  pubblico che per quanto riguarda la fantascienza è tuttora assai esteso in Italia.

Ma con Solaris l’operazione commerciale attuata non ha dato i frutti sperati, forse perché una rielaborazione della pellicola così come è stata fatta non si poteva proprio fare essendo un’opera in gran parte artistica-meditativa, esistenziale-filosofica, impossibile quindi da destrutturare a favore delle azioni senza stravolgerne la narratività e i contenuti. Forse proprio per questo non c’è stata nelle sale italiane l’affluenza auspicata dai distributori amanti del taglio facile.


Sembra che  Andrej Tarkovskij in più occasioni, durante le  venute in Italia a sostegno del suo film, abbia dichiarato di non volersi riconoscere come creatore del Solaris fatto girare in Italia. Sarà questo un  giudizio shock, ma obiettivo, che sancisce l’assoluta responsabilità dell’Italia nell’insuccesso del film nel nostro paese, un’Italia famosa per la sua grande  storia cinematografica e la notevole qualità del suo doppiaggio. E’  un fatto questo che chiama in causa anche le istituzioni italiane, palesemente carenti di cultura della difesa dei diritti d’autore e dei contenuti delle loro opere, cosa che lascerà stupito anche gran parte del mondo estero della critica cinematografica. Il grave episodio distributivo non avrà, dopo, alcuna conseguenza di innovazione legislativa. E la politica italiana verso gli autori di opere artistiche filmiche rimarrà vistosamente carente.

 Per apprezzare la pellicola in tutto il suo splendore, diversi critici italiani consigliano quindi agli spettatori di vedere il film integrale, cosa che è possibile acquistando la versione originaria di Solaris, sottotitolata, in DVD.

Trama del film. In un'epoca del tutto imprecisata,  che sembrerebbe però, a giudicare  dal tipo di automobili che scorrono nelle strade russe,  appartenere agli anni ’70, l'astronauta Berton, di ritorno dal pianeta Solaris mostra e commenta con la comunità scientifica, un suo filmato, ripreso da uno speciale elicottero spaziale da lui guidato, durante una discesa dall’astronave orbitante fino a 300 metri dalla superficie dell’oceano magmatico del pianeta Solaris.

Egli ha visto e subito cose drammatiche che secondo lui meritano di essere  raccontate,  cose degne anche di grande attenzione scientifica, come ad esempio quando, tra una fitta nebbia gli è apparso un bambino alto circa 4 metri che lo fissava con un’espressione malvagia.


 La funzionalità corretta del suo cervello durante quella ricognizione, viene però messa in dubbio da alcuni scienziati. Essi  suppongono che la sua mente sia stata alterata, violentata e offesa da fenomeni misteriosi e potenti allo stesso tempo.  Le attività di disturbo esterne vengono messe in stretta relazione con le caratteristiche del pianeta, in particolare con l’oceano di Solaris che alcuni  suppongono sia una grande materia cerebrale magmatica dotata  di istinto e pensiero.

Si fa largo il sospetto, in una parte della comunità scientifica, che il  vissuto di Berton in quella discesa esplorativa sia  stato intriso di delirio e paura.  In quanto secondo loro ciò che dice Berton è privo di logica fisica e biologica, è qualcosa che appartiene al mondo della fantasia.

Anche lo psicologo Chris non sembra credere alle parole di Berton, pensa che il cervello dell’astronauta abbia subito gli effetti destabilizzanti della natura del  pianeta, un  mondo nuovo, sconosciuto, animato  da fenomeni biopsicofisici non ancora catalogati.

Si viene comunque a sapere che sulla stazione orbitante  accadono da tempo cose preoccupanti, il personale di bordo è sceso da 84 a tre unità.

La comunità scientifica deve fare valutazioni e scelte molto importanti, ossia decidere se far terminare la missione su Solaris, salvaguardando quindi la vita dei tre superstiti, oppure, alla luce di quanto di sensazionale relazionato da Berton, potenziarne la forza esplorativa e capire di più di quel che sta accadendo. E’ in gioco la comprensione logica del rapporto che si è instaurato tra l’oceano di Solaris, ipotizzato da qualcuno come intelligente, e gli uomini della stazione orbitante russa.


Lo psicologo Chris Kelvin viene quindi inviato su Solaris  per cercare di chiarirne scientificamente i misteri e poter  intervenire su alcuni loro effetti, quest’ultimi di fatto ormai a volte devastanti.  Cosa che permetterebbe in seguito di  prendere decisioni razionali.

Assurdamente paragonato a 2001 Odissea nello spazio, questo film di Andrei Tarkovskij, un vero capolavoro, ha significati, esistenziali e filosofici nonché modi stilistici di esprimersi, del tutto diversi dalla grande opera di Kubrick del 1968.

Solaris è una metafora sui poteri e l’importanza dell’inconscio, inteso come un’altra logica, un altro soggetto che gestisce il passato contenendolo  e trasformandolo letterariamente in nuovi desideri, e originali progetti per il futuro.

Solaris è un film sui ricordi e le ferite del vissuto recente e meno recente, su ciò che provenendo più urgentemente dall’inconscio obbliga a cambiare strada,  a perseguire itinerari esistenziali ed etici diversi, abbandonando schemi e credenze della vita abituale a vantaggio di una nuova ricomposizione tra il dolore e l’esistenza, quest’ultimi posti su un piano diverso, più alto, dove poesia e arte, meditazione e intelligenza possono creare un ambiente - mondo

di nuovo vivibile, consentendo  finalmente al dolore di convivere in un modo pacifico con le resistenze inconsce più tenaci, lontano dalle forme devastanti di un sociale offeso dall’eccesso di salute mentale preso a modello dai media  per imporre nell’immaginario il super-uomo.

 Biagio Giordano 

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