CINEMA: Thi is Martin Bonner Stampa
Scritto da BIAGIO GIORDANO   
RUBRICA SETTIMANALE DI CINEMA A CURA DI BIAGIO GIORDANO
In sala in provincia di Savona
Thi is Martin Bonner
 
Regia: Chad Hartigan
Genere:  Drammatico, Sub ita
Anno: 2013
Durata: 83 min
Produzione: 600 West Productions
Attori: Paul Eenhoorn, Richmond Arquette, Sam Buchanan
Recensione di Biagio Giordano
In sala in Provincia di Savona

Il cinquantenne Martin Bonner (Paul Eenhoorn), è un padre divorziato, molto colto, con due figli ormai adulti che segue giornalmente con il cellulare. L’impegno per i figli non è solo  un astratto dovere ma  una forma d’amore a cui l’uomo sembra non poter rinunciare.

Martin si trasferisce dalla East Coast a Reno in Nevada dove   trova un lavoro che gli piace, un’attività idonea al suo modo di sentire e desiderare, anche se risuterà un lavoro  assai difficile da compiere, perché coinvolgente più lo spirito, suo e degli altri, che la materia istintiva. 

 L’uomo sembra andare  finalmente  incontro a una soddisfazione particolare, a lungo ricercata, che rappresenta una  sorta di fusione con l’ispirazione al bene da cui è posseduto, inconsciamente, da chissà quanto tempo.

Martin  è riuscito a prendere un incarico presso un’associazione di volontariato cristiana, un’organizzazione a sfondo etico che contribuisce all’inserimento dei detenuti presenti in quella zona nel sociale più vero.

L’associazione religiosa si  occupa dei detenuti nell’ultima parte della pena da scontare, quella che prevede un’uscita dal carcere del recluso per  saggiare una sua possibile integrazione  nel tessuto territoriale,  qualcosa che potrebbe avere a che fare con  un ritorno del detenuto ad un modo di vivere ante crimine commesso, cioè  una socializzazione ritrovata dagli aspetti eticamente conformi alle regole vigenti. 

E’ una fase della rieducazione carceraria molto delicata, perché attraverso un lavoro e un alloggio dato al detenuto viene verificata la  sua capacità di affrontare positivamente il sociale, ossia di soddisfare in modo temperato, assumendo  un comportamento leale verso se stesso e gli altri con cui entra in relazione, i vari bisogni e desideri messi in gioco dalla vita cosi detta per bene.


 In precedenza Martin si occupava della parte finanziaria di una Chiesa cattolica,  la quale a un certo punto con la sua atmosfera a volte un po’ affaristica induce in lui una crisi di identità che lo porta a non sentire più il desiderio di collaborare. 

I suoi hobby sono:  l’antiquariato, che lo porta a trattare oggetti di pregio tra un’asta e l’altra vendendo oggetti anche su E-bay, e il calcio femminile in cui partecipa sia come osservatore che  arbitro.

La mancanza di una relazione affettiva con la donna lo spinge anche a partecipare ad alcuni incontri organizzati di speed dating (incontri veloci di conoscenza tra persone), dove sembra voler cercare relazioni particolari legate al suo raro modo di sentire, cosa che lo trascina, pur mantenendo negli incontri gentilezza e un grande controllo educativo, a parziali ma costanti delusioni.

Martin grazie alla sua nuova attività inizia un rapporto di amicizia con uno dei detenuti che segue, un certo Travis (Richmond Arquette) uomo bianco di mezza età, divorziato con una figlia grande, condannato a 12 anni di carcere per omicidio colposo; Travis ha ucciso un uomo in strada con il camion, guidando da ubriaco.


 L’uomo ucciso aveva anche dei figli.

Travis  ha un carattere che tende al buono, ma nel suo più profondo mondo inconscio risulta  essere segnato dalla colpa,  che in qualche modo è legata all’errore per l’omicidio involontario commesso. L’uomo uscito provvisoriamente dal carcere  ottiene nel sociale aiuto pratico e molta comprensione, soprattutto da famiglie cattoliche. Travis trova anche un lavoro, da guardiano, in un posteggio di auto, e un’abitazione, nonché dei vestiti puliti anche se un po’ fuori moda.

In Travis è presente un pensiero fisso. Per accelerare il suo inserimento nel sociale pensa sia necessario soddisfare la sua precaria condizione affettiva, alleviata solo da fugaci rapporti con donne squillo, l’uomo vorrebbe recuperare il rapporto amorevole con la figlia, una ragazza che non vede da 12 anni, bella e intelligente che studia all’università  materie in grado di consentirle  in futuro un lavoro in biblioteca.

Travis combina un incontro, in un ristorante, con sua figlia e il tutore Martin che si dichiara disposto a pagare il pranzo. La scena dell’incontro tra padre e figlia è ricca di emozioni, tinte di speranzosità per entrambi ma anche  negative perché dominate dall’incertezza e dalla paura, tanto che alla fine i toni emotivi tendono a raggiungere intensità drammatiche. L’imbarazzo, la difficoltà di comunicare, di tracciare un futuro insieme, di ripristinare subito l’amore filiale di un tempo, fan si che quel primo incontro padre e figlia poco rilasci, sul piano delle attese affettive,  un’altra profonda ferita,  relegando l’animo del detenuto Travis, prossimo alla libertà, nella tristezza.

Sarà passeggera questa nuova tristezza? Che piega prenderà il film dopo questo incontro?


Splendido film d’Essai, colpisce molto l’andatura narrativa, del tutto priva di ricerche spettacolari  o effetti tesi a risvegliare negli spettatori  curiosità  fini a se stesse, ciò va a vantaggio di un maggior realismo e credibilità della storia.

Da sottolineare anche il contenuto sociale del film, perché solleva una questione etica  di estremo interesse e attualità, particolarmente importante per l’Italia affetta da tempo da una gravissima situazione carceraria che non sembra essere oggetto da parte dei politici di studi finalizzati a  riforme di fondo.

In evidenza per quanto riguarda le tecniche di ripresa fotografica, il giro a 360 gradi della telecamera quando riprende l‘ambiente industriale in cui si trovano le serie di case che Travis andrà a far visita per diversi motivi. Un piano sequenza da un punto fermo come non se ne vedeva da tempo.

Il Film ha vinto,  al Sundance Film Festival 2013,  il premio assegnato dal pubblico.

Il Sundance Film Festival è un apprezzabile festival cinematografico dedicato al cinema indipendente che  si svolge nel mese di gennaio a Park City, sobborgo Lake City, e a Ogden nello stato dello Utah (Stati Uniti). Il festival è nato nel 1978.

BIAGIO GIORDANO
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Recensione di 20 film tra i migliori del 2012 e del 2013 tratti dalla rivista settimanale on-line Trucioli savonesi, film recensiti con una particolare attenzione alla fotografia e agli aspetti letterari e psicanalitici della pellicola.

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