Celebrazione dei 50 anni della fondazione della Chiesa di Vispa Stampa
Scritto da Trucioli Savonesi   
COMUNE DI CARCARE
Celebrazione dei 50 anni della fondazione della Chiesa
della Comunità di Vispa. “Madonna della Pace" 1965 – 2015

Ricorre quest’anno la celebrazione del Cinquantesimo  della fondazione della Chiesa del Vispa, il Comune di Carcare, la Parrocchia di Carcare e l’intero Collegio Parrocchiale, stanno muovendo i primi passi per condividere un percorso ufficiale, che fonda le intenzioni laiche e quelle ecclesiali, per onorare al meglio questo evento, importante non solo per i Vispesi ma per l’intera cittadinanza Carcarese. Il Parroco Padre Italo e l’Assessore De Vecchi avvieranno una serie di incontri organizzativi per definire le date delle celebrazioni che ricadranno molto probabilmente nel mese di Luglio 2015. Nel programma oltre alla funzione religiosa alla presenza del Vescovo della Diocesi di Acqui, sono previsti convegni di testimonianza, mostre fotografiche con documentazione d’epoca e manifestazioni di carattere artistico e musicale, molto probabilmente sfruttando proprio le architetture interne ed esterne della chiesa.

UN PO’ DI STORIA …

L’Assemblea generale dei capi-famiglia, la sera del 15 Giugno 1964, aveva dato il via alla “operazione chiesa” , eleggendo il Comitato. Erano stati eletti i Sigg. Leandro Delfino Presidente, Giuseppe Vimercati Vice-Pres, Beppino Castellano cassiere, Natale Veirana segretario, Vincenzo Badella, Aldo Beretta, Edoardo Castellano, Adofo David, Mario Librelli, Francesco Mallarini. Nelle numerose ed agitate riunioni, fu questo Comitato che prese tutte le decisioni, amministrò le entrate e le uscite, organizzo l’apporto della mano d’opera volontaria. In totale furono offerte, dalla popolazione di Vispa, 170 giornate lavorative, sotto la guida dell’Architetto Enrico Chiappini, progettista, i lavori iniziarono il 15 Ottobre 1964 e l’inaugurazione avvenne il 22 Agosto 1965.

La comunità di Vispa si è fortemente sviluppata nel dopoguerra, anche per la vicinanza dello stabilimento Ferrania 3M, nel 1949 la popolazione, con spirito comunitario aveva provveduto alla costruzione delle Scuole Elementari per i propri ragazzi, nuove case venivano erette a fianco delle preesistenti  dando forma all’attuale assetto della Frazione. In concomitanza con la crescita urbanistica si diffondeva lo spirito di appartenenza ad una comunità e nasceva la volontà di condividere la costruzione di una chiesa.


I Padri Luigi Bonato e Eliseo Elia, in quegli anni raccontavano l’avventura di una popolazione con queste parole “Nel progetto di costruzione della chiesa bisognava che nessuno stesse estraneo, a guardare. Occorreva fare una chiesa che ognuno considerasse sua. Un popolo che si costruisce la sua chiesa. La casa di tutti che sorge nel modo più semplice e operoso, con la partecipazione di tutti. Così un operaio si costruisce la sua casetta: coi risparmi di tanti anni, con privazioni e sacrifici, facendo una seconda giornata dopo il turno di lavoro, facendosi aiutare da perenti e amici, tirando sulle spese. Ci si mosse in tre direzioni: dare una motivazione valida alla costruzione della chiesa; assicurare la partecipazione di tutti; dare una dimensione religiosa al fatto”.

In totale la chiesa è costata Lire 23.444.279 così suddivise, costruzione Lire 19.616.045, acquisto terreno Lire 2.645.000, impianto di riscaldamento Lire 1.183.234 Le partecipazione dei Vispesi ha consentito di contenere la spesa (la manodopera ), l’intervento decisivo è stato del Parroco Don Natale Pastorino e della Parrocchia di Carcare, per questo scopo con le offerte della popolazione aveva raccolto oltre 5 milioni a questo si aggiunse un suo personale contributo portando la cifra a Lire 13.335.670, la residua parte di spesa (circa 11 milioni) era a carico dei Vispesi che la affrontarono con offerte straordinarie e ordinarie, banchi di beneficenza, con prestiti gradualmente rimborsati.


 Giuseppe Vimercati uno dei membri nel 1965 della Consulta dei Vispesi, vicino al Gonfalone Comunale e al quadro con l’elenco dei cittadini che parteciparono ai lavori di realizzazione.

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