Lettura di un'immagine: Paolo e Francesca Stampa
Scritto da FULVIO SGUERSO   
LETTURA DI UN’ IMMAGINE 10
“Paolo e Francesca”
Olio su tela (1887) di Gaetano Previati – 
Accademia Carrara di Bergamo, Pinacoteca

La scena rappresentata in questa tela di Gaetano Previati (Ferrara, 1852 – Lavagna, 1920) è quella evocata da Dante (o meglio dalla stessa Francesca da Polenta interrogata dal Poeta sul modo in cui lei e Paolo Malatesta ebbero la certezza di amarsi di quell’amore colpevole ma irresistibile) nel Canto V dell’Inferno.

Della dolorosa vicenda, Il trentacinquenne pittore “scapigliato” non ancora divisionista e simbolista, dipinge realisticamente il momento successivo, non detto, al racconto di Francesca, quello della morte pressoché simultanea dei due amanti, trafitti dalla spada del marito tradito, che li colse in flagrante: “Noi laggiavamo un giorno per diletto, / di Lanciallotto, come amor lo strinse; / soli eravamo e sanza alcun sospetto. / Per più fiate gli occhi ci sospinse / quella lettura, e scolorocci il viso: / ma solo un punto fu quel che ci vinse. / Quando leggemmo il disiato riso / esser baciato da cotanto amante, / questi, che mai da me non fia diviso, / la bocca mi baciò tutto tremante.” Quel che avvenne dopo quel bacio fatale, è alluso da Francesca con il famoso verso “quel giorno più non vi leggemmo avante”.

Certo è che subito dopo l’amore li raggiunse la morte; il pittore, come un regista di teatro, colloca i due protagonisti morti o morenti sulla sponda di un grande letto che occupa tre quarti della scena. La testa di Francesca, con i suoi lunghi capelli castani sciolti, è riversa sulla coltre del letto e ha le labbra ancora socchiuse come in attesa di un ultimo bacio: su di lei giace Paolo, inerte, con la spada conficcata nella schiena, il braccio destro abbandonato sulle ginocchia dell’amata ricoperte da una preziosa veste serica, su cui contrasta il farsetto nero di Paolo.

Stretto nella mano sinistra di Francesca si intravvede il libro galeotto che propiziò il rivelarsi del loro amore. La luce piena che investe gli amanti e la parte del letto in primo piano crea un forte contrasto con lo sfondo scuro e informe della parte sinistra del dipinto. Pur nella crudezza della scena, sembra che l’artista abbia voluto cogliere l’ultimo anelito dei due amanti per farli vivere oltre la morte che ha troncato così crudelmente sul nascere la loro “colpevole” storia d’amore.

  FULVIO SGUERSO 

 

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